Un imprenditore emiliano ha creato l’Airbnb delle due ruote in pieno lockdown

Pierluigi Casolari ha fondato Rentandfit
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Pierluigi Casolari ha fondato Rentandfit
Pierluigi Casolari ha fondato Rentandfit

Articolo tratto dal numero di ottobre di Forbes Italia. Abbonati

Fa le vacanze in bicicletta, con la famiglia. E ha un debole per le startup. A che cosa poteva essere dedicata la nuova impresa di Pierluigi Casolari? Alle due ruote, ovviamente. Si chiama Rentandfit, è nata in pieno lockdown e ha l’ambizione di diventare l’Airbnb della ‘mobilità dolce’, come viene chiamato adesso, a cominciare dalle biciclette. Casolari, emiliano di Ligonchio (paese un tempo conosciuto come patria dell’Aquila Iva Zanicchi) trasferito a Milano, è quel che si definisce un imprenditore seriale. Ha 44 anni e ha fondato la sua prima startup nel 2007, quando ancora non si parlava di startup, e ha fatto anche la sua exit, vendendola a un gruppo australiano. Era un social network dedicato ai mondi virtuali (magari non ricordate Iva Zanicchi, ma Second Life invece vi dice qualcosa?).

Poi ne ha creata un’altra (Checkbonus) per fare la raccolta punti del supermercato in digitale, in cui ha portato dentro anche Mediaset. Ha provato a prendere una pausa manageriale Casolari (qualche anno in Digital Magics) ma, come dice lui, il vento del nord lo ha riportato a fare qualcosa di più imprenditoriale. Anzi, lo ha proprio rimesso in sella. “Sono arrivato a internet dalla filosofia, che è stata la mia materia di laurea. Mi sono avvicinato alla rete come strumento di comunicazione, ma ho sempre avuto una forte attrazione per le fasi iniziali di un’impresa, quando c’è da definire e validare il modello di business. Quando le cose funzionano e non dipendono più da me ma da altri elementi come il contesto o la disponibilità di capitali, preferisco passare la mano”.

Doveva quindi arrivare il momento di unire business e passione. Come nasce l’idea di Rentandfit? “Faccio cicloturismo. Vado in vacanze in bici con la famiglia, siamo stati in Olanda o sul Danubio. Adesso sono temporaneamente fermo solo perché con una bambina di un anno e mezzo non è possibile. Andando in giro tante volte ci è capitato di non riuscire a trovare bici in affitto, persino ad Amsterdam dove l’offerta è abbondante”. Quindi perché non creare una piattaforma digitale che permette di affittare le due ruote lì dove servono? Il progetto prende forma durante la pandemia da coronavirus, che ha rilanciato la bicicletta, insieme con Marco Donadelli, manager di lungo corso (ha lavorato in grandi aziende come Ferrero e Fastweb): un marketplace online dove cercare, trovare, scegliere, noleggiare e pagare bici di qualità per breve termine. La prima conferma arriva dalla campagna di equity crowdfunding su BacktoWork: la raccolta di capitali online aveva come obiettivo 50mila euro e ne sono stati raccolti 100mila. “Un risultato incoraggiante che per noi è stata una validazione indiretta, perché raggiunto con metriche embrionali, visto che abbiamo appena cominciato e per giunta in un periodo difficile. Molti degli investitori poi sono cicloturisti”, racconta Casolari. Perché Rentandfit si rivolge soprattutto a chi ama visitare laghi o campagna in bicicletta ma non ha voglia o non può portarsela dietro. Rentandfit è ancora in fase di test, ma ha già avuto l’adesione di numerosi noleggiatori e copre l’Italia fino alla Toscana. “Adesso dobbiamo scendere verso sud. L’obiettivo è arrivare a fine 2020 con 400 partner per coprire tutte le regioni dove si fa cicloturismo ed essere pronti quando ripartirà la nuova stagione in primavera”.

Il mercato c’è ed è in espansione. I dati preCovid dicono che il noleggio bici in Europa vale circa un miliardo di euro e solo il 35% delle prenotazioni passa dal web. “Rentandfit offre un servizio a chi cerca una bici ma anche ai noleggiatori”, spiega Casolari. “Il modello di business è quello della commissione: prendiamo il 13% del costo del noleggio. Ma stiamo analizzando altre possibilità legate all’evoluzione del mercato”. Per esempio lo sviluppo delle e-bike, che sta trasformando il mondo della bicicletta. Il 65% delle prenotazioni attualmente fatte online riguardano proprio le bici elettriche, che incontrano il gradimento di un pubblico molto ampio, anche dal punto di vista anagrafico. E non solo. “Abbiamo notato che si sta diffondendo l’abitudine di provarle prima di comprare. Stiamo quindi valutando anche una nuova linea di ricavi, il test4buy, immaginando un noleggiatore ibrido che punta alla vendita del veicolo, e questo potrebbe cambiare molto per noi, visto che i valori sarebbero più alti”.

L’espansione verso la mobilità dolce e sostenibile è la prima tappa dei piani di crescita di Rentandfit, poi arriverà l’internazionalizzazione, a partire al 2023. “Contiamo di aggiungere alla nostra offerta tutti i tipi di bici, dalle e-bike alle co-pilot, ma anche i monopattini, gli scooter elettrici, insomma tutto quello che è noleggiabile a trazione muscolare o elettrica”, dice Casolari. “Dopo il coronavirus non si tornerà indietro e le due ruote saranno il veicolo più diffuso per la scoperta delle città e per il turismo ecosostenibile”. Se c’è una cosa che la filosofia ha insegnato a Casolari è “aprire la mente, non guardare le cose in maniera scontata”, racconta. “A me ha insegnato a cercare qualcosa che non trovo nel mondo, altrimenti non servirebbe la filosofia ma basterebbe la scienza”. Così Rendandft non è solo un sito di noleggi, ma una startup a vocazione sociale, perché contribuisce alla riduzione dell’inquinamento, a mantenere il distanziamento sociale e a sostenere la microeconomia locale dei piccoli noleggiatori. Senza dimenticare che pedalare aiuta a restare in forma.

Poter mettere insieme una passione e il digitale resta la più grande soddisfazione per Pierluigi Casolari, che per hobby suona la chitarra. Sai quindi che gioia quando Shazam gli ha riconosciuto l’arpeggio di Nothing Else Matters dei Metallica, per un momento si è sentito quasi James Alan Hetfield, frontman del gruppo statunitense. Ancora ha molto da pedalare per far crescere Rentandfit ma promette: “Prima o poi arriverà il momento di una startup sulla chitarra”.