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Cultura 18 Ottobre, 2019 @ 10:52

Due film a tema finanziario si preparano a conquistare il botteghino

di Susanna Tanzi

Mi piacciono le auto e l’hotellerie di lusso.Leggi di più dell'autore
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Red carper The Laundromat. Credits La Biennale di Venezia

Economia e finanza non sono certo temi per un pubblico che al cinema cerca l’intrattenimento. Eppure. The Laundromat di Steven Soderbergh e Adults in the Room di Costa Gavras, visti alla Biennale Cinema di Venezia, si sono rivelati tra i film più piacevoli, intelligenti e divertenti dell’intera rassegna. Merito di una sceneggiatura attenta e mai banale, che ripercorre e svela il dietro le quinte, in entrambi i film, di due casi che hanno tenuto banco sulle prime pagine dei giornali e appassionato una platea non solo di addetti ai lavori.

Soprattutto, merito di attori straordinari, che hanno saputo imprimere un tocco speciale alle storie, mettendo la marcia giusta anche quando la strada si è fatta impervia per chi non è avvezzo a trattare argomenti ostici come i subprime, il deficit di bilancio, i tanti tranelli della finanza globale. Mentre The Laundromat mette sotto la lente i Panama Papers, ovvero i protagonisti della truffa più spericolata dell’ultimo decennio, Adults in the Room ripercorre l’anno vissuto pericolosamente dalla Grecia nel 2015 – in crisi economica durissima – e in particolare del suo ministro delle Finanze, che deve scongiurare la bancarotta senza cedere ai diktat della Troika.

Adults in the room

Nel geniale film del regista di Traffic, oltre a una strepitosa Meryl Streep, a tenere le fila del discorso e cucire la trama, che diventa thriller, svettano due mostri di bravura e simpatia: Gary Oldman e Antonio Banderas. Cinici e irresistibili, ci raccontano come si può fregare il mondo intero con operazioni difficili da sanzionare (e prevedere, per i poveri ignari piccoli investitori). Gli “adulti nella stanza” del regista greco sono invece quelli raccontati nella (breve) carriera politica di Yanis Varoufakis, il ministro che arrivava alle riunione planetarie casco integrale in testa, con la sua inseparabile motocicletta. Interpretato alla grandissima, e con grande verosimiglianza, dall’attore Christos Loulis.

Disponibile su Netflix dal 18 ottobre, il film di Soderbergh conquisterà un pubblico ampio con la sua “lavanderia monetaria” operata da oltre 200mila società in tutto il mondo, grazie ai colpi di scena assicurati dalla godibilissima protagonista, una Streep qui in un doppio ruolo (o forse anche un terzo). Mentre la crisi ellenica di Gavras, che tiene incollati alla poltrona con i colpi di fioretto del ministro greco, sconfitto ma non domato dal pugno di ferro della Ue, cha già fatto discutere in patria, soprattutto in rete, di certo appassionerà anche quando uscirà in Italia (entro fine anno). Di certo, Gavras ha fatto il miracolo di riuscire a non annoiare mai in un film di 2 ore, tutto incentrato su discussioni politiche ed economiche.

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