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Tecnologia 5 Giugno, 2019 @ 2:10

La sfida dei Green Data Center

di Forbes.it

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Uno dei data center di Aruba
Il data center Aruba di Ponte San Pietro

Una cittadella della sostenibilità a pochi chilometri da Milano. E’ quella a cui ha dato vita Aruba nel comune di Ponte San Pietro, a pochi chilometri da Bergamo, realizzando su un’area di 200mila metri quadrati il più grande data center d’Italia. Un vero e proprio green data center che si alimenta da energia proveniente da fonti rinnovabili: energia autoprodotta dalla centrale idroelettrica che si trova all’interno del campus tecnologico, in cui scorre il fiume Brembo, ed energia autoprodotta dai pannelli solari che rivestono parte delle pareti del data center. Un ulteriore aspetto da evidenziare è dato dall’impianto geotermico ad efficienza avanzata che permette di raffreddare i server delle sale dati senza ricorrere ad ulteriore energia.

E’ un esempio di eccellenza di questo tipo in Italia (e un altro è in costruzione a Roma) ad accogliere la sfida di progettare data center secondo i massimi standard di affidabilità e di sicurezza ma anche di risparmio energetico. Perché il ruolo dei data center nella sfida per abbattere le emissioni di CO2 e tagliare i costi energetici è centrale.

Entro il 2025 in tutto il mondo verranno generati dati di ogni tipo per un volume di 180 zettabyte (15 volte più grande di quello del 2018). E come ha scritto Climate Change News entro il 2022 l’intera industria ICT potrebbe essere responsabile del 3,5% di tutte le emissioni climalteranti nel mondo, superando il 10% nel decennio successivo.

Per rendere un data center a impatto zero è necessario abbracciare tutte le tecnologie green che riguardano l’alimentazione, gli UPS e i sistemi di condizionamento. Il Global Cloud Data Center è classificato Rating 4, il massimo livello secondo gli standard ANSI-TIA 942 – e progettato per avere il massimo livello possibile di efficienza energetica, non solo per assicurare qualità e convenienza dei servizi, ma anche per ridurre il più possibile il suo impatto sull’ambiente.  E’ alimentato da energia proveniente dai già citati impianti idroelettrici e fotovoltaici di proprietà e per tutte le esigenze non coperte dall’autoproduzione, viene prelevata dalla rete solo energia con origine certificata a livello europeo grazie alla Garanzia di Origine (GO) e quindi generata al 100% da fonti rinnovabili.

Perché le aziende scelgono i servizi di data center

Generalmente, le aziende che scelgono di affidarsi a infrastrutture di data center e a team di esperti come quello di Aruba Enterprise, lo fanno perché hanno esigenze di migrazione ad un’infrastruttura che vada oltre i modelli tradizionali, sia per integrare architetture on-premise in infrastrutture in colocation o in cloud.

Questo accade per diverse necessità: ad esempio, quando le aziende intendono concentrarsi maggiormente sul proprio core business e lasciare ad altri l’onere di gestione dell’infrastruttura – server e data center in generale; oppure quando la complessità di gestione della propria infrastruttura ha raggiunto un livello tale da richiedere un supporto rapido e proattivo di livello molto alto e attivo, quindi  diventa indispensabile affidarsi a degli specialisti; o anche quando aumenta la necessità di prestazioni dei sistemi, perché magari si deve rispondere ad esigenze di sviluppo rapido da parte delle linee di business, o quando si desiderano maggiori garanzie in termini di sicurezza e affidabilità e quindi si devono strutturare soluzioni di Disaster Recovery o di Business Continuity.

Spesso accade anche che un’azienda intende far evolvere la propria infrastruttura già esistente senza abbandonarla, sfruttando però quindi la flessibilità delle soluzioni cloud e la sicurezza e le prestazioni di  soluzioni di colocation e quindi necessita di ciò che si definisce una Data Center Extension. Un’espressione usata per indicare che l’infrastruttura del cliente si “estende” e viene, per la parte esterna, ospitata all’interno di un data center di terzi che altro non è se non un prolungamento del data center aziendale.

Tecnologia 19 Aprile, 2019 @ 4:29

Aruba, il partner qualificato nella digitalizzazione della PA

di Forbes.it

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La completa digitalizzazione della pubblica amministrazione ha davanti a sé un percorso ancora lungo, tuttavia indispensabile per rendere il nostro paese competitivo nell’ambito dell’erogazione dei servizi al cittadino. Dall’archiviazione dei documenti all’interconnessione delle migliaia di database, tutti i processi informatici all’interno della PA stanno gradualmente passando al digitale, sulla base delle linee guida proposte dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) col fine di offrire un servizio sempre più adeguato alle esigenze della popolazione.

