Seguici su
Innovazione 5 Marzo, 2020 @ 1:21

Il mondo delle fiere risponde al Coronavirus con le online viewing rooms

di Glenda Cinquegrana

Staff

PhD in Economia della Cultura, gallerista, consulente d’azienda e art advisor.Leggi di più dell'autore
chiudi
Coronavirus: il mercato dell'arte regisce e le fiere vanno online
(Shutterstock)

Il mercato dell’arte, storicamente legato alla visione delle opere d’arte dal vivo, da diversi anni sta sviluppando modalità di fruizione sempre più staccate dall’esperienza fisica, che fanno uso di supporti di carattere digitale.

Sono passati diversi anni dal lontano 2011, quando nasceva la prima fiera d’arte integralmente online, ovvero la VIP Art fair, fiera esclusivamente pensata online su una piattaforma dedicata, varata da alcuni grossi partner come i galleristi James Cohan, collezionisti come Jonas e Alessandra Almgren. La fiera, gestita con un sistema classico ad invito, permetteva ai collezionisti di visitare gli stand virtuali delle loro gallerie, e di acquistare opere contattando gli staff in chat appositamente dedicate. La fiera fu un fiasco, tanto da non vedere più altre edizioni.

Ora a distanza di nove anni, il modello online ritorna in auge. Il contesto è certamente molto cambiato: in dieci anni il mercato delle opere digitali si è sviluppato moltissimo, è diventato molto più maturo sul tema della fruizione e dell’acquisto digitale, tanto da aver dato origine ad una nuova generazione di collezionisti oggi più maturi e capaci di fare scelte ragionate. Il fenomeno più recente è un po’ differente: le maggiori gallerie stanno sviluppando delle online viewing rooms che, a supporto di mostre e di fiere, permettono di raggiungere anche i collezionisti più impegnati e recalcitranti a partecipare. Secondo siti accreditati come Artnet, Larry Gagosian, partner del sito Artsy, avrebbe venduto tramite una viewing room digitale appositamente dedicata un’opera di Albert Oehlen per una cifra non irrisoria, pari a 6 milioni di dollari. La modalità di fruizione digitale non sostituisce quella fisica, ma è concepita a supporto di processi decisionali di acquisto.

Questa nuova formula torna prepotentemente a supporto degli operatori dell’arte in un momento come questo in cui i viaggi e le comunicazioni sono resi difficili a causa della pandemia del COVID-19 Coronavirus.

La maggiore fiera d’arte contemporanea del Sol. Levante, Art Basel Hong Kong, che ha dovuto cancellare l’edizione a causa della pandemia deli Coronavirus ha annunciato una soluzione tutta digitale: l’ente fieristico ha lanciato le Online Viewing Rooms. Che cosa sono? Si tratta di stanze per la fruizione digitale delle opere. Le Online Viewing Rooms saranno lanciate il prossimo 25 marzo 2020, e vedranno un’apertura pubblica successiva alla tradizionale VIP Preview.

Le opere saranno esposte sia via sito al link https://www.artbasel.com/viewing-rooms, o via app.

La piattaforma permetterà alle gallerie già aderenti alla fiera, di esporre i booths che erano stati previsti per la fiera, in chiave digitale. La fiera intende sviluppare in futuro sistemi di fruizione digitali non sostitutive degli eventi fisici, ma in parallelo ad essi, intesi come ‘modalità per approfondire l’esperienza di interazione con il nostro pubblico’, ha dichiarato Marc Spiegler.

L’appuntamento per i collezionisti, quindi, è tutto in rete.

 

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!