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SpaceEconomy 30 Maggio, 2020 @ 3:00

“L’Europa nello spazio? Al passo con Usa e Russia”, Luca Parmitano guarda oltre Nasa e SpaceX

di Antonio Piazzolla

Studente universitario, mi occupo di giornalismo scientifico.Leggi di più dell'autore
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Luca parmitano
Luca Parmitano (Shutterstock)

Per celebrare il 45esimo compleanno dell’Agenzia spaziale europea, l’Esa, abbiamo interpellato Luca Parmitano, esponente del corpo astronautico dell’agenzia, primo italiano ad aver effettuato un’attività extraveicolare e ad aver comandato la Stazione spaziale internazionale.
Poche mesi dopo la sua ultima missione, Beyond, che l’ha tenuto nello spazio fino allo scorso 6 febbraio e pochi giorni dopo l’uscita del docufilm a lui dedicato Starman, diretto da Gianluca Cerasola e prodotto da Morol, l’astronauta di origini siciliane si racconta, tra futuro dell’esplorazione spaziale e ripresa del settore post pandemia.

 

Fra imprese memorabili, come la missione Rosetta, dopo Stati Uniti e Russia l’Europa è la terza potenza ad aver trascorso più ore nello spazio. Quali passi compiremo, noi europei, nel prossimo mezzo secolo?

“Mi piace pensare che non sappiamo esattamente cosa saremo in grado di fare, perché così non metto limiti alle nostre possibilità future. Esiste già un percorso che le agenzie spaziali, insieme, stanno tracciando e noi europei siamo al passo con Nasa e Roscosmos per impegno, dedizione e rilevanza. Per il volo spaziale umano, la prima grande tappa sarà essere coprotagonisti di un nuovo sbarco sulla Luna: l’Esa è responsabile dello sviluppo e costruzione dello European Service Module, vale a dire la parte del sistema Orion comprendente i motori, i pannelli solari e altri elementi costruttivi. Utilizzeremo l’esperienza acquisita con il programma Atv. Riuscire a portare un europeo al di là dell’orbita terrestre coinvolgerebbe tutti, anche emotivamente. Anche questo sarà un passaggio, perché l’idea di una missione su Marte, nei prossimi cinque decenni, non è impensabile. E parlando di Marte, la missione europea ExoMars (rinviata nel 2022 anche a causa Covid, ndr) esplorerà sotto il suo permafrost: la prospettiva di trovare forme di vita è rivoluzionaria.

 

Quanto è importante mostrare cosa c’è dietro le quinte di una missione? Soprattutto, si è divertito a girare Starman?

Mi diverto sempre; bisogna avere anche il senso dell’umorismo e la volontà di uscire dalla propria zona di comfort per mettersi un po’ a nudo, perché è l’unico modo per imparare ed evolvere. Per prendersi sul serio bisogna anche sapersi prendere in giro. È stata un’occasione di crescita per me, soprattutto umana. Starman vuole dimostrare che io non sono affatto uno ‘starman’, non c’è alcunché di superomistico in quello che noi astronauti facciamo. Siamo persone normali, con i nostri limiti, la nostra vita privata e gli aspetti emotivi, alle prese con le piccole e grandi sfide della vita. A volte può sembrare facciamo tutto con estrema facilità e con doti straordinarie; non è vero, ogni astronauta è un individuo che ha dovuto combattere mille avversità e che deve lavorare duro per raggiungere certi risultati. È questo il significato di Starman: per raggiungere le stelle occorre lavorare sodo e impegnarsi in ogni sfida quotidiana.

 

Ci sarà anche un altro film, 2020: Space Beyond, che racconterà maggiormente attività e aspetti della sua missione recente. Qualche difficoltà nel girare le scene in orbita?

Decisamente sì! (ride, ndr). 2020: Space Beyond inizia con il lancio e, proprio come Starman, racconta i retroscena e l’aspetto umano dell’addestramento, della partenza, di come ci si arriva. Però Space Beyond ha come protagonista lo spazio, con la partecipazione straordinaria degli esseri umani che si trovano lì in quel momento. Girare le scene in orbita, soprattutto senza avere molto tempo a disposizione, perché il progetto è gestito in maniera personale raccontando l’esperienza umana e professionale a bordo, diventa difficile e sono curioso di vedere come la produzione riuscirà a comporre un racconto coerente. In effetti la vita a bordo, così come la quotidianità sulla Terra, non ha una narrativa specifica, non è un romanzo; c’è comunque un filo conduttore ed è lo spazio!.

 

Nell’intervista visibile qui sotto e sul canale YouTube, Parmitano tratta molti altri temi: dal suo ruolo di comando sulla Iss e dalla ripresa del settore spaziale dopo l’emergenza sanitaria globale,  fino al lancio emblematico di questa sera, che meteo permettendo vedrà il decollo della navetta Dragon di SpaceX verso la Iss.

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