Innovazione, salute e ambiente nella nuova strategia sostenibile di British American Tobacco

Roberta Palazzetti è ad di British American Tobacco. (Andrea Pilia)
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Roberta Palazzetti è ad di British American Tobacco. (Andrea Pilia)

Articolo tratto dal numero di novembre 2020 di Forbes Italia. Abbonati.

Innovazione, trasformazione, investimenti e sostenibilità. Sono questi i pilastri su cui poggiano il presente e il futuro di British American Tobacco, azienda operativa nel settore del tabacco e della nicotina che si è posta l’obiettivo di ridurre l’impatto della propria attività sulla salute e sull’ambiente. Lo farà con ‘A Better Tomorrow’, strategia aziendale che poggia sull’offerta di nuovi prodotti a potenziale rischio ridotto, su investimenti sulla filiera tabacchicola italiana e sulle iniziative di sensibilizzazione e riduzione del proprio impatto sull’ambiente. Nel 2019 il gruppo ha generato ricavi per 25,8 miliardi di sterline e profitti operativi di oltre 9 miliardi. Questi e altri temi sono stati al centro del colloquio che Forbes Italia ha avuto con Roberta Palazzetti, ad e presidente di Bat Italia e area director sud Europa.

Qual è la vostra strategia e quali sono i prodotti su cui punterete di più in futuro?
Oggi Bat intende ridurre l’impatto sulla salute della propria attività offrendo ai consumatori adulti una scelta più ampia di prodotti innovativi e soddisfacenti a potenziale rischio ridotto. Puntiamo quindi sulle nostre new categories, che comprendono i prodotti da vaping (le sigarette elettroniche o e-cig), come Vype e Vuse, quelli a tabacco riscaldato come glo Hyper, oltre ai modern oral, prodotti per uso orale a base di nicotina privi di tabacco (oggi non presenti in Italia). L’obiettivo è raggiungere entro il 2025 cinque miliardi di sterline di ricavi da queste categorie, per arrivare a 50 milioni di consumatori dei nostri prodotti non soggetti a combustione entro il 2030. In questa direzione abbiamo accelerato la nostra trasformazione come industria anche con un nuovo logo aziendale.

Che ruolo gioca l’Italia nelle vostre strategie?
Un ruolo fondamentale. Parlano i numeri: tra il 2015 e il 2019 abbiamo investito nel nostro Paese oltre un miliardo di euro tra attività di marketing, ricerca e distribuzione, acquisto di tabacco nazionale e di macchinari d’eccellenza prodotti da aziende italiane. Ad oggi Bat Italia, alla guida della southern Europe area (Sea) che comprende altri 18 mercati, impiega solo nel nostro Paese quasi 400 persone e contribuisce alle entrate erariali dello Stato con circa 3 miliardi di euro l’anno tra accise e Iva. Inoltre è stato il primo Paese al mondo in cui nel 2018 abbiamo deciso di essere presenti con il nostro portfolio più completo di prodotti a potenziale rischio ridotto con glo e Vype.

Puntare sull’Italia nel vostro settore significa anche favorire la crescita della filiera tabacchicola. A quanto ammontano gli investimenti di Bat?
Nel 2020 abbiamo investito 20 milioni di euro per l’acquisto di 4.500 tonnellate di tabacco italiano. Dal 2011 ad oggi, abbiamo acquistato tabacco nazionale per quasi 200 milioni, supportando la filiera tabacchicola italiana, a testimonianza della centralità dell’Italia nelle nostre strategie. Tuttavia, per poter mantenere il ruolo di grandi investitori in futuro è fondamentale che anche lo Stato faccia la sua parte.

In che modo?
È necessario avviare e consolidare con il governo e le istituzioni un percorso condiviso di sviluppo e di investimento che assicuri al nostro settore sostenibilità: questa passa dall’equilibrio fiscale tra i prodotti del tabacco tradizionali e quelli a tabacco riscaldato. Quest’ultimi usufruiscono di uno sconto fiscale del 75%, un regime fiscale di favore considerando la valutazione negativa espressa dal ministero della Salute in relazione sia alla minor tossicità sia al minor danno per la salute umana rispetto alle tradizionali sigarette da combustione. Tale regime fiscale di favore si riflette, peraltro, negativamente sul complessivo gettito erariale anche alla luce della drastica contrazione dei volumi dei tradizionali prodotti da combustione: se in Italia la tassazione è pari al 25% rispetto alle sigarette, in Giappone e in Corea, i maggiori mercati globali in termini di volumi, la tassazione sul tabacco riscaldato è pari al 90 e al 95%.

Lo scorso giugno avete riaperto il vostro nuovo glo flagship store a Milano con uno stile totalmente rinnovato. Può dirci di più?
Per la progettazione del nostro nuovo store ai Navigli, dedicato al nostro più innovativo dispositivo per scaldare il tabacco glo Hyper, volevamo realizzare qualcosa di diverso e creare uno spazio coinvolgente e tecnologico. Così, insieme allo studio Iosa Ghini Associati, abbiamo ideato un nuovo concept store pensato anche per coinvolgere artisti e intrattenitori. Da luglio stiamo organizzando una serie di laboratori tematici nell’ambito degli eventi digitali glo together&more, con la partecipazione di personaggi e artisti provenienti da mondi diversi, da Nina Zilli al rapper Ensi, dal bartender Filippo Sisti allo youtuber Edoardo Mecca. Tutti eventi virtuali ispirati dalla filosofia break binary: rompere gli schemi dell’ordinario e prendere il meglio di mondi apparentemente opposti. Una filosofia a cui si ispira anche glo, che mescola tradizione e innovazione per offrire ai consumatori adulti maggiore soddisfazione, un minore impatto – meno odore e niente cenere – e un potenziale di rischio ridotto.

Quali obiettivi avete per ridurre il vostro impatto ambientale? Avete organizzato iniziative sul territorio?
Il nostro obiettivo è diventare un’azienda carbon neutral entro il 2030. Inoltre, sempre su scala globale, entro il 2025 intendiamo eliminare tutti gli imballaggi in plastica monouso non necessari e rendere il 100% dei nostri imballaggi in plastica riutilizzabili, riciclabili o compostabili. Sul territorio nazionale, invece, a luglio abbiamo presentato insieme a Marevivo Piccoli gesti, grandi crimini, una campagna nazionale di sensibilizzazione contro l’abbandono di mozziconi con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Un progetto basato su una sinergia virtuosa tra istituzioni, aziende private e cittadini, partito dal comune di Sorrento con lo scopo di informare e sensibilizzare i fumatori sul tema del rispetto ambientale, di aiutare concretamente i Comuni e i cittadini con l’acquisto di contenitori per rifiuti e posacenere tascabili (ne abbiamo distibuiti oltre 10mila e installato 50 nuovi cestini) e, infine, di stimolare le istituzioni a monitorare i comportamenti scorretti e ad applicare le sanzioni previste dalla legge.

Siete sempre impegnati a promuovere la diversità di genere?
Da anni il principio Strength from diversity è tra i valori più importanti, in Bat. La rappresentanza femminile nel nostro main board globale è pari al 27%, mentre nel leadership team di Bat Italia, grazie alla presenza di quattro donne, è oggi pari al 50%, la stessa percentuale di manager donna nella nostra area Sea. Non a caso lo scorso anno Bat è stata inserita nel report Diversity Leaders del Financial Times, quale riconoscimento per la cultura della diversità e dell’inclusione realizzata in azienda. Insomma, andiamo verso un futuro migliore anche in questo ambito.