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Cultura 20 Giugno, 2019 @ 9:52

Le startup al femminile devono lottare di più per trovare finanziamenti, lo certifica l’Ocse

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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(shutterstock)

Cattive notizie per il mondo dell’imprenditoria al femminile. Secondo una ricerca dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che prende in considerazione i paesi dell’OCSE e BRICS e poggia su dati ricavati dalla piattaforma Crunchbase, le startup con almeno una donna nel team di fondatori hanno meno probabilità di ricevere finanziamenti. Queste società ricevono finanziamenti con un importo inferiore di un terzo rispetto alle start-up create da fondatori di sesso maschile. Tra le realtà coperte da Crunchbase, meno del 6% sono fondate solo da donne, mentre il 15% ha almeno una donna tra i fondatori.

L’analisi conferma inoltre che la presenza di gender gap nell’accesso al capitale di rischio è ancora più evidente quando si tratta di operazioni come M&A e IPO. L’Italia e gli Stati Uniti, poi, hanno la più alta quota di start-up con almeno un fondatore femminile (vale a dire il 17% e il 16%, rispettivamente). La possibile soluzione? Il rafforzamento di politiche idonee ad affrontare il divario di genere nel sistema educativo e nel mercato del lavoro.

Certo, come dice la ricerca, a remare contro sono spesso i pregiudizi ingiustificati da parte degli investitori: in tal senso, opzioni politiche pertinenti potrebbero includere, ad esempio, un adeguamento per distorsione di genere nei fondi di capitale di rischio governativi, programmi di sostegno alle imprese per le donne attraverso incubatori e iniziative ad hoc che incentivano la promozione delle donne nei ruoli di leadership. Come sottolinea il report, simile squilibrio di genere può non solo essere ingiusto, ma può anche comportare opportunità mancate per la crescita economica. E dato ancora più negativo emerso da un rapporto di Lawless e Fox, durante gli studi universitari le ragazze hanno meno probabilità rispetto ai ragazzi di immaginare se stessi come imprenditori e sono anche meno fiduciosi nelle loro capacità imprenditoriali.

La direzione dell’OCSE per la scienza, la tecnologia e l’innovazione (STI) sviluppa consulenze strategiche basate su dati ottenuti da campi quali la scienza, la tecnologia, l’industria del benessere e la crescita economica. I suoi documenti strategici coprono una vasta gamma di temi tra cui industria, globalizzazione, innovazione, imprenditorialità, ricerca scientifica e tecnologie emergenti.

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