Come sarà fatta Mini Vision Urbanaut, l’auto elettrica che diventa un salotto

Mini
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Mini Vision Urbanaut.

Attiva nel nostro paese da oltre 50 anni con oltre 1100 collaboratori, Bmw Group ha venduto oltre 2,5 milioni di automobili e 175mila motocicli a livello globale nel 2019 e ha registrato 104 miliardi di ricavi. In occasione dell’evento #NEXTGen, Mini – uno dei marchi del gruppo – assieme a Bmw, Rolls-Royce e Bmw Motorrad – ha svelato il concept di Mini Vision Urbanaut. Si tratta del veicolo elettrico del futuro, dotato di guida autonoma. Fondendo tecnologie avanzate e design, può trasformarsi in uno spazio in cui trascorrere del tempo, offrendo un’esperienza utente ben distante da quella di un’automobile tradizionale.

“Il marchio Mini è da sempre sinonimo di clever use of space” afferma Adrian van Hooydonk, capo del designer di Bmw Group. “Nella Mini Vision Urbanaut, estendiamo il concetto di spazio privato alla sfera pubblica, generando esperienze completamente nuove e ancora più ricche”.

Concepita dando priorità agli interni e alla loro abitabilità e passando solo in un secondo momento alla progettazione degli esterni, la monovolume proposta nel concept è piuttosto alta per essere una Mini, ma è lunga 4,46m. Inoltre, due elementi iconici della casa inglese hanno subito una netta evoluzione. I fari – posizionati sotto una struttura in alluminio fresato – sono visibili solo all’accensione. Poiché l’auto non necessita di un sistema di raffreddamento ad aria, in quanto priva di motore a combustione, la griglia anteriore – ora a forma ottagonale – funge da pannello intelligente per la guida autonoma.Mini Vision Urbanaut

Mini Vision Urbanaut: il concept

Ma c’è ben altro a fare la differenza. Infatti, giunta a destinazione, questa Mini è pensata per trasformarsi in un salotto. Consente ai passeggeri di accedervi attraverso un’ampia porta scorrevole posta sulla fiancata del veicolo. I sedili anteriori possono ruotare, mentre gli schienali delle poltrone posteriori possono essere ripiegati e girati. Ad auto ferma, inoltre, il cruscotto può essere abbassato, trasformando lo spazio del conducente in un angolo salotto (chiamato “daybed”).

Se non bastasse, è stato pensato anche lo street balcony, ottenuto grazie al parabrezza apribile. Tra la zona del conducente e la parte posteriore dell’abitacolo – la “cosy corner” – vi è una spaziosa area centrale pensata per essere ariosa e luminosa.

I Mini moments

Ovviamente, la fase di progettazione del veicolo ha richiesto l’uso della realtà aumentata, affiancata dall’impiego di planimetrie, modelli di legno e mobili in scala per simulare le dimensioni e valutare al meglio gli spazi dell’abitacolo. Infatti, il concept di Mini punta a restituire un’automobile che possa fungere da catalizzatore di momenti indimenticabili, battezzati dal brand come “Mini moments”.


“Mini Vision Urbanaut ha a disposizione tre opzioni – Chill, Wanderlust e Vibe – per offrire un’ampia gamma di scenari d’uso”, dice Oliver Heilmer, capo dei designer di Mini. “Il Chill moment invita a prendere fiato e a fare una pausa nel qui e ora. L’auto diventa una sorta di ritiro, un rifugio dove rilassarsi – o lavorare con piena concentrazione – durante un viaggio. Wanderlust è l’unico Mini moment in cui si guida la Mini Vision Urbanaut, in persona oppure attivando le funzioni di guida autonoma. Il Vibe Moment pone il tempo speso con altre persone al centro dell’attenzione, sotto ogni punto di vista”.

Per attivare i tre momenti della Mini Vision Urbanaut si dovrà ricorrere ai Mini token: un’interfaccia digitale-analogica – delle dimensioni di una piccola pietra – che va posizionata nelle fessure del tavolo richiudibile al centro della vettura. Anche le ruote, trasparenti e illuminate internamente, cambiano look a seconda del moment selezionato. Per concludere, non manca la compatibilità con i dispositivi smart e la possibilità per i passeggeri di accedere a contenuti digitali tra cui podcast, audiolibri e playlist musicali. Oltre al pianificatore di viaggio personale che mostra suggerimenti e punti di interesse personalizzati.