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Leader 4 luglio, 2019 @ 9:24

Paola Egonu racconta come è diventata una schiacciatrice da record grazie a Mila e Shiro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Paola Egonu in outfit EA7 Emporio Armani.

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

“La più grande soddisfazione? È stata la vittoria della Champions League il 18 maggio 2019 a Berlino. Il più grande rimpianto, invece, il Mondiale del 2018”. Un traguardo raggiunto e uno sfiorato. Un successo e un fallimento. Ma si può davvero parlare di fallimento quando ad appena 20 anni sei lì a giocartela fino alla fine, in alcune delle competizioni sportive più prestigiose al mondo? Paola Egonu, classe 1998, pallavolista e 189 cm di altezza, è diventata in poco tempo la beniamina di milioni di italiani che hanno gioito e pianto insieme a lei durante l’ultimo campionato mondiale di volley, dove il team azzurro ha conquistato la medaglia d’argento in una competizione che le ha regalato anche il titolo di miglior opposto.

“Sono convinta che nessuna delle mie compagne di squadra si sia accontentata del secondo posto. Ecco perché sono sicura che ce la metteremo tutta per salire sul podio quest’estate”, dice con la determinazione e il sorriso di chi sa che ci vogliono impegno e dedizione fuori dal comune per raggiungere grandi risultati e concretizzare i sogni coltivati fin da bambina davanti alla televisione. “La passione per la pallavolo è nata guardando il cartone animato Mila e Shiro. Grazie alla voglia di fare sempre meglio è diventata la mia professione”. Oggi Paola fa dello spirito di squadra la sua forza: “Non ho nessun punto di riferimento, ma ascolto sempre i consigli delle mie compagne quando cercano di aiutarmi”.

Paola Egonu in outfit EA7 Emporio Armani.

Nata a Cittadella, in provincia di Padova, da genitori nigeriani, Paola ha iniziato a giocare a pallavolo nella squadra locale, prima di trasferirsi nel 2013 al team federale del Club Italia, in Serie B1: la sua crescita costante fa accendere i riflettori su di lei già nella stagione in A2 del 2014/15 e successivamente in quelle 2015/16 e 2016/17, in serie A1. Durante la terza giornata del campionato 2016/17 realizza, contro il San Casciano, un totale di 46 punti, miglior risultato di sempre nella A1 italiana. Nella stagione 2017/18 viene ingaggiata dall’Igor Gorgonzola Novara, aggiudicandosi nei due anni successivi la Supercoppa italiana 2017, due Coppe Italia – nell’edizione 2017/18 ottiene anche il riconoscimento come mvp (most valuable player) – e la Champions League 2018/19, conclusa con il titolo di miglior giocatrice nella SuperFinal di Berlino.

Anche con la maglia azzurra le soddisfazioni non sono mancate. Nel 2015 ha fatto parte della nazionale under 18, con cui ha vinto la medaglia d’oro al Campionato mondiale, ottenendo anche il premio come mvp. Tra il 2014 e il 2016 è stata convocata nella Nazionale under 19 e under 20, vincendo, con quest’ultima, il bronzo al Campionato Mondiale 2015. Nel 2015 ha ottenuto le prime convocazioni nella Nazionale maggiore con cui nel 2017 ha vinto la medaglia d’argento al World Grand Prix. Infine, la consacrazione: l’anno scorso è stata tra le top player con le sue prestazioni al Mondiale giapponese. Inoltre, nell’epica semifinale vinta contro la Cina, che è valsa il pass per l’atto conclusivo contro la Serbia, ha piazzato a terra addirittura 45 punti (39 attacchi col 44% in fase offensiva, 5 aces, 1 muro), un record. Il vecchio primato apparteneva alla kazaka Yelena Pavlova (40 punti contro gli Usa nel 2006).

Il più grande sogno sportivo di Paola resta la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Ma “il mio più grande desiderio a livello personale è quello di diventare un esempio per molte bambine”, racconta a Forbes. A cui consiglia: “Niente è facile come sembra, incontrerete tanti ostacoli lungo il vostro percorso. Ma c’è una cosa che farà la differenza: se affronterete tutto quello che dovrete vivere a testa alta, oppure no”.

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