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Aruba
6 Dicembre, 2019 @ 11:01

La soluzione di Aruba per abbattere le emissioni di CO2 – BRAND VOICE

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Global Cloud Data Center la soluzione di Aruba
(shutterstock)

Tra streaming, tecnologia IoT, pagamenti digitali, e-commerce e, in generale, tutto ciò che corre su Internet, l’industria tecnologica si trova a dover utilizzare una quantità di energia significativa per alimentare la propria infrastruttura informatica che trova il suo cuore pulsante nel CED, ovvero il centro elaborazione dati più comunemente noto come data center.

Dalle sale server che alimentano organizzazioni medio-piccole, ai CED di realtà più strutturate, sino alle server farm che gestiscono servizi di cloud computing, i data center possono essere considerati come la spina dorsale dell’economia moderna.

Queste considerazioni impongono alle principali aziende tecnologiche fornitrici di queste infrastrutture non solo la necessità di renderle sempre più efficienti, ma anche di lavorare affinché vengano alimentate, almeno in parte, da energie rinnovabili di modo da diminuire drasticamente le emissioni di CO2.

Aruba, prima società in Italia per i servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, si è guadagnata un posto in prima linea nella progettazione e realizzazione di data center green, un esempio su tutti: il Global Cloud Data Center, il data center campus più grande d’Italia vicino Milano.

La ricetta di Aruba per realizzare un green data center al 100% sostenibile

Per realizzare un data center a basse emissioni di CO2 bisogna essere focalizzati sull’obiettivo sin dalla prima fase di progettazione.

Quando un’azienda progetta un nuovo data center deve pensare fin dall’inizio – oltre che a come garantire la massima affidabilità, sicurezza e prestazioni – anche a come raggiungere la massima efficienza e risparmio energetico: grazie a questo modello, oggi Aruba riesce mediamente a risparmiare l’emissione di circa 18 mila tonnellate di CO2 all’anno”, afferma Stefano Sordi (nel video), direttore commerciale di Aruba .

Di strategica importanza è individuare un luogo che offra nelle vicinanze fonti di energia rinnovabili e/o essere in grado di autoprodurla, anche per evitarne la perdita di ingenti quantità (circa il 30-40%) durante la fase di trasformazione e trasporto.

Ad esempio, il Global Cloud Data Center di Aruba utilizza energia rinnovabile con certificazione di Garanzia di Origine (GO) ossia proveniente da fonti rinnovabili. A ciò si aggiunge l’energia rinnovabile autoprodotta nel sito: nello specifico, il data center si avvale di una centrale idroelettrica di proprietà che si trova all’interno del campus tecnologico e di numerosi pannelli fotovoltaici che ricoprono parte delle pareti. È anche da queste fonti che si garantisce parte dell’approvvigionamento ‘intelligente’ e sostenibile di energia.

Come fare, quindi, per rendere un data center realmente green?

È necessario – dice Sordi – proporre un data center al massimo dell’avanguardia, rispettando al contempo le necessità del pianeta, non pesando inutilmente con l’emissione di sostanze serra dannose ed evitando il consumo di risorse energetiche non riproducibili. Un data center green se realizzato con strutture e metodi avanzati, attenti all’autoproduzione e alle fonti rinnovabili, o a una combinazione di questi aspetti, può contribuire a garantire che la propria potenza sia 100% rinnovabile”.

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