Come un Under 30 italiano sta digitalizzando la rete elettrica

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Articolo apparso sul numero di Forbes di giugno 2020. Abbonati

Tralicci, cavi e non solo: le prime cose che possono venire in mente pensando al concetto di energia sono le infrastrutture fisiche che fino a oggi hanno formato il nostro immaginario. Un paradigma nei prossimi anni destinato a cambiare: le potenzialità offerte dai software hanno oramai avviato una trasformazione irreversibile, spostando gli equilibri del comparto energetico su una dimensione digitale. Tra i protagonisti di questo processo c’è Luca Brivio, project engineer per Siemens. Nato nel 1990, ha studiato ingegneria energetica al Politecnico di Milano, ma già dopo la maturità si era interessato ai temi della transizione energetica, del riscaldamento globale e delle rinnovabili.

Dopo la laurea e un assegno di ricerca sempre al Polimi, ha fatto una prima esperienza in un’azienda specializzata in energie rinnovabili. A cambiare il suo destino, però, è stata la passione per la musica: il batterista della band-folk in cui suona la tromba gli ha segnalato l’apertura di una posizione in linea con il suo curriculum e le sue esperienze proprio presso Siemens. “All’interno dell’azienda seguo e offro consulenza a diversi clienti durante tutto il ciclo di vita dei progetti basati sulla piattaforma digitale per la gestione intelligente dell’energia sviluppata qui in Italia, nei nostri laboratori milanesi”, spiega Brivio. “In un mercato dell’energia così in trasformazione, si tratta di un’attività che richiede una grande dose di creatività”. Un esempio dei progetti a cui lavora l’ingegnere è rappresentato dalla microrete intelligente della capacità complessiva di oltre 1 megawatt che alimenta l’intera Casa Siemens, il quartier generale dell’azienda a Milano, tramite i due impianti fotovoltaici installati sui tetti, rendendo, in alcuni periodi dell’anno, gli edifici autosufficienti e a emissioni zero. Nei fine settimana la Casa Siemens può addirittura produrre un surplus di energia rinnovabile che il sistema immette automaticamente prima nello storage e poi nella rete nazionale. Tutto ciò è possibile grazie all’intelligenza che governa tutto e prende decisioni in tempo reale sulla base delle informazioni che riceve: un sistema centrale di gestione dell’energia che in modo intuitivo e flessibile consente all’energy manager di avere una supervisione completa sull’uso dell’energia degli impianti.

“Il risultato di cui sono più orgoglioso è stato quello di riuscire in due anni a sviluppare diverse competenze trasversali soprattutto nell’ambito it. A dimostrazione di quanto il mondo energetico sia sempre più digitale”, racconta. Il sistema è capace di raccogliere i dati provenienti dai dispositivi di campo collocati sui vari impianti, si interfaccia con il building management system che a sua volta gestisce gli impianti tecnologici (illuminazione, clima, controllo accessi, antincendio) e invia misure dettagliate alla piattaforma di gestione basata su cloud che, attraverso algoritmi preimpostati, ottimizza i carichi energetici. “I trend che si sono imposti in questo ultimo periodo sono tutti quelli legati all’energia distribuita: dalla decentralizzazione della produzione all’integrazione crescente delle rinnovabili, dalle infrastrutture di ricarica ai sistemi di accumulo: il tutto gestito e coordinato da piattaforme digitali intelligenti capaci di garantire la stabilità e l’affidabilità della rete elettrica”, spiega. Queste tecnologie possono fare da apripista alla cosiddetta energy community, un ecosistema digitale nel quale potenzialmente ogni individuo può contribuire in modo attivo alla gestione sostenibile ed efficiente dell’energia. “Il mio sogno è quello di trasmettere sempre più, anche all’esterno del nostro settore, la passione e l’importanza di questi temi così da accelerare quella che di fatto è una vera e propria trasformazione del comparto energetico, a livello globale”, conclude.