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Business 5 Novembre, 2019 @ 10:21

Microsoft prova la settimana di 4 giorni. E funziona: produttività su del 40%

di Matteo Rigamonti

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Lavorare quattro giorni a settimana per aumentare la produttività dell’azienda senza subire alcun taglio allo stipendio. Non è un sogno ma la realtà di una sperimentazione condotta quest’estate da Microsoft in Giappone su 2.300 impiegati. Il risultato? Come documenta il resoconto pubblicato sulla newsroom di Microsoft Japan, un aumento della produttività pari al 40% rispetto al medesimo periodo nell’agosto 2018.

Non sorprende dunque che il 92% dei lavoratori coinvolti nel progetto “Work-Life Choice Challenge Summer 2019” siano d’accordo con l’adozione in pianta stabile dei quattro giorni lavorativi a settimana. Soprattutto per i benefici sperimentati nell’equilibrio tra vita lavorativa e personale. Senza contare il risparmio del 23% sul consumo di elettricità e che quello di carta per stampe e fotocopie si è più che dimezzato (58%).

Il progetto ha visto 2.300 impiegati lavorare cinque venerdì in meno senza subire tagli di stipendio né modifica alcuna al piano ferie. Nell’ambito della sperimentazione, inoltre, il tempo massimo delle riunioni è stato fissato a 30 minuti e le discussioni online sono state incoraggiate rispetto a quelle in presenza, faccia a faccia.

“Si lavora meno, si riposa meglio e si impara molto”. Così ha commentato Takuya Hirano, presidente e ceo di Microsoft Japan, l’iniziativa. “Vorrei che i mie dipendenti provassero sempre a cercare un modo per conseguire i medesimi obiettivi lavorando il 20% del tempo in meno”.

“Work-Life Choice Challenge Summer 2019” di Microsoft Japan è soltanto un progetto pilota, ha fatto sapere l’azienda al Guardian; almeno per il momento, non si tratta di cambiamenti che verranno implementati in alcun modo negli uffici, né in Giappone né altrove. Probabilmente, però, la challenge verrà ripetuta quest’inverno.

Tecnologia 10 Giugno, 2019 @ 1:03

Si accende la console war: Microsoft svela Xbox Project Scarlett

di Emiliano Ragoni

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(Foto: news.xbox.com)

C’era molta attesa attorno alla conferenza di Microsoft all’E3, l’Electronic Entertainment Expo, di Los Angeles. Il motivo è presto detto: diverse voci davano per certa la presentazione della nuova generazione di console di casa Microsoft. La casa americana ha mantenuto le promesse svelando alcuni dettagli su quella che sarà la prossima generazione di console, che ha come nome in codice Xbox Project Scarlett.

La nuova macchina della casa di Redmond darà continuità con quanto visto sull’ultima console. Infatti, più che un HUB multimediale, Project Scarlett sarà una console di gioco nuda e cruda, realizzata in modo quasi esclusivo per giocare, e alla massima potenza. La Microsoft vuole proseguire sulla strada di “Project Scorpio”, che poi è diventata la Xbox One X che tutti conosciamo (il team di progettazione è lo stesso), approdata sul mercato nel novembre 2017.

Phil Spencer, Microsoft Executive Vice President della divisione Gaming, ha, ovviamente, definito la nuova console Microsoft come “la più potente e coinvolgente di sempre”. Project Scarlett rappresenterà un significativo passo in avanti nel settore dei videogiochi e fornirà agli sviluppatori la potenza necessaria per dare vita a giochi con una frequenza di aggiornamento di 120 fotogrammi al secondo, supporto per immagini fino a 8K e tempi di caricamento praticamente inesistenti.

Tutto questo sarà possibile grazie ad una nuova CPU AMD Ryzen “Zen 2” e di una GPU “Navi” basata sull’architettura di gioco Radeon RDNA di nuova generazione, incluso il raytracing (tecnologia che permette un’illuminazione realistica delle scene simulando il comportamento fisico della luce). A garantire tempi di caricamento praticamente pari a zero ci penserà una SSD di ultima generazione. La Microsoft parla di una potenza di calcolo 40 volte superiore rispetto a quella delle attuali console.

