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Cultura 1 Maggio, 2019 @ 11:45

Visita guidata alla pop art di Roy Lichtenstein, in mostra al MUDEC

di Marco Rubino

La mia grande passione è la street art.Leggi di più dell'autore
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oepra di Roy Lichtenstein
Una delle opere di Roy Lichtenstein in mostra al MUDEC (foto dell’autore)

Prende il via oggi al MUDEC la mostra di Roy Lichtenstein, una delle figure più importanti nell’arte del ventesimo secolo. La mostra, dal titolo Multiple Visions, sarà aperta fino all’8 settembre 2019.  Prosegue, così, dopo l’enorme successo riscosso con Banksy, l’offerta artistica del Mudec con esibizioni volte a raccogliere il favore sia di un pubblico adulto sia di millennial.

Lichtenstein con la sua arte sofisticata ma al contempo riconoscibile al primo sguardo e facile da comprendere, ha affascinato fin dai primi anni della pop art generazioni di creativi, dalla pittura alla pubblicità, dalla fotografia al design e alla moda e il potere seduttivo che essa esercita sulla cultura visiva contemporanea è ancora molto forte e attuale.

Al Mudec sono esposte circa 100 tra opere su carta, smalti su acciaio, sculture bronzee e arazzi organizzate in un percorso tematico articolato su sette sezioni (Oggetti Quotidiani, Interiors, Figure Femminili, Action Comics, Astrazioni, Avant-Garde e Paesaggio). Una ampia selezione di edition presentate provengono da prestigiosi musei, istituzioni e collezioni private europee e americane tra cui la Roy Lichtenstein Foundation, la National Gallery of Art di Washington, il Walker Art Center di Minneapolis, la Fondation Carmignac e Ryobi Foundation e la Gemini G.E.L. Collection.

La mostra vuole evidenziare, attraverso una panoramica sui temi e i generi dell’arte di Roy Lichtenstein, come gli elementi di diverse culture confluiscano nel lavoro di decostruzione prima e ricostruzione poi dell’immagine. Il tutto grazie ad elaborazioni in chiave pop e con il suo personalissimo linguaggio terribilmente attuale in grado di emozionare il pubblico di ogni età. In questo modo l’artista racconta diverse epoche che hanno segnato la storia: dalla nascita degli Stati Uniti all’epopea del Far West, dai vernacoli e le espressioni artistiche etnografiche degli indiani d’America alla cultura pop esplosa in seguito all’espansione dell’economia mondiale del secondo dopoguerra, dalla cultura artistica europea delle avanguardie allo spirito contemplativo dei paesaggi orientali. 

La fascinazione per la “forma stampata”, cioè la riproduzione meccanica come fonte di ispirazione, che è alla base del lavoro di Roy Lichtenstein e che nella sua pittura viene attuata in un percorso che parte da una copia che viene trasformata in qualcosa di unico e quindi di originale, viene presentata in questa mostra nel suo processo inverso: da un’idea originale a una copia moltiplicata.  Questo tipo di ricerca e di studio che l’artista condusse nel corso di tutta la sua carriera, attraverso la stampa e la manifattura, è proprio uno degli elementi che maggiormente lo contraddistingue nel panorama artistico.  Roy Lichtenstein progettava cosi lavori in cui la realizzazione di una litografia offset o di una scultura parte da disegni e studi preparatori approfonditi sull’uso delle superfici e dei materiali, anche quelli altamente innovativi come il rowlux, una pellicola di plastica trasparente il cui aspetto cambia a seconda della luce. Questa pratica, che diventa una forma di espressione artistica e un’estensione della sua visione estetica, viene costruita metodicamente da Lichtenstein in parallelo alla pittura e la mostra presenta l’evoluzione a partire dai primi lavori degli anni Cinquanta.

L’eccezionale complesso delle opere esposte viene reso ancora più unico dall’allestimento e dalla scenografia che posizionano la mostra di Lichtenstein tra le migliori di sempre tra quelle ospitate dal Mudec.

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