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Tecnologia 30 novembre, 2018 @ 10:02

Come Microsoft sta resistendo alla crisi del Big Tech, reinventandosi

di Paolo Mossetti

Contributor, scrivo di cultura economica.Leggi di più dell'autore
Nato a Napoli, ha studiato economia e antropologia a Milano, lavorato nel marketing editoriale a Londra e Oxford e come scrittore freelance e cuoco a New York. Ha scritto, tra gli altri, per N+1, Domus, Esquire Italia, Il Tascabile e Lo Straniero. chiudi
Il ceo di Microsoft Satya Nadella sta diversificando l’offerta dell’aziende ed è l’artefice del suo rilancio. (Brian Smale/Microsoft via Getty Images)

La notizia è di mercoledì sera: il valore di Microsoft ha sorpassato quello di Apple per la prima volta in otto anni, guadagnano circa 3 miliardi dalle contrattazioni a Wall Street dopo che la società che produce il sistema operativo Windows ha beneficiato delle previsioni ottimistiche degli analisti. Ma l’evento è parte di una storia più grande, su come Microsoft sta reinventandosi per superare quella sorta di crisi di maturità che sta investendo altri colossi del Big Tech. E gli investitori sembrano stupefatti.

“Date il benvenuto a Microsoft, il gigante dell’home-computing che sta vivendo la sua rinascita – eclissando Facebook, Google, Amazon e le altre società tecnologiche a cui siamo affezionati nell’ultimo decennio”, scrive Associated Press. La vera chiave di volta, secondo gli osservatori, è la scelta del ceo Satya Nadella di diversificare l’offerta dell’azienda: non più focalizzata su Windows ma sui servizi di archiviazione dati di tipo cloud, che in questo momento sono in forte crescita ovunque.

“Solo qualche anno fa le prospettive di Microsoft erano fosche”, ricorda AP. Oggi invece il cloud – in particolare la piattaforma patentata da Microsoft, Azure – sta trascinando l’azienda, valendo da solo un quarto dei ricavi della società di Redmond, che se la sta giocando testa a testa con Amazon per il predominio in questo tipo di servizi.

Era dal 2010 che il valore azionario della società di Cupertino aveva superato quello di Microsoft: un momento, allora, in cui l’esplosione degli smartphone – e soprattutto degli iPhone – faceva raffreddare la domanda per i personal computer – dunque anche dei sistemi operativi Windows. A trainare Microsoft oggi c’è però tutto il segmento cloud, che sta facendo faville a Wall Street (basti pensare al significativo rialzo registrato da società specializzate nel software dedicato, come Salesforce).

Un primo sorpasso a Wall Street, in realtà, si era già verificato per qualche ora lunedì, prima che Apple chiudesse di nuovo in vantaggio con una differenza di appena lo 0,5%. In questi giorni il mercato azionario negli Stati Uniti sta rimbalzando dopo qualche settimana di declino, e mercoledì Apple ha visto le sue quotazioni risalire più fiaccamente del rivale, chiudendo a 845 miliardi di dollari contro i 848 miliardi di dollari di Microsoft. Appena quattro mesi fa, la società produttrice dell’iPhone aveva superato quota 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione per la prima volta nella sua storia.

Ma oggi la musica è cambiata: a partire dalla nomina di Nadella come ceo della società nel 2014, Microsoft ha gradualmente ridotto la sua dipendenza dai sistemi operativi per PC, diventando il secondo competitor nel segmento cloud dopo Amazon. A metterci il suo c’è voluta anche la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, scrive Reuters, e le vendite deludenti dell’ultimo iPhone.

C’entra, più in generale, la diminuita domanda globale per gli smartphone degli ultimi anni, fattore che sta colpendo i ricavi di Apple. Riporta Reuters che gli analisti prevedono per il 2019 un aumento dei ricavi per Microsoft dell’11% contro il 5% di Apple, con le vendite dell’iPhone che da sole crescerebbero meno dell’1% nel corso dei prossimi 12 mesi.

Perchè è una notizia importante? Lo spiega il sito Axios: “Mentre altri giganti tecnologici inciampano, la formidabile resistenza [di Microsoft] sta pagando”. Facebook è coinvolto in una grave vicenda di cospirazioni, in cui il New York Times ha accusato Zuckerberg e il direttore operativo Sheryl Sandberg di aver diffuso informazioni false su rivali e critici; Amazon è alle prese con le critiche per il trattamento riservato ai propri lavoratori, per benefici fiscali esagerati di cui avrebbe goduto per aprire il secondo quartier generale e per la posizione sempre più monopolistica. Microsoft è stata a lungo tagliata fuori dai trend economici che contano nel Big Tech, ma adesso sta tornando alla carica.

Da quando aveva conquistato il primo posto per capitalizzazione a Wall Street all’inizio degli anni Dieci, sottraendolo a Exxon Mobile, Apple è stata la società finanziariamente parlando più potente del pianeta. Microsoft, che aveva perso il primato molto tempo addietro, col crollo delle dot-com agli inizi del Duemila, sembrava non poterselo più riprendere. E invece, mentre il co-fondatore Bill Gates, tuttora una delle persone più ricche del mondo, si è trasformato in un paladino ambientalista praticamente full time, rilasciando le solite interviste a metà tra il visionario e il santone, sempre attento a non prendere troppo di petto il negazionismo climatico di Trump, la sua creatura sta mettendo a tacere le voci che per troppi anni la condannavano al declino.

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