Oltre 200 tipologie di tessuti sostenibili: l’incredibile archivio del Museo del Tessuto di Prato

Museo del Tessuto di Prato
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Museo del Tessuto di Prato

Oggi si parla molto, spesso in modo approssimativo, di sostenibilità e la moda sembra aver fatto di questo input contemporaneo il suo nuovo mantra. Nel mare di progetti che ogni giorno si lanciano ce ne sono ben pochi efficaci e fattivi. Uno di questi, assai concreto e di impronta culturale, riguarda il Museo del Tessuto di Prato, eccellenza della ricerca non solo tessile italiana, che vara una area espositiva tutta dedicata battezzata Textile Library.

Un archivio unico consultabile dai professionisti dello stile e dagli studenti delle scuole di moda del mondo per esaminare e conoscere da vicino più di 200 tipologie di tessuti sostenibili, perché generati da materie naturali o rigenerati ad arte. Una borsa in pelle realizzata dagli scarti della mela, pelle vegana dalle foglie del cactus messicano, scarpe che impiegano cellulosa estratte da foglie di ananas, tessuti in cashmere e lana riciclati, materiali in lino e cotone esclusivamente biologici, fibre in nylon riciclato o in poliestere biodegradabile in acqua marina, maglieria in denim riciclato.

Esempi di prodotti innovativi di cui il mercato del fashion comincia a occuparsi per collezioni naturali sempre più richieste, e non solo dai giovanissimi alfieri dell’ecologia e della difesa del Pianeta. Il Museo del Tessuto dedica a questi temi un’area e un percorso di innovazione tessile basato sulle formule del contemporaneo, dalle materie prime ai processi di trasformazione. Un lungo lavoro di studio ha portato perciò alla creazione della Textile Library, archivio unico nel suo genere. “Siamo contenti di poter finalmente condividere con il pubblico questo nuovo progetto”, ha detto Francesco Nicola Marini, presidente del Museo del Tessuto. “L’archivio dei tessuti Contemporanei si arricchisce di nuovi contenuti che mettiamo a disposizione di studenti, docenti, designer, professionisti e operatori del settore tessile e moda, mentre la nuova area espositiva vuole essere non solo uno strumento di conoscenza del tessuto contemporaneo, ma anche di educazione al consumo consapevole”.

    Tessuto di sughero
    Pelle vegana da scarti di mela

La Textile Library si presenta non solo come un archivio di tessuti – dall’abbigliamento ai tessuti funzionali per sport, arredamento, ingegneria e architettura – ma anche di fibre, filati, accessori e materiali per la moda, suddivisi in sezioni tematiche, in continuo aggiornamento ed evoluzione che ricerca, studia e archivia prodotti innovativi e sperimentali, provenienti direttamente da aziende leader internazionali di ogni settore, ma anche da start up e da centri di ricerca messi a disposizioni di designer, professionisti del settore moda e tessile e della formazione specializzata, studenti e aziende. Il primo argomento con cui il Museo inaugura la Textile Library è la circular economy e l’innovazione sostenibile nel tessile e nella moda. Sono stati raccolti, catalogati e digitalizzati oltre 200 campioni tra filati, tessuti, materie prime ed accessori che approfondiscono gli aspetti più importanti di questo tema così vasto e controverso che sta diventando più che un trend, un vero e proprio ambito di ricerca permanente per le manifatture tessili e della moda.

E’ un ruolo di primo piano quello che viene svolto dalle aziende del distretto tessile di Prato. La collaborazione con lanifici, aziende di filati e di materie prime, rifinizioni e tintorie è stata infatti determinante per la creazione dell’archivio, rinsaldando il legame storico che unisce il Museo al contesto produttivo del territorio, rendendolo interprete delle sue capacità innovatrici e valorizzandone il know how tecnico e stilistico. “Desidero ringraziare le aziende che finora hanno contributo con i loro materiali alla realizzazione dell’archivio” – dichiara Francesco Nicola Marini, Presidente del Museo del Tessuto – “ma ci auguriamo che nel corso del 2021 molte altre vogliano abbracciare