 

Il Cloud della PA: l’importanza di affidarsi a Cloud Service Provider qualificati

Velocità, efficienza, sicurezza e riduzione dei costi, sono questi i benefici attesi all’interno della pubblica amministrazione attraverso l’utilizzo dei servizi di cloud computing, ovvero di quella tecnologia che consente di usufruire, tramite server remoto, di risorse software e hardware, il cui utilizzo è offerto da un provider, quasi sempre in abbonamento, attraverso la connessione Internet. Da qui la necessità di sviluppare un Piano Strategico Banda Ultra Larga per la diffusione capillare su tutto il territorio nazionale di una connessione con fibra ottica in grado di far viaggiare i dati ad altissima velocità.

Risorse di archiviazione, database, server, rete, software, analisi e il patrimonio di dati in toto vengono dunque affidati a realtà esterne che prendono il nome di Cloud Service Provider (CSP). Un ruolo questo chiaramente molto delicato, sia dal punto di vista prettamente tecnico che per quanto riguarda la gestione del flusso continuo di dati sensibili. Ecco perché scegliere Cloud Service Provider qualificati diventa di strategica importanza per digitalizzare sistemi e processi di ciascuna PA in totale sicurezza e che garantisca un servizio efficiente nel tempo.

Con questo fine, a partire dal 1 aprile 2019, per le amministrazioni centrali e locali è entrato in vigore l’obbligo di acquisire servizi cloud computing (di tutte le tipologie: IaaS – Infrastructure as a Service, PaaS – Platform as a Service e SaaS – Software as a Service) esclusivamente se presenti nel Marketplace Cloud, la piattaforma di AgID che consente di visualizzare la scheda di ogni servizio di cloud computing  mettendone in evidenza le caratteristiche, il costo e i livelli di servizio dichiarati dal fornitore. Le qualificazioni AgID, in sostanza, assicurano che le infrastrutture e i servizi dei Cloud Service Provider vengano sviluppati ed operati secondo criteri minimi di affidabilità e sicurezza considerati necessari per lo svolgimento delle attività all’interno della pubblica amministrazione.

 

Aruba, Cloud Service Provider qualificato AgID per servizi Public Cloud e servizi IaaS per la PA

I Cloud Service Provider qualificati da AgID possono erogare alle amministrazioni servizi di tipo Public Cloud, il modello più riconoscibile di cloud computing che prevede la fornitura di servizi cloud in un ambiente virtualizzato, realizzato attingendo a risorse fisiche condivise e accessibile tramite una rete pubblica come Internet.

Aruba, prima società in Italia per l’offerta di servizi IT , è stata valutata come Cloud Service Provider qualificato di Tipo C secondo il National Institute of Standards and Technology. La qualifica “CSP di Tipo C” include l’essere qualificata sia per lo sviluppo dell’infrastruttura che per l’erogazione dei servizi cloud: nello specifico, per servizi public cloud e per i servizi IaaS.

 

Aruba Virtual Private Cloud, il sistema cloud computing per la digitalizzazione della pubblica amministrazione

Il servizio di cloud computing di Aruba qualificato per la PA si chiama Aruba Virtual Private Cloud.

Aruba Virtual Private Cloud, come riportato sulla scheda Aruba visibile all’interno del Catalogo dei servizi Cloud per la PA qualificati, è un servizio IaaS che permette di acquistare quantità variabili di risorse computazionali (vCPU, RAM e HD), di rete (Virtual Lan, Firewall e IP pubblici) e servizi aggiuntivi (Cloud DRaaS e Cloud Bare Metal Backup) e di allocarli attraverso la console web VMware vCloud Director, creando e gestendo in completa autonomia data center Virtuali completi di funzionalità evolute come firewall perimetrali, bilanciatori e concentratori VPN.
Il servizio è pensato nell’ottica delle massime prestazioni: rete interamente a 10 Gbit/sec, server con processori a elevata frequenza e di ultima generazione, storage ridondato e replicato in modalità sincrona su di un data center secondario – tutte caratteristiche specifiche per ciascuna necessità e pensate anche per le aziende più esigenti.

Un servizio di cloud computing su misura, flessibile, sicuro, facile, con Licenze Microsoft Windows Server comprese e servizi aggiuntivi, da gestire in autonomia e flessibilità a seconda delle risorse che servono.

 

Aruba, servizi di cloud computing per software house fornitrici di servizi SaaS per il Cloud della PA

Non solo pubblica amministrazione. I servizi di cloud computing e cloud infrastructure, ideati e progettati dalla divisione Aruba Enterprise, si rivolgono sia a realtà complesse caratterizzate da livelli di delega di competenze, capacità operativa molto diversificate ed elevata frammentazione come nel caso della pubblica amministrazione, sia a software house produttrici di programmi SaaS che hanno bisogno di dichiarare lo IaaS, quindi il livello di infrastruttura, su cui il loro servizio software si appoggia. Tale dichiarazione fa parte dei requisiti di qualifica del fornitore di servizi SaaS richiesti da AgID in fase di compilazione della richiesta della medesima.

Per le software house Aruba Enterprise è un interlocutore col quale poter colloquiare in maniera diretta, in grado di far fronte all’esecuzione di attività complesse, dare supporto qualificato in ogni evenienza e garanzie sulla sicurezza dell’infrastruttura.