Da Paola Egonu a Giada Zhang: chi sono gli italiani under 30 più influenti in Europa

Giada Zhang
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Tre anni fa aveva portato la nazionale italiana a due punti dal titolo mondiale. Nelle ultime due stagioni, ha dimenticato che cosa voglia dire perdere: la sua Conegliano vince da 60 partite consecutive. Il 1 maggio proverà a conquistare, a Verona, la seconda Champions League in carriera, poche settimane prima di volare a Tokyo in caccia di una medaglia olimpica. Paola Egonu, 22 anni, è il nome più noto tra quelli degli italiani inclusi da Forbes nella sesta edizione della lista degli under 30 più influenti d’Europa: 300 giovani – età media 27 anni – suddivisi nelle categorie arte & cultura, intrattenimento, finanza, manufacturing & industry, media & marketing, retail & e-commerce, scienza e salute, social impact, sport & giochi e tecnologia.

Forbes ha scelto come volto copertina per la categoria retail & e-commerce quello di Giada Zhang, co-fondatrice di Mulan Group. Inclusa fra i 30 under 30 italiani nel 2020, Zhang ha 25 anni. È figlia di genitori cinesi ed è nata e cresciuta a Cremona. “Da bambina, ero l’unica con gli occhi a mandorla”, ha raccontato in un’intervista a Forbes Italia. “Mi prendevano in giro per la pronuncia”. Le sue origini hanno però ispirato la fondazione di Mulan Group, che rifornisce di cibo asiatico circa 6mila negozi. Durante la pandemia, l’azienda ha creato anche un e-commerce rivolto ai consumatori.

In retail & e-commerce si trova anche Massimiliano Gritti, 27 anni. Qualche anno fa, Gritti viaggiò in auto tra Londra e la Siberia assieme all’amico – e oggi socio – Elliott Aeschlimann Perales. Quando i due si resero conto di non avere lo spazio per trasportare i souvenir del viaggio, nacque l’idea alla base di Bombinate: una piattaforma che vende mobili, oggetti per la casa, vestiti e accessori di alta qualità realizzati da 300 artigiani di tutta Europa. Le vendite sono triplicate nel 2020.

Nella categoria manufacturing & industry sono invece presenti Alberto Giacobazzi (incluso anche tra gli under 30 2021 di Forbes Italiache, insieme a Ilenia Gebennini, nel 2017 ha fondato Ag Cosmetics. L’anno successivo i due hanno dato vita a Darling, un marchio di cosmetici “nato dall’idea che un prodotto suncare possa essere un oggetto di design, simbolo di moda e tendenza”. I prodotti Darling sono venduti in 19 paesi europei, asiatici e nordamericani.

Andrea Castiglione, 29 anni, è co-fondatore di Efforce, la blockchain dedicata all’efficienza energetica. Condivide la qualifica con altri due italiani – Jacopo Visetti e Jacopo Vanetti – e con Steve Wozniak, che nel 1976 diede vita a Apple assieme a Steve Jobs e Ronald Wayne. Efforce aiuta le imprese a trovare investitori per sostenere iniziative di sostenibilità. I finanziatori vengono ricompensati con una parte del denaro risparmiato tramite i progetti.

A un altro gigante della Silicon Valley – Elon Musk – dichiara di ispirarsi Hady Milani, 28 anni. Milani è un ingegnere aerospaziale che dirige lo Space entrepreneurship program all’Istituto europeo per l’innovazione e la sostenibilità. Ha partecipato a progetti della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea, che nel 2017 l’ha eletto migliore giovane ricercatore del continente. Hady stato selezionato come astronauta suborbitale (“Ma solo per la Federal aviation administration statunitense”, ha minimizzato in un’intervista a Nòva del Sole 24 ore) ed è un artista: un programma dell’Esa prevede di mandare una delle sue opere sulla luna entro il 2025.

Sempre allo spazio è legata la selezione tra gli under 30 di Forbes, nella categoria scienza & salute, di Antonietta Conte, 28enne dottoranda del Politecnico di Torino e ricercatrice del Jet propulsion laboratory della Nasa. Anche lei seguace di Elon Musk, vive a Pasadena, in California. Vanta un’esperienza all’Esa e oggi studia le reazioni chimiche necessarie al funzionamento dei razzi e la loro interazione con i veicoli spaziali.

Cosimo Maria Palopoli, 26 anni, è invece il co-fondatore e amministratore delegato di Iuv. Palopoli, incluso anche nella lista under 30 di quest’anno di Forbes Italia – è un tecnologo alimentare che – si legge sul sito ufficiale della società – “già dal liceo ha fatto suo il problema dell’inquinamento da plastiche”. Nata nel 2019, l’azienda sviluppa, produce e commercia packaging sostenibili, biodegradabili. Opera nel settore alimentare, ma anche nella logistica, nella cura della casa, nei farmaci e nei cosmetici.

Vocazione simile, ma categoria diversa (social impact), per il 28enne Fabio Mancini. “Si stima che entro il 2050 ci sarà più plastica che pesce nei mari”, ammoniva in un’intervista a Forbes Italia che l’anno scorso l’aveva incluso nella lista degli under 30. Mancini ha fondato così Re-Company, l’azienda che produce ReBo: una bottiglia che, grazie a una tecnologia incorporata nel tappo, tiene traccia dell’acqua bevuta da ciascun utente. In base alla quantità, tramite un’app su smartphone, vengono rilasciati crediti per finanziare la raccolta dei rifiuti di plastica.

Anche Lucio Di Ciaccio, 29 anni, è partito dallo spazio, ma è approdato infine alla finanza. Si è laureato infatti in ingegneria aerospaziale alla Sapienza di Roma, ha studiato metodi computazionali avanzati all’Imperial College di Londra e ha ottenuto un master in ingegneria aeronautica e astronautica al Mit. Nel 2015 è entrato in Carlyle Group, per poi passare in SoftBank nel 2017. Oggi è direttore del Vision Fund della holding giapponese. “So di avere seguito un cammino poco comune”, ha ricordato nel 2017 in un’intervista al Bocconi students private equity club. “A un certo punto dei miei studi ebbi la sensazione di avere perso di vista il quadro più ampio. Dopo varie conversazioni, cominciai a pensare che il campo degli investimenti mi sarebbe piaciuto”.

Nella stessa categoria si trova anche Matteo Bergamini, 28 anni, di famiglia italiana, ma residente a Londra. Bergamini ha fondato Shout Out Uk: un’impresa sociale apartitica che vuole “porre rimedio alla mancanza di educazione politica nelle scuole”. Durante la pandemia, ha sviluppato anche programmi per mettere al riparo dalla disinformazione. “Ho creato Shout Out Uk quando avevo 22 anni e frequentavo l’università”, ha raccontato. “A motivarmi fu la frustrazione nell’osservare come i giovani non venissero ascoltati in politica. Diciamo di vivere in una democrazia, eppure le scuole non insegnano né come funziona la democrazia, né come essere coinvolti”.

A rappresentare l’Italia nella categoria art & culture è la 27enne Giulia Colletti, da due anni curatrice al museo d’arte contemporanea del castello di Rivoli. Poche settimane fa è stata selezionata per il curatorial board della 19esima edizione della Biennale dei giovani artisti europei e mediterranei, prevista a San Marino. In passato ha lavorato per istituzioni come la Biennale di Venezia e il Google cultural institute. “Lavoro in un’istituzione che storicamente era un castello”, ha spiegato in un’intervista alla fondazione Quadriennale di Roma. “Mi piace studiare come immergere lo spettatore in una collezione e in uno spazio che, in origine, era stato pensato per tutt’altro”.