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Innovazione 29 Ottobre, 2020 @ 9:42

AWorld, la app italiana scelta dall’Onu per rendere la sostenibilità un gioco

di Marco Barlassina

Direttore, Forbes.it

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i due fondatori di AWorld, la app che unisce sostenibilità e gamification
Alessandro Armillotta (a sinistra) e Marco Armellino (a destra), i due fondatori di AWorld (Courtesy AWorld)

Il lancio internazionale è avvenuto solo pochi giorni fa. Eppure AWorld, app italiana di gamification della sostenibilità ha già una storia lunga. Che si intreccia con l’impegno delle Nazioni Unite contro il cambiamento climatico e per l’adozione di comportamenti sostenibili da parte della popolazione mondiale.

Marco Armellino, Alessandro Lancieri e Alessandro Armillotta, i fondatori della startup, hanno infatti sviluppato un sistema che già un anno fa era stato chiamato a supportare la campagna Act Now dell’Onu.

AWorld è sostanzialmente una piattaforma che si pone tra gli utenti e le aziende per favorire la cultura della sostenibilità attraverso un percorso di gamification che premia i comportamenti sostenibili, come i risparmi di risorse naturali o di energia elettrica, con un punteggio che a fine giornata o a fine mese indica quanto si sta contribuendo a salvare il pianeta. Niente di diverso da altre app esistenti? Non proprio, perché l’idea vincente di AWorld è stata quella di creare una app pienamente integrabile nella piattaforma tecnologica di tutte le aziende, creando così un modello unico.

Nella pratica un utente continuerà ad usare la app che è abituato ad utilizzare, all’interno della quale però vedrà un pezzetto in più: quello customizzato da AWorld per la singola azienda.

E sono già diverse le aziende che hanno deciso di inserire AWorld all’interno della loro app: da Eataly a Flowe fino a CapGemini, solo per citarne alcune. Che usano la app allo scopo di coinvolgere sia i dipendenti che i loro clienti.

“Ci sono app che fanno gamification della sostenibilità, ma sono standalone”, spiegano a Forbes.it i due fondatori. “Noi siamo gli unici a realizzare l’unione di persone, aziende e istituzioni. E questo è piaciuto moltissimo alle Nazioni Unite. Noi vogliamo far passare il concetto che non sei da solo, che ci sono aziende che vivono di questi valori”.

A fronte di questo, le aziende pagano un costo di integrazione all’interno della loro piattaforma tecnologica più una commissione mensile per la fornitura di contenuti. Perché all’interno di AWorld c’è anche un nucleo editoriale che si occupa della creazione di veri e propri giochi e di semplici testi per conoscere di più sui temi legati alla sostenibilità. Finisce qui? No, perché AWorld ha creato uno stamp di cui le aziende partner si possono fregiare in qualità di promotori della campagna Act Now dell’Onu.

Alessandro, nato in Inghilterra 34 anni fa e Marco 43 anni torinese vengono da un percorso diverso, che si incrocia nel 2012 per diventare progetto nel 2017. “In quell’anno abbiamo iniziato a lavorare insieme su progetti di e-commerce negli Stati Uniti e nel 2018 abbiamo aperto società che, dopo 180 versioni beta ha sviluppato AWorld”.

Poi sono arrivati gli investitori convinti dall’hub green sviluppato dalla coppia di imprenditori. AWorld ha così chiuso un round di finanziamento da 100mila con Digital Magics e un altro da 590mila euro da CDP Ventures, alcune angel investor e ancora Digital Magics.

A una settimana dal lancio, la app, che è anche multilingue, ha superato i 10mila utenti registrati, con recensioni al 90% sopra le quattro stelle. Gli sviluppatori sono cinque, a cui si aggiunge un team editoriale di quattro persone distribuito tra Londra, New York e Vancouver. Un gruppo di persone che visto il successo dei primi passi della app ha convinto AWorld a lanciare già una campagna di nuove assunzioni.

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