Lo smart working raccontato da chi l’ha avviato già nel 2016: il caso Maire Tecnimont

Maire Tecnimont (smart working e coronavirus)
Le Torri Garibaldi, sede del Gruppo (Courtesy Maire Tecnimont)
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Maire Tecnimont (smart working e coronavirus)
Le Torri Garibaldi, sede del Gruppo (Courtesy Maire Tecnimont)

In un momento critico per l’economia italiana e mondiale, dettato dal continuo diffondersi del coronavirus, e per le aziende tradizionali ancora non pronte a garantire la loro piena operatività attraverso sistemi digitali e tecnologici, come lo smart working, Maire Tecnimont rappresenta uno degli esempi della digital transformation.

Dal 2016, infatti, l’azienda quotata in Borsa Italiana, che oggi sta cercando di rispondere ai continui ribassi degli ultimi giorni, ha iniziato il suo progetto di smart working, anche detto lavoro agile, coinvolgendo fin da subito i propri dipendenti in un concorso di idee, avviando una stretta collaborazione con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano e con l’Ispettorato del Lavoro Comparto Nord-Ovest, e attivando un dialogo con le Rappresentanze dei Lavoratori (RSU) e le Organizzazioni Sindacali.

Ciò ha permesso, a Maire Tecnimont, leader in ambito internazionale nell’ingegneria impiantistica, principalmente nel settore degli idrocarburi (petrolchimico, fertilizzanti, oil & gas refining), di poter fare lavorare in smart working oltre 2000 dei 6.300 dipendenti totali (circa un terzo) quattro giorni a settimana.

Maire Tecnimont e lo smart working durante il coronavirus

In seguito alla diffusione del coronavirus e delle conseguenti restrizioni ministeriali, Maire Tecnimont ha adottato fin da subito nuove misure:

 

  • estensione dello smart working: da 4 a 5 giorni settimanali per i residenti nelle zone rosse e per i genitori residenti nelle aree con scuole chiuse
  • successiva estensione a 5 giorni di smart working per tutti i dipendenti, con la richiesta annessa di evitare l’ufficio se non in casi di urgenze.

Come sottolinea l’azienda, tutto ciò è stato reso possibile, oltre che dal cambiamento paradigmatico del lavoro avvenuto in maniera crescente negli anni, anche dal fatto che ogni dipendente è dotato di un suo laptop e cellulare su sistemi aziendali, tutto in cloud.

Inoltre, visto che lo smart working per sua natura intrinseca è un’attività solitaria, Maire Tecnimont non ha dimenticato l’importanza della comunicazione continuativa e diretta, tant’è che:

  • 2 volte a settimana un medico in live streaming su Microsoft Teams informa e aggiorna chiunque si colleghi, rispondendo alle domande in tempo reale (nelle prime due sessioni oltre si sono collegate circa 1000 persone con una permanenza media di oltre un’ora e mezza;
  • È stata istituita una linea telefonica dedicata per qualsiasi informazione sul coronavirus;
  • sono stati messi a disposizione video informativi con le regole di prevenzione che sono anche presenti sulla “corporate TV”, ossia sugli schermi in tutte le sedi e cantieri in giro per il mondo.

Il programma di smart working realizzato dall’azienda

Analizzando invece il programma “BE ADAPTIVE! – Agility is the key!” sullo smart working, che come dicevamo ha preso vita nel 2016, sono stati tanti i feedback positivi raccolti dall’azienda. Tant’è che emerso dai vari studi che i punti di forza di questo approccio lavorativo sono:

  • la maggiore efficacia ed efficienza derivanti dalla migliore focalizzazione sulle attività;
  • la maggiore flessibilità nella gestione della giornata lavorativa, che consente di avere più tempo da dedicare a sé e alla propria famiglia, anche grazie alla riduzione dei tempi di commuting.

Per poter permettere già a 2.400 dipendenti di poter lavorare in smart working quattro giorni a settimana, ovviamente l’azienda ha dovuto dar vita a un sostanzioso programma di investimento basato su:

  • adeguamenti tecnologici, 
  • interventi strutturali,
  • piano di formazione e coaching di oltre 16.000 ore destinato a responsabili e collaboratori, per diffondere la nuova filosofia manageriale e del lavoro
  • rivisitazione degli spazi di lavoro, l’intera Hall del Complesso Garibaldi (1.200 mq), trasformata in luogo di incontro e co-working aperto alla città di Milano, il “MEETinG – Maire Tecnimont Hub Garibaldi”, con circa 200 tra postazioni e aree riunioni
  • mensa aziendale ripensata con un orientamento digitale e polifunzionale