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Innovation

Un tour della Silicon Valley con un gestore di fondi

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(GettyImages)

A cura di Scott Berg, gestore del fondo Global Growth Equity Strategy di T. Rowe Price

 

Il settore tecnologico è cambiato drammaticamente in tempi relativamente brevi, generando allo stesso tempo un’enorme quantità di valore. In qualità di investitori, dobbiamo confrontarci con questo comparto estremamente dinamico, facendo attenzione alle valutazioni elevate in certe aree. In quest’ottica, la nostra visita annuale alla Silicon Valley, che ripetiamo da ormai 15 anni, ci permette di approfondire la comprensione degli investimenti nel settore e di ottenere spunti originali anche su società teoricamente ben note.

 

La tecnologia è  un porto sicuro in un contesto macroeconomico incerto

Quest’anno la visita è stata particolarmente ricca di incontri incoraggianti. Le società tecnologiche chiaramente non stanno (ancora) sperimentando alcun rallentamento. In molti hanno esplicitamente constatato una distanza nei confronti delle attuali preoccupazioni macroeconomiche. L’aspetto incoraggiante è che queste società stanno investendo attivamente per crescere e aumentare la propria quota di mercato. Inoltre, il ritmo mozzafiato dell’innovazione rimane immutato, con la maggior parte dei player che citano gli stessi temi: la corsa al cloud, l’Intelligenza Artificiale (IA) e il Machine Learning (ML).

Con il rallentamento dell’economia nel complesso, una certa decelerazione del settore è inevitabile. D’altra parte, non possiamo ignorare le forze secolari che stanno evidentemente aggirando il contesto macroeconomico impegnativo. Un obiettivo degli incontri è proprio quello di individuare queste forze. In particolare, al momento vediamo tre fattori principali che continueranno a influenzare il settore high tech nel lungo termine.

Fattore 1: la crescita delle piattaforme media

Alphabet (Google) e Facebook sono diventate due tra le società di media più grandi al mondo, fornendo piattaforme che collegano i creatori, gli advertiser e i consumatori di contenuti.

Nel nostro incontro con il management di Facebook, compresa la COO Sheryl Sandberg e tre responsabili divisionali, la maggior parte della discussione si è concentrata sulla regolamentazione e l’inserimento di elementi di controllo. Abbiamo avuto l’impressone che il management abbia compreso e stia affrontando attivamente queste problematiche. Un altro aspetto incoraggiante è il grande lavoro che stanno facendo dietro le quinte per incrementare la monetizzazione delle attività. Ascoltare la visione del responsabile di Instagram su Insta Video, IGTV, la monetizzazione della natura effimera delle Instagram Stories e l’aumento della personalizzazione, ci ha dato una vivida percezione delle prospettive potenziali. L’incontro con il responsabile dell’Advertising ci fatto capire che le Storie potrebbero essere un game changer: pur essendo più lente del feed, genereranno un maggior user engagement. Siamo meno convinti sulla strategia di Messenger, ma riteniamo che la monetizzazione di WhatsApp sia un’opzione aggiuntiva per Facebook. È improbabile che la crescita dei ricavi rallenti, e c’è la possibilità che tra circa un anno si possa parlare di accelerazione.

Un altro aspetto chiave è la crescita delle dimensioni e del raggio di azione delle principali società, spinta dalla tecnologia. Netflix è un ottimo esempio, essendo diventata la più grande società di video della storia principalmente grazie alla sua libertà da vincoli infrastrutturali.

Fattore 2: l’avvento del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale

ML e AI saranno i temi chiave per il prossimo decennio, e non solo. Le ‘platform company’ si trovano nella posizione migliore per beneficiarne, avendo accesso a più dati, una maggiore potenza di calcolo e impiegando gli ingegneri migliori.

Dopo essere stato un argomento teorico per molti anni, si inizia a vedere un impatto reale dell’utilizzo dell’AI sui modelli di business delle imprese. Alcuni usi possono sorprendere. Workday è un provider di applicazioni per la gestione delle risorse umane basato sul cloud. A differenza dei software ‘statici’ che i competitor installano sui server delle aziende, il prodotto di Workday impara continuamente, e la sua interazione con la documentazione relativa a milioni di dipendenti fa sì che oggi possa prevedere, ad esempio, quali lavoratori corrano il rischio di diventare insoddisfatti della propria mansione. Nel nostro incontro con Workday abbiamo constatato la stabilità e la durevolezza dei loro flussi di cassa e la potenza delle loro capacità analitiche, in grado di creare valore per il cliente.

Fattore 3: l’importanza del cloud

In quasi tutti gli incontri è stata sottolineata l’importanza del cloud. I sistemi di software basati sul cloud e costantemente aggiornati permettono alle imprese di integrare l’informazione in modi nuovi. Salesforce.com è all’avanguardia in questa trasformazione. Il loro sistema di customer relationship management, offerto via Internet tramite sottoscrizione, permette alle aziende non solo di tenere traccia dei clienti esistenti, ma anche di individuarne di possibili nuovi, generando dati che poi confluiscono nelle previsioni sui ricavi, nella gestione delle scorte e in altre parti dell’attività.

Le autostrade digitali non sbandano

Anche lo sviluppo della guida autonoma sta procedendo, anche se ad un ritmo più lento di quanto alcuni si aspettavano. Abbiamo avuto un incontro rassicurante con il nuovo responsabile della produzione di Tesla, Jerome Guillen, in cui si è parlato di complessità dei prodotti e di come la semplificazione della linea abbia dato i suoi frutti. Il costo della manodopera e della produzione e l’efficienza si stanno muovendo nella giusta direzione. Tesla è un titolo il cui prezzo può variare ampiamente a seconda del sentiment, ma siamo fiduciosi che i fondamentali trionferanno in ultima analisi.

In conclusione, il settore tecnologico continua ad evolvere a ritmi serrati, generando un immenso valore per gli investitori. Non si tratta solo dei FAANG o delle platform company di grandi dimensioni: vi sono molte aree ricche di aziende con ampie prospettive di crescita. Un aspetto da sottolineare è che i comparti più colpiti da cambiamento e disruption sono anche quelli che si prestano meglio alla gestione attiva, dato che il divario di performance tra vincitori e perdenti è molto più pronunciato rispetto agli altri settori.

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