Vino al vino nella culla del bio

Panzano in Chianti (Shutterstock)
Share
Panzano in Chianti (Shutterstock)

Panzano in Chianti è il centro esatto del Chianti Classico. L’incontro armonico del Chianti senese con quello fiorentino. Ha meno di mille abitanti ma è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per il vino di altissima qualità, favorito da un microclima speciale, e dalle bistecche di Dario Cecchini, il macellaio a cui persino Netflix ha dedicato un docu-film al pari del superchef Massimo Bottura. A Panzano si fa il vino dai tempi dei romani, un secolo prima di Cristo, da quando Lucio Cornelio Silla, vincitore della guerra civile contro Gaio Mario, donò in premio ai suoi generali e centurioni più valorosi le terre di queste parti. Inevitabile che qui sia nato, duemila anni dopo, il vino biologico. Infatti a Panzano 22 aziende locali nel 1995 hanno fondato l’Unione viticoltori e cinque anni dopo, nel 2000, il primo distretto biologico italiano e anche europeo. In tutto 500 ettari di vigne (il 10% dell’estensione del Chianti classico) di cui il 90% coltivato secondo i criteri biologici. Hanno cominciato una manciata di aziende, poi le altre le hanno seguite, convinte dai risultati di prodotto e di mercato. La nascita dell’Unione ha unito davvero gli imprenditori vinicoli che hanno origini eterogenee e vengono da mezzo mondo: americani, svizzeri, olandesi, francesi, ovviamente italiani e ancor più ovviamente panzanesi: quasi una piccola Onu del vino quanto a nazionalità, formazione culturale, esperienze professionali pregresse. Ma tutti vivono l’azienda come la propria casa perché qua lavorano, vivono, fanno crescere i loro figli.

Cosimo Gericke

“Abbiamo tutti un’idea comune: fare vini di altissimo livello nel rispetto della propria terra, di cui siamo orgogliosi, che ha sempre accompagnato la storia di Panzano in Chianti, un mondo a parte nell’eterogeneità di quella fascia di terra che unisce Firenze e Siena e che si chiama Chianti Classico”, dice Cosimo Gericke presidente dell’Unione viticoltori di Panzano in Chianti.
Ruggero Mazzilli, agronomo con lunga esperienza di biodiversità in viticoltura, dal 2000 è presente a Panzano in Chianti dove in collaborazione con l’Unione ha dato vita alla Stazione Sperimentale che è diventata un punto di riferimento per il piccolo gruppo di viticoltori. La Stazione coordina il lavoro sul territorio, individua le criticità grazie ad un costante monitoraggio in vigna, elabora i dati trasmessi dalle centraline e ne fornisce l’interpretazione, testa nel suo vigneto sperimentale l’efficacia dei nuovi prodotti naturali, allerta quando il momento si fa critico.

 

Giovanni Manetti

“Viticoltura biologica significa non usare diserbanti, fertilizzanti o prodotti di sintesi, ricorrendo per la difesa della pianta alle sole sostanze che esistono in natura. E fare in modo che anche di queste se ne faccia il minor utilizzo possibile, a garanzia non solo della salubrità del prodotto ma anche della sua autenticità, del suo parlare di un territorio che nell’ambito del vino di qualità è elemento decisivo”, dice Giovanni Manetti, oggi Presidente del Consorzio Chianti classico e uno dei primi produttori panzanesi a credere nel biologico.
Panzano in Chianti e l’Unione viticoltori ogni anno dal 1995 accolgono gli appassionati di vino, i turisti enologici e gli operatori del settore, alla manifestazione Vino al vino nella piazza Bucciarelli, a forma di campana, che ogni terzo weekend di settembre si circonda degli eleganti stand delle aziende. Gli ospiti acquistano un bicchiere e degustano quanti vini vogliono, per due giorni. Quest’anno l’appuntamento in piazza è saltato per colpa del Covid. Ma i tenaci viticoltori panzanesi hanno mantenuto la vendita dei bicchieri per la degustazione ancora in piazza. Però chi vuole assaggiare il vino deve andare nelle aziende.
“Una mappa con degli itinerari suggeriti, il bicchiere con il logo dell’Unione per accedere gratuitamente alle degustazioni, saranno il bagaglio di viaggio per vivere un tour esperienziale che pone al centro il fattore umano”, spiega Gericke. “Entrare nelle aziende sarà l’opportunità per confrontarsi direttamente con i produttori, per conoscere come e dove nasce il nostro vino realizzato nel rispetto di un ambiente eterogeneo ed unico. Per ammirare il nostro paesaggio senza doverlo immaginare”. Poteva sembrare una complicazione, invece già il primo giorno, le cantine sono state visitate da migliaia di appassionati che hanno sfidato curve e strade bianche pur di gustarsi un buon bicchiere direttamente dai produttori.
Le aziende vitivinicole di Panzano in Chianti che costituiscono l’Unione Viticoltori sono: Cafaggio, Casaloste, Candialle, Castello dei Rampolla, Tenuta Casenuove, Cennatoio, Fontodi, Il Molino di Grace, Il Palagio, La Massa, La Quercia, Le Cinciole, Le Fonti, Monte Bernardi, Rignana, Panzanello, L’Orcio a Ca’ di Pesa, Renzo Marinai, Tenuta degli Dei, Vecchie Terre di Montefili, Vignole, Vallone di Cecione.