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Business 15 novembre, 2018 @ 9:00

Il primo wellness drink italiano è pronto per il grande salto

di Francesca Vercesi

Finanza e lifestyle.Leggi di più dell'autore
Per metà piemontese e per l’altra francese, è giornalista professionista e segue con spirito critico le vicende della finanza. Ha collaborato con Milano Finanza, Il Corriere della Sera, il Venerdì di Repubblica, Panorama, IL, Dove. Oltre alla finanza, è appassionata di società, economia, studio dei comportamenti umani e culture. Così, appena può, viaggia. Ama le vette di montagna e le isole greche. chiudi
I fratelli Jacopo e Leonardo Signani hanno creato il soft drink gassato Holy

Due fratelli, molta ambizione e una gran voglia di fare impresa. E dato che per produrre idee e denari ci vogliono, oltre che a buoni contatti e a valide referenze, anche energia e fisico, ecco che gli spezzini Jacopo e Leonardo Signani, già proprietari del ristorante Pacifico di Roma e Milano (raffinata cucina peruviana affidata allo chef di Lima Jaime Pesaque), hanno pensato di produrre una bevanda wellness, votata dunque al benessere, che sia anche un rimedio contro l’hangover, o più comunemente, sbronza.

Così comincia la storia del soft drink gassato Holy, spiritualissimo già nel nome: solo tre calorie, niente zuccheri e un concentrato di vitamine, minerali ed estratti naturali. “È una bevanda che fa bene allo spirito e riequilibra il corpo perché ha proprietà depurative”, raccontano i due fratelli di 35 e 31 anni, nati a La Spezia ma milanesi di adozione. Ora la vogliamo lanciare nel mondo, farne un riferimento per chi fa attività sportiva, per chi usa integratori e per chi vuole uno stile di vita sano”.

E la famiglia Marzotto è entrata nel captale di Holy Industries con una valutazione di 10 milioni di euro. L’obiettivo di Ignotus srl, la società veicolo creata dal ramo familiare rappresentato dal 33enne Guillaume Desforges, nipote di Paolo Marzotto e figlio di Dominique Marzotto, è ambizioso. Ignotus ha acquisito il 50% di Holy Industries, società fondata dai due fratelli con il socio Leonardo Presti, mentre si mettono le basi per una crescita robusta del nuovo drink. Fino a poco fa Holy è stato un prodotto di nicchia, acquistabile online, o presente nei resort di lusso, in alcuni locali di Milano, Parigi, Firenze, in Costa Smeralda e da Harrod’s e al Queen’s Club di Londra, alla Rinascente, nella catena Juicebar, al concept store Colette. D’ora in poi, invece, l’obiettivo è il mass market.

Holy nel 2019 sarà distribuito in oltre 3.000 punti vendita sparsi tra dodici città italiane.

La tabella di marcia della società prevede un forte impegno sul mercato italiano per entrare nel circuito della grande distribuzione. Holy nel 2019 sarà distribuito in oltre 3.000 punti vendita sparsi tra dodici città italiane. Sarà poi la volta della grande distribuzione anche a Londra in 400 punti vendita, nei paesi scandinavi, in Australia, Perù e poi “cominceremo un’esplorazione del mercato russo”, raccontano. È stato intanto lanciato un maxi piano pubblicitario di tre milioni di euro affidato per l’Italia all’agenzia AKQA e per la creatività alla newyorkese Star Works. “Puntiamo a inaugurare il segmento delle cosiddette wellness soda attraverso la costituzione di una rete di retailer premium attraverso l’Italia e le principali capitali europee. Lo sviluppo dei mercati internazionali sarà avviato parallelamente. Sarà particolarmente curata la distribuzione attraverso il canale Ho.re.ca (bar, alberghi, palestre, centri benessere,ndr)”, precisano i fratelli Signani.

Come nasce l’idea. “Qualche anno fa abbiamo letto sul New York Times un articolo che parlava del lancio di una bibita che agiva sui postumi della sbronza, Mercy. È lì che ci è venuta l’idea. Abbiamo contattato il produttore, l’obiettivo era di lanciarlo anche in Italia ma gli americani hanno rifiutato qualsiasi proposta di modifica che adattasse il drink al mercato italiano. A quel punto abbiamo trattato con l’azienda per ottenere l’importazione in Europa e l’abbiamo riformulata con chimici e nutrizionisti per rendere più facile l’acquisizione di vitamine e minerali, migliorandone anche il sapore. Da lì, abbiamo pensato di produrre un soft drink che fosse totalmente votato al benessere”. Holy, infatti, è stato concepito per essere un efficace alleato per purificare, rinforzare e rigenerare l’organismo, grazie all’apporto di sostanze nutrienti come le vitamine (gruppo B e C), gli estratti (tè verde, finocchio e tarassaco) e i sali minerali (magnesio, selenio e potassio).

“È utile al lavoro per rinvigorire le capacità psicofisiche, prima o dopo lo sport per reintegrare le sostanze nutrienti e nel tempo libero per rinfrescare, combattere l’invecchiamento cellulare e mantenere efficiente il sistema immunitario”, raccontano. Oltre alla versione Classic, Holy oggi è disponibile in altre tre declinazioni di gusto. Si sono recentemente aggiunti: il gusto Matcha, con l’aggiunta del tè mate argentino e il tè matcha giapponese, famoso per le sue proprietà antiossidanti; il gusto lime + zenzero, un’ottima accoppiata sia per sapore sia per le proprietà drenanti e digestive dello zenzero; il gusto Melograno, altrettanto ricco di antiossidanti e riconoscibile grazie al colore acceso della lattina.

In conclusione, ai fratelli Signani piacciono le scommesse. Basti pensare che oggi i due ristoranti Pacifico (“un business cominciato un po’ per caso”) contano su una cinquantina di dipendenti e muovono circa tre milioni e mezzo di euro tanto che potrebbe nascere un terzo Pacifico a Ibiza, Los Angeles, New York o Parigi. C’è da dire che il food and beverage gli porta fortuna. E se il format della ristorazione Pacifico cammina ormai con le sue gambe, è sulla bibita Holy che sono concentrati gli sforzi maggiori. Ma non chiamatela la nuova Red Bull, anche se è entrato a far parte del board in qualità di direttore commerciale Gianfranco Marin, ex direttore commerciale di Gatorade e Red Bull Italia. Ed è fresco di nomina il nuovo direttore generale Giorgio Vismara, 53 anni, milanese, un’esperienza di oltre 20 anni nel mondo del largo consumo, tra Coca Cola e Red Bull dive era General Manager.