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Cultura 14 maggio, 2019 @ 1:30

Pedro Almodóvar a Milano con una retrospettiva cinematografica

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
Nata in Sicilia, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza ma soprattutto per inseguire la sua più grande passione: la scrittura. In precedenza ha collaborato con il quotidiano di Class editori MFFashion occupandosi di moda e finanza. Appassionata di romanzi gialli, musica jazz e cinema. chiudi
persone sedie piazza
Pedro Almodóvar sul set de “El flor de mi secreto”

“Soggettiva Pedro Almodóvar” si preannuncia come una delle retrospettive più complete sul pluripremiato regista spagnolo. Ospitato all’interno della Fondazione Prada, il percorso cinematografico, realizzato grazie alla collaborazione con la produttrice Bárbara Peiró Aso, comprende 8 film e 9 lungometraggi realizzati dall’artista dal 1983 al 2004, oltre a 4 film prodotti da El Deseo, la casa di produzione fondata da Pedro e Agustín Almodóvar.

“Quando ho selezionato questi 8 film spagnoli, ho cercato di scegliere quelle pellicole che hanno superato la prova del tempo, confermando il loro valore cinematografico. Ho anche voluto presentare al pubblico italiano una serie di film raramente o mai proiettati al di fuori della Spagna”, ha commentato Almodóvar a proposito della mostra che sarà inaugurata il 1 giugno al Cinema della Fondazione Prada con una proiezione speciale del suo nuovo film Dolor y Gloria, in competizione ufficiale al 72° Festival di Cannes.

regista macchina film
Una scena del film “Dolor y Gloria” (warnerbros.it)

Pedro Almodóvar ha deciso inoltre di accompagnare “Soggettiva” con un programma che include 9 dei suoi lungometraggi: Entre tinieblas¿Qué he hecho yo para merecer esto?, La ley del deseo, Mujeres al borde de un ataque de nervios, Tacones lejanos, La flor de mi secreto, Todo sobre mi madre, Hable con ella e La mala educación, capolavoro cinematografico degli anni Ottanta. Un percorso che offre l’opportunità di esplorare l’intero percorso artistico di Almodóvar: dall’impatto rivoluzionario delle sue prime pellicole che hanno interpretato lo spirito anarchico del movimento di controcultura della Movida durante il periodo di transizione vissuto dalla Spagna dopo la morte di Franco, passando per i primi riconoscimenti a livello internazionale in cui la sua visione personale è diventata ancora più profonda.

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Penélope Cruz nel film “Dolor y Gloria” (warnerbros.it)

Un’impronta stilistica che si può riassumere con le parole del critico Jordi Costa: “Il cinema di Pedro Almodóvar sembra partire dalla premessa per cui nulla è semplice e la cosa più difficile è esplorare le leggi del desiderio che guidano la creatività, ma che al tempo stesso sono capaci di spingere le persone verso l’autodistruzione in diversi modi”.

La retrospettiva, che si svolgerà dal 6 giugno al 26 luglio, include Peppermint di Carlos Saura; El Verdugo di Luis García Berlanga, El espíritu de la colmena di Víctor Erice e Furtivos di José Luis Borau, tutti girati durante l’ultimo periodo della dittatura di Francisco Franco. E insieme alle altre 4 pellicole selezionate, Arrebato di Iván Zulueta, Tesis di Alejandro Amenábar, Blancanieves di Pablo Berger e Magical Girl di Carlos Vermut testimoniano la vitalità e l’importanza del cinema spagnolo negli ultimi quarant’anni.