La fabbrica del cioccolato che non teme la crisi

Domori produzione
(Courtesy Domori)
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Domori produzione di cioccolato
(Courtesy Domori)

Né la Brexit né la pandemia fermano il cammino di Domori. La società del Gruppo illy, specializzata in cioccolato di qualità, si apre infatti al mercato dei capitali un anno dopo l’acquisizione del brand britannico Prestat. Azienda il cui fondatore ha ispirato il personaggio di Willy Wonka, inventato dal celebre romanziere Roald Dahl, autore del best seller per ragazzi La fabbrica di cioccolato.

Entro fine anno Domori affronterà dunque per la prima volta i mercati finanziari con l’emissione di un’offerta di minibond, per un importo complessivo ricompreso tra i 4 e 5 milioni di euro, destinata esclusivamente a investitori istituzionali. Il taglio minimo previsto è di 100 mila euro, per una durata di 6 anni.

Andrea Macchione Domori
Andrea Macchione, amministratore delegato di Domori

L’operazione – inedita nel settore super premium del cioccolato e possibile grazie allo strumento approntato dall’advisor Bper Banca – avviene in piena emergenza Covid e dimostra tutto il “coraggio del management”, come spiega a Forbes.it Andrea Macchione, amministratore delegato di Domori: “L’emissione dei bond Domori – precisa – ci rafforza in una dimensione di fiducia e crescita, due valori su cui continuiamo a scommettere, nonostante le impensabili circostanze”.

Due le specifiche ragioni alla base della scelta di puntare sui minibond. “L’acquisizione del brand inglese Prestat nel 2019, appunto, che ci vedrà impegnati nel 2021 nel compimento del processo di integrazione tra le due aziende”, prosegue Macchione, e la necessità di finanziare “gli investimenti che stiamo portando avanti per realizzare una maggiore efficienza produttiva, in ragione del costante incremento dei volumi”.

In entrambi i casi, spiega l’ad, “l’emissione dei bond agisce come un acceleratore della crescita, che richiede investimenti sia sul piano della comunicazione istituzionale che su quello della produzione”. Produzione che, nel 2019, ha sostenuto un’offerta suddivisa per il 70% nel mercato Italia e un 30% all’estero, dove il margine di crescita è notevole.

Per quanto riguarda l’acquisizione di Prestat, invece, Macchione adduce tre motivi sostanziali: il primo è rappresentato dall’“integrazione a valle”, Domori infatti è forte sulla materia prima, la fava di cioccolato, Prestat è specializzata nel semilavorato; il secondo è dato dall’assenza di “overlapping commerciale”: Domori è un campione del cacao fine mentre Prestat è un riferimento per il truffle in tutto il mondo, il cioccolatino al tartufo; da ultimo, ha giocato un ruolo dirimente anche la possibilità di rafforzare ulteriormente il mercato estero, in particolare nel Regno Unito dove Prestat fattura il 70%.

I minibond Domori, ricorda un comunicato della società, si inseriscono in un percorso di valorizzazione e crescita delle attività extra caffè di illy, culminate nel 2019 con la nascita del Polo del Gusto, la sub-holding del gruppo presieduta da Riccardo Illy che raccoglie i marchi extra caffè.

Gocce cioccolato Domori
(Courtesy Domori)