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Cultura 8 Settembre, 2020 @ 12:21

Il palcoscenico romano accoglie per la prima volta la street art di Banksy

di Marco Rubino

La mia grande passione è la street art.Leggi di più dell'autore
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Banksy - street art
Jack-Jill-Blue-300dpi (Credits: Chiostro del Bramante)

Roma, l’indiscussa capitale mondiale dell’arte e della cultura, ospiterà fino all’11 aprile 2021 il re della street art Banksy, artista dall’identità ignota che ha conquistato il mondo grazie a opere dall’alto contenuto di ironia, denuncia e responsabilità sociale. Nella splendida cornice del Chiostro del Bramante, all’interno di un percorso espositivo realizzato per raccontare la storia e l’evoluzione del celebre artista, la mostra, come di consuetudine non autorizzata dall’artista, ospiterà oltre 100 opere provenienti da collezioni private, tra cui quella del gallerista italiano Deodato.

Da Love is in the Air alla celeberrima Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV; dalle stampe realizzate per Barely Legal, una delle più note mostre a lui dedicate negli ultimi anni svoltasi a Los Angeles nel 2006, alle opere su carta edite da Pictures on the Wall – POW – la stamperia voluta dallo stesso Banksy insieme ad altri street artist britannici. Il percorso espositivo copre un arco temporale che parte dal 2001 e arriva al 2017, comprendendo anche più di 20 progetti per copertine di dischi e libri tra cui quelli dei Blur. Il Chiostro del Bramante prosegue così il proprio impegno nel raccontare al pubblico l’arte attraverso i protagonisti; dopo il successo di “Bacon, Freud, la Scuola di Londra“, realizzata grazie alla collaborazione di Tate, ora è il turno di Banksy. I “muri” del Bramante, datati attorno al Cinquecento, ospitano così le idee, i segni, i messaggi lanciati dall’artista su altri muri, in altre città.

Wrong War, 2004

Solo in apparenza si tratta di una contraddizione: il Chiostro ha saputo dimostrare, negli ultimi anni, una grande apertura verso i linguaggi più diversi della contemporaneità, attirando così un pubblico italiano e internazionale di diverse generazioni. La mostra di Roma è un’ulteriore occasione di riflessione sulla politiche contemporanee globali, sulle diseguaglianze, sulle guerre, sempre al centro delle opere e di ogni azione e provocazione di Banksy, ultima delle quali la donazione a un ente non-profit che opera nel Mediterraneo, di un’imbarcazione da impiegare nel salvataggio dei tanti profughi che tentando di raggiungere le coste europee, si trovano spesso a rischiare la vita in mare. In mostra stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse: olio, acrilico o spray su tela; stencil su metallo; resina polimerica dipinta e bronzo verniciato.

Dal quartiere Ostiense a Testaccio, da Tor Marancia a Tor Pignattara, passando per le vie del centro, per Rione Monti, dal Pigneto alla Garbatella, i muri di Roma, oggi, sempre più, fanno da sfondo a centinaia di opere realizzate negli ultimi anni da artisti italiani e internazionali di fama mondiale che con la loro creatività hanno ridato nuova linfa a quartieri storici della città eterna: da Blu, considerato il massimo street artist italiano, al belga Roa o ancora Invader o lo statunitense Ron English. Ora, almeno per qualche mese, sarà possibile vedere da vicino anche le opere di Banksy nell’attesa che l’anonimo artista non decida – mai dire mai – di impreziosire un muro della città eterna dopo averlo già fatto a Napoli e Venezia.

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