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Smart Mobility 26 Gennaio, 2021 @ 8:42

Helsinki città aperta: il futuro open data e low carbon della capitale finlandese

di Marzia Papagna

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Helsinki
Helsinki (Julius Konttinen).

Articolo tratto dal numero di gennaio 2021 di Forbes Italia. Abbonati.

i l design della trasformazione delle città, anche in post-pandemia, passa ancora una volta da Helsinki. La città del futuro sfida la crisi del secolo e annuncia nuovi investimenti. La sua leadership in materia di nuove tecnologie e mobilità as-a-service rende la cosa non del tutto inaspettata: nel 2019 la capitale finlandese è nella top 3 del Future Mobility Competitiveness Index insieme ad altre due grandi città intelligenti: Singapore e Amsterdam. Per capire meglio la sua evoluzione, Forbes Italia ha intervistato Anni Sinnemäki, assessore allo Sviluppo urbano e ambientale di Helsinki.

Helsinki vuole essere la città più funzionale del mondo. Ma secondo lei il concetto di ‘funzionalità’ oggi è cambiato?
La funzionalità oggi è diventata molto più significativa per il benessere di una città. La crisi ci ha insegnato che la fiducia è il fattore fondamentale: tra cittadini, da parte dei cittadini verso l’amministrazione e viceversa. La fiducia in un periodo critico rende le città più funzionali e questo vuol dire avere la capacità di reagire a situazioni differenti e gestire la quotidianità nel miglior modo possibile. A partire dalla scuola: abbiamo trovato soluzioni per garantire a tutti, anche ai più piccoli, una buona educazione.

Il vostro sindaco Jan Vapaavuori ha parlato di un budget significativo per rendere Helsinki sempre più innovativa, nonostante la pandemia. Il vostro slogan dice: Growing fast, connecting fast, giusto?
Abbiamo deciso che negli investimenti del prossimo anno verrà data importanza alla installazione di una nuova rete di binari e a un progetto di recovery dell’economia. C’è una grande enfasi per questo.

Possiamo dire quindi che la crisi non ha fermato la crescita della città?

La crescita è stata leggermente più lenta, anche se contiamo circa quattromila abitanti in più rispetto allo scorso anno. La pandemia ha accelerato la digitalizzazione che adesso abbiamo esteso anche al sistema sanitario, professionale e alle scuole. In più il verticale aumento nell’uso della bicicletta ha avuto un grande impatto sui trasporti.

Anni Sinnemäki, assessore allo Sviluppo urbano e ambientale di Helsinki.

In che modo la vostra amministrazione sostiene le nuove sperimentazioni e le opportunità di business?
Helsinki punta a diventare il centro per nuove e ambiziose iniziative imprenditoriali, nuove metodologie e strategie low carbon. Un obiettivo sostenuto dalle regole europee che mirano all’ottenimento di soluzioni innovative. Incoraggiamo le aziende a usare gli incentivi statali per creare business meno impattanti, supportando l’energia efficiente e la riduzione del carbonio. Vogliamo essere la casa delle startup: un grande orgoglio è il progetto Maria 01, hub nordeuropeo incubatore di startup tecnologiche internazionali che ha sede all’interno di un ex ospedale nel centro della città.

Possiamo elencare obiettivi raggiunti e progetti che hanno notevolmente contribuito a rendere Helsinki una città smart e agile?
Il primo è Smart Kalasatama, ex quartiere industriale diventata una vivace e innovativa piattaforma sperimentale dove nascono servizi e infrastrutture smart e green. Il progetto ha sviluppato una forte flessibilità coinvolgendo più di 200 stakeholder tra cui cittadini, funzionari della città, aziende e ricercatori. Il quartiere potrà ospitare case per circa 25mila persone e offrire, entro il 2035, opportunità lavorative a 10mila persone. Attualmente sono tremila le persone vivono in quest’area. La vision di Kalasatama è che i servizi smart possono salvare il nostro tempo. Tra i servizi digitali invece, l’ultima novità coinvolge le famiglie che, invece di compilare le classiche application, possono richiedere l’asilo per i loro bambini con un messaggio istantaneo. Fondamentali sono la politica di open data: Helsinki punta infatti il più possibile a essere una città aperta e accessibile, e il sistema urbano ciclabile che si è rivelato un grande successo. Un altro progetto interessante è MyHelsinki, un sito pensato per chiunque viva, visiti o si muova nella nostra città e che raccoglie parti della vita cittadina belle e ben funzionanti, suggerite dai residenti.

Anticipazioni sui progetti dei prossimi anni?
Chiuderemo due centrali elettriche a carbone entro il 2024 e una terza entro la primavera del 2029. Abbiamo organizzato un concorso internazionale sull’energia per cercare la migliore soluzione con cui sostituire del tutto il carbone. Vogliamo migliorare il trasporto pubblico e diventare una città con un sistema ad hoc di linee ferroviarie: attualmente stiamo costruendo contemporaneamente tre diverse linee, all’interno di un progetto per una rete di circa 40 chilometri.

Per rispondere ai bisogni del futuro è importante che le città lavorino con aziende, startup, persone e stakeholder. Qual è la vostra strategia?
Abbiamo una collaborazione eccezionale con Slush (evento dedicato alle startup e all’imprenditoria tecnologica, ndr). Il messaggio per la comunità delle startup è che il processo di selezione internazionale deve essere più semplice e veloce. Sul tema lavoro vogliamo ottimizzare ogni processo e stiamo rafforzando il servizio pubblico per chi arriva da altre nazioni in modo che possa trovare tutto ciò di cui ha bisogno in un unico posto, l’International House Helsinki. Abbiamo adottato una nuova policy per un procurement più innovativo e una organizzazione open data, anche per gli stakeholder, per esempio modelli 3D della nostra città.

In questo contesto che ruolo ha l’intelligenza artificiale?
Esiste un programma di smart mobility con cui puntiamo a stabilire una percezione del nostro sistema in tempo reale. C’è ancora molto lavoro da fare, ma la chiave per beneficiare pienamente dei vantaggi dell’intelligenza artificiale sta in una migliore percezione.

Ci sono consigli per superare questa crisi globale, validi per tutte le città?
Le città hanno un potenziale immenso e il potere di combattere il cambiamento climatico, si deve lavorare per ridurre le emissioni e dobbiamo coinvolgere tutti per ottenere questo grande risultato. Inoltre, raccomandiamo fortemente di adottare un bilancio partecipativo, come il nostro: ogni due anni i residenti possono esprimere il loro voto su come stiamo spendendo gli 8,8 milioni di euro destinati al miglioramento della città. Ancora, il nostro consiglio è di introdurre una svolta ambiziosa per il trasporto pubblico e la bicicletta. Questo rende le città più pulite e vivibili. Abbiamo visto come è cambiato il modo di vivere gli spazi urbani a Milano e a Roma, che in Italia hanno fatto delle scelte importanti in tal senso.

Una domanda più personale: cosa le ha lasciato di positivo quest’anno?
Mi sono battuta molto per ottenere investimenti significativi per una mobilità sostenibile, e questo nonostante la pandemia. Non ho una mia auto privata e negli spostamenti quotidiani uso spesso i mezzi pubblici, ma questo periodo mi ha

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