Design sartoriale: l’idea di architettura su misura di uno studio veneziano

Sebastiano Amilcare Pozzebon e Niccolò Zorat
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Abitocomodo Progetti: design sartoriale
Sebastiano Amilcare Pozzebon e Niccolò Zorat

Articolo tratto dal numero di novembre di Forbes Italia

Il loro primo incontro è avvenuto in uno studio di architettura veneziano in cui entrambi svolgevano attività di praticantato post- laurea. Da quel momento, per i due architetti Sebastiano Amilcare Pozzebon e Niccolò Zorat collaborare è stato quasi inevitabile. All’inizio si occupano di piccoli incarichi privati, poi l’idea di aprire insieme nel 2013 uno studio professionale, che hanno voluto chiamare Abitocomodo Progetti, nel centro storico di Venezia: “Ci rivolgiamo prevalentemente a committenze private e società con esigenze specifiche e in cerca di idee nuove in grado di migliorare la qualità dei loro immobili”, spiega Pozzebon.

L’approccio è simile a quello che si può trovare in una bottega sartoriale-artigianale, in cui le richieste del cliente vengono tradotte in un’idea: la scelta non casuale del nome, Abitocomodo, racchiude infatti in tutti i suoi aspetti il concetto di design bespoke. Una filosofia più che semplice business model: “Alla fine tutte le informazioni raccolte si sintetizzano in un progetto che risulta in questo modo cucito su misura sulle aspettative e sulle richieste della committenza, proprio come nelle migliori boutique sartoriali. Il tutto con una grande sensibilità verso la memoria storica del luogo, conoscenza tecnica e cura nel dettaglio”, prosegue Zorat.

Nei primi anni di attività, lo studio ha concentrato la sua attività prevalentemente nella città di Venezia grazie a incarichi privati riguardanti le tematiche del restauro, del recupero edilizio, della ristrutturazione e dell’interior design, in particolar modo nell’ambito residenziale. Poi, con il passare del tempo si è specializzato in ulteriori aspetti dell’edilizia tra cui consulenze immobiliari per società di investimenti (sia in ambito residenziale che commerciale-turistico), studi di fattibilità, autorizzazioni edilizie e sostenibilità energetica-ambientale, ottenendo incarichi in tutto il nord-est Italia. Oggi si occupa di architettura sotto ogni suo profilo, spaziando dalla progettazione per la ristorazione al retail fino allo sviluppo di complessi residenziali, interventi di recupero per la cultura e di rigenerazione urbana.

Proprio in riferimento a quest’ultima mission, lo studio sta organizzando diversi workshop, da proporre il prossimo anno, con l’intenzione di studiare alcuni temi specifici, approfondirne le relative criticità e cercare di proporre soluzioni concrete, cercando di non scollegare le tematiche sociali e economiche da quelle inerenti all’urbanistica e all’architettura del riuso. “A Venezia le problematiche sono molteplici, ma le potenzialità e la possibilità di spingere la città più antica nel futuro sono ancora più numerose. Affinché la rigenerazione non sia un progetto calato dall’alto, la partecipazione dei cittadini, dei principali soggetti economici e della Pubblica amministrazione sono sicuramente il punto di partenza”, spiegano gli architetti che collaborano da anni con l’università Iuav di Venezia nell’ambito della didattica. “Crescere oltre i confini nazionali e consolidare il nostro marchio di architettura made in Italy è uno dei nostri obiettivi: essere architetti italiani, progettare e vivere a Venezia, città unica al mondo, ci ha reso più sensibili verso un tessuto storico straordinario”, conclude il duo creativo.