Project Scarlett sarà inoltre retrocompatibile con tutti i giochi di Xbox One, Xbox 360 e Xbox originali disponibili oggi su Xbox One.

Una delle feature più interessanti di Project Scarlett sarà la presenza del tanto atteso Project xCloud, ossia il game-streaming su cui la casa americana sta lavorando da tempo e che ha lo scopo di consentire a chiunque di giocare ovunque su qualunque dispositivo. Il futuro del gaming quindi passerà anche dallo streaming.

Il massimo della potenza hardware della nuova console, si potrà sfruttare con Halo Infinite, il nuovo titolo di 343 Industries, che sarà quindi il primo gioco ad arrivare sul mercato al lancio della prossima generazione di Xbox.

Anche se non sono stati diffusi tutti i dettagli tecnici, quello che appare certo è che la nuova console della Microsoft uscirà sul mercato nel 2020, praticamente a ridosso dal possibile rilascio di PS5, la prossima console di punta di casa Sony.

Le specifiche della PlayStation 5, parzialmente annunciate ad aprile, sono praticamente le stesse della console Microsoft: CPU evoluzione dell’AMD Ryzen, scheda grafica della famiglia Navi di Radeon, supporto all’8K, SSD e piena retrocompatibilità con Playstation 4. Come sempre a fare la differenza saranno i giochi, il supporto degli sviluppatoti e, soprattutto, le esclusive.

La conferenza di Microsoft ha confermato che questa generazione di console è giunta al capolinea. Il mercato ed i giocatori attendono quindi con ansia le prossime console, che saranno sempre più potenti. Inoltre, quello che appare con certezza, è che nel prossimo futuro le console torneranno ad essere quasi esclusivamente sistemi di gioco, dando quindi poco spazio a orpelli in grado di “distrarre” il giocatore. In un certo senso è un ritorno alle origini.

Investimenti 26 Aprile, 2019 @ 8:08

Microsoft entra per la prima volta nel “trillion dollar club”

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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negozio microsoft
(Shutterstock)

L’esclusivo club delle società con una valorizzazione di Borsa superiore ai mille miliardi di dollari ha un nuovo membro: Microsoft. Il gruppo fondato da Bill Gates ha infatti temporaneamente toccato tale soglia nella seduta di ieri a Wall Street, quando il titolo Microsoft ha superato la barriera dei 130,50 dollari. Soglia che, in considerazione dei 7,6 miliardi di azioni esistenti, ha fatto scattare l’ammissione al club (l’azione ha poi toccato un massimo di giornata a 131,37 dollari).

LEGGI ANCHE: “Il patrimonio di Bill Gates ha superato i 100 miliardi di dollari”

In precedenza altre due società erano entrate a far parte del trillion club, Apple e Amazon, che avevano raggiunto una valutazione superiore ai mille miliardi l’anno scorso prima di subire il ripiegamento delle quotazioni dell’intero settore tecnologico.

Lo spunto di Microsoft arriva nelle ore immediatamente successive alla presentazione dei risultati finanziari della casa di Redmond riferiti al terzo trimestre del 2018, periodo che si è chiuso con un incremento del fatturato del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per ricavi pari a 30,6 miliardi, un risultato operativo di 10,3 miliardi (+25%) e un utile netto di 8,8 miliardi (+19%).

Un risultato particolarmente apprezzabile per una società che rispetto ad altri pesi massimi del tech si è mossa negli ultimi anni senza la luce dei riflettori dei media, ma semmai nella scia del suo ceo Satya Nadella, che ha saputo orientare con lungimiranza Microsoft verso la proposta di servizi, soprattutto nel cloud, fino a superare una soglia di valore che il gruppo non aveva mai toccato nemmeno negli anni d’oro della cosiddetta new economy.