Seguici su
Business 19 Ottobre, 2020 @ 3:30

Dall’alpeggio alla tavola, così Pascol ha accorciato la catena distributiva delle carni

di Matteo Rigamonti

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi
Lenoci Romeri Pascol
Nicolò Lenoci e Federico Romeri, fondatori di Pascol

Carne bovina fresca e di qualità direttamente dall’alpeggio alla porta di casa. In tagli porzionati e sottovuoto, pronti per la cottura. Ad averlo reso possibile è l’e-commerce Pascol, una startup in ambito food-tech fondata a luglio 2019 da due under 30 di Sondrio, laureati in management all’Università Cattolica di Milano: Federico Romeri, 25 anni, e Nicolò Lenoci, 26 anni.

Il modello cui Pascol si è in parte ispirata è la startup statunitense ButcherBox, che nel frattempo è cresciuta fino a diventare uno dei migliori servizi di consegna carne a domicilio negli Usa, secondo Forbes.com. Con la differenza, non da poco, che la carne di ButcherBox è surgelata, mentre quella di Pascol è fresca, tagliata al momento dell’ordine e recapitata con consegna refrigerata non più tardi di tre giorni lavorativi. La carne poi può essere conservata in frigorifero fino a un massimo di ulteriori sette giorni.

“Portare carne genuina e di qualità dalla provenienza certa sulla tavola degli italiani”, è un obiettivo di Pascol, spiega Romeri a Forbes.it, insieme alla “valorizzazione del territorio e degli allevamenti sostenibili”. Chi compra su Pascol può conoscere tutto dell’allevamento di provenienza di ogni singolo taglio acquistato, ed entro giugno 2021 tutte le informazioni saranno certificate con tecnologia blockchain.

Sono una quarantina i fornitori selezionati da Pascol tra Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna. Allevatori che hanno tra i 30 e i 200 capi ciascuno. Il controllo degli standard qualitativi è affidato a una zootecnica laureata in veterinaria che verifica il rispetto del disciplinare interno cui gli allevatori che vogliono vendere sull’e-commerce scelgono di aderire.

Il disciplinare, già presentato al Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) e che sarà certificato entro fine anno, prevede, in particolare: allevamento estensivo o semiestensivo con pascolo e/o alpeggio; alimentazione prevalentemente a erba e fieno con integrazione di materia prime certificate non Ogm; certificazione di benessere animale (con metodo CReNBA e valori superiori a 70/100).

Si può comprare su Pascol da tutta Italia: la metà del mercato è lombardo, con l’hinterland milanese che fa da traino, ma gli ordini arrivano già dalle più importanti città d’Italia, come Roma e Napoli, oltre che da imprevedibili località che, grazie alla presenza online e ai motori di ricerca, si sono da sé accorte dell’esistenza di Pascol.

Il team è giovane: con Romeri e Lenoci, infatti, lavorano altre sei persone per un’età media di 25 anni. Grazie a due round d’aumento di capitale nel suo primo anno e mezzo di vita, inoltre, Pascol ha raccolto 310mila euro da investitori privati, tra cui il docente con cui Romeri ha svolto la tesi di laurea, che ha creduto nel suo progetto.

Oltre ai tagli di carne bovina, su Pascol si trovano anche, come da perfetta tradizione valtellinese, bresaole e slinzeghe (senza additivi chimici per conservazione né coloranti) e il ragù dell’azienda Sapori di Montagna a Morbegno.

Curiosa e utile la sezione del sito dedicata alle ricette, come il lesso di biancostato o gli spaghetti al ragù bianco.

Pascol Romeri e Lenoci,
Federico Romeri e Nicolò Lenoci, fondatori di Pascol

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!