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Business 6 febbraio, 2019 @ 9:45

La (dolce) ricetta per l’export di Dario Loison

di Susanna Tanzi

Mi piacciono le auto e l’hotellerie di lusso.Leggi di più dell'autore
Consulente di magazine del lusso, in 15 anni di carriera è stata caporedattore centrale a Capital, caporedattore attualità ad Anna, e con esordi a Vela e Motore, Quattroruote, Auto oggi e collaborazioni a 360° per i giornali del gruppo Rcs. Appassionata di cinema e di avventure in giro per il mondo, è esperta di hotellerie, ristorazione e benessere a 7 stelle. chiudi
Dario Loison ha rilevato l’azienda di famiglia nel ’92 e l’ha trasformata in una Srl. (Courtesy Loison)

Articolo tratto dal numero di gennaio 2019 di Forbes Italia. 

Da Vicenza con amore, in tutto il mondo. Si scrive Loison, si legge arte nel fare pasticceria gourmet. Guidata con fantasia, eclettismo, intuito e passione dall’ultimo della famiglia di pasticceri, Dario, che ancora oggi dorme cinque ore a notte per controllare la produzione, la ditta è top di gamma, soprattutto con i panettoni artigianali. Tutto nasce nel 1938, quando il nonno di Dario, Tranquillo Loison, apre un semplice forno. Quel forno passa poi nel ’55 al figlio Alessandro, che si dedica alla vendita al dettaglio di dolci e dolcetti a ristoranti, bar e negozi di alimentari e poi, nel tempo, arrivano i supermercati a richiederne sempre maggiori quantitativi.

Dario, che inizialmente aveva intrapreso un’altra strada (vendeva macchine per conceria), finisce per rilevare l’azienda di famiglia nel ’92 e la trasforma in una Srl. Inizialmente non è un grande affare, gli anni in perdita superano quelli in utile. Poi, a fine anni ’90, con l’avvento di internet, l’imprenditore-pasticcere si dedica anima e cuore alla vendita all’estero dei suoi prodotti. Un pioniere dell’e-commerce. Suo primo grande cliente, il Canada. “La mia esperienza di studio e professionale, con una visione esterofila, mi ha aiutato ad abbattere le barriere della diffidenza e del timore del nuovo. Agevolato dall’ottima conoscenza dell’inglese, in tempi non così attenti a questo aspetto. Grazie alla lingua, ho potuto, prima di altri miei competitor, guardare fuori dai confini nazionali, anticipando un sistema di approccio al cliente, il marketing relazionale”.

Apprezzato dalla famiglia Agnelli, sbarcato a Buckingham Palace, ha conquistato perfino il Vaticano, prima con Wojtyla e ora con Francesco.

Sembra tutto semplice, ma ci saranno stati momenti difficili nella penetrazione sui mercati esteri. “Abbiamo dovuto conformarci alle necessità e alle regole ferree che in Italia non avevamo ancora. Ma abbiamo ricevuto grandi soddisfazioni grazie agli elementi che ci caratterizzano: trasparenza, coerenza e professionalità. E poi, fuori dai confini italiani, ci sono meno problemi di burocrazia e si procede con maggiore velocità nelle trattative”. Grazie alla scelta di focalizzare la produzione solo su alcune linee, sulla lavorazione e sulla qualità degli ingredienti, con focus particolare sul panettone, la crescita è inarrestabile. Oggi, 80 anni dopo, Loison è diventato un marchio del migliore made in Italy, di cui andare fieri. “Volevo scrivere qualcosa che lasciasse il segno”, prosegue. “Guardare sempre avanti, certo, ma nel rispetto della nostra storia. Puntando sulla più assoluta qualità e trasparenza. Sulla genuinità senza trucchi”.

Panettoni dal profumo intenso, inconfondibile, elegantemente confezionati quasi fossero gioielli. Il successo di Loison è di squadra: Sonia Pilla, la moglie di Dario, interior designer, si dedica al lussuoso packaging dei prodotti, non vincolato alle festività, studiato per essere funzionale e riutilizzabile. Le materie prime sono scelte con cura maniacale. Partendo dalla base: uova freschissime, latte e burro di montagna, fior di farina, zucchero italiano. Poi gli aromi. Un esempio su tutti: il Mandarino tardivo di Ciaculli, ma anche altri presidi slow food come il Pistacchio di Bronte, le Nocciole delle Langhe, il Cedro di Diamante, il Chinotto di Savona. Un trionfo di genuinità inconfondibile, con il lancio di gusti mai osati prima nel ‘dolce di Toni’, come liquirizia e zafferano, poi la rosa, l’amarena e la cannella…

E non c’è da stupirsi per la pioggia di premi all’edizione 2018 del Merano Wine Festival: ben cinque “The WineaHunter” assegnati all’azienda di Costabissara, riconoscimenti d’eccellenza per i prodotti che si distinguono per valorizzazione del territorio e qualità superiore: premiati con quattro Panettoni Gold (ai limoni, alla rosa, al cioccolato e spezie, alle albicocche e spezie) e un Panettone Rosso (con nerosale al cioccolato e caramello salato). Non finisce qui: Dario domina anche la seconda edizione di Foodcommunity Awards 2018, primo posto nella categoria Food Story. È sua la storia dell’anno, con la motivazione: “Pasticceri da tre generazioni, esporta i suoi prodotti in 55 paesi. Le università di tutto il mondo studiano il modello-Loison, connubio tra tradizione e innovazione”.

Apprezzati dalla famiglia Agnelli, sbarcati a Buckingham Palace, i panettoni Loison sono riusciti a conquistare perfino il Vaticano, prima con Wojtyla e ora con Francesco. Un simbolo del Natale italiano che nasconde la ricetta del successo: lavoro, eccellenza, visione del futuro.