Dyson produrrà respiratori artificiali per il sistema sanitario inglese

James Dyson
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di David Dawkins per Forbes.com

Il miliardario inglese Sir James Dyson è diventato l’ultimo imprenditore in ordine di tempo a prestare le capacità e le risorse della sua azienda alla battaglia contro il coronavirus negli ospedali del Regno Unito.

Un portavoce di Dyson ha confermato a Forbes che l’imprenditore “ha risposto” alla richiesta di sostegno del governo e lavorerà per “progettare e produrre” un nuovo ventilatore polmonare strettamente necessario.

I ventilatori polmonari, noti come respiratori artificiali, sono cruciali per supportare la vita dei pazienti affetti da Covid-19 in condizioni critiche.

La richiesta di ventilatori è arrivata dopo che il Dipartimento per la salute e l’assistenza sociale del Regno Unito ha avvertito che gli 8.175 dispositivi segnalati come attualmente disponibili per i 60 milioni di persone in Gran Bretagna e Irlanda del Nord non sono sufficienti. Questa settimana il dipartimento ha chiarito le specifiche tecniche per il tipo di ventilatori polmonari che ritiene possano essere rapidamente prodotti e implementati in tutto il paese.

La chiamata a creare ciò che è necessario ha raggiunto anche gli altri membri del mondo imprenditoriale. Lunedì il colosso bancario HSBC ha dichiarato che sarebbero stati erogati prestiti rapidi per le startup che intendevano affrontare la sfida e sostenere la domanda senza precedenti negli ospedali del Regno Unito.

Con solo 8.000 unità, il Regno Unito affronta una grave carenza di respiratori automatici. Gli Stati Uniti possono contare su 160.000 ventilatori (per una popolazione di 320 milioni) e altri 12.700 nella sua riserva strategica nazionale. L’American Hospital Association ha stimato che 960.000 americani potrebbero aver bisogno di affidarsi a dispositivi medici per facilitare la respirazione durante la pandemia di coronavirus.

Conosciuto soprattutto per il suo aspirapolvere senza sacchetto e per gli asciugatori per le mani, Dyson con i 60 prodotti di consumo ha generato vendite per 5,8 miliardi di dollari nel 2018. L’imprenditore impiega oltre 5.800 ingegneri in tutto il mondo e afferma di investire circa 10 milioni di dollari a settimana nello sviluppo prodotti.

La sfida di Dyson

Il portavoce di Dyson descrive il loro compito come “un progetto estremamente complesso che viene intrapreso in un lasso di tempo davvero impegnativo”. Aggiungendo: “Abbiamo messo a disposizione competenze nella ventilazione, motori, sistemi di alimentazione, produzione e catena di distribuzione e stiamo lavorando con la società attiva nel campo dello sviluppo di tecnologie mediche TTP – The Technology Partnership con sede a Cambridge”.

Dyson ha confermato che i ventilatori saranno testati in laboratorio e sugli esseri umani e una volta completato il progetto, sarà possibile “aumentare il volume di produzione” per rispondere all’urgenza.

Uno dei pochi imprenditori tecnologici britannici a raggiungere lo status di miliardario, Dyson ha un patrimonio netto stimato di $ 5,8 miliardi. Tuttavia, nell’ottobre dello scorso anno, Dyson ha subito una grave battuta d’arresto dopo aver abbandonato i piani per la costruzione di auto elettriche, comunicando al personale che il progetto non era “commercialmente praticabile”.

Dyson non è inoltre il primo imprenditore a riconoscere la necessità di più ventilatori. Ieri Elon Musk di Tesla ha confermato di aver spedito 1.200 ventilatori dalla Cina a Los Angeles.

Musk ha confermato su Twitter: “Sì, la Cina ha avuto un eccesso di offerta, quindi venerdì notte abbiamo acquistato 1255 ventilatori ResMed, Philips e Medtronic approvati dalla Fda e li abbiamo spediti a Los Angeles. Se hai necessità di installare un ventilatore gratuito, faccelo sapere!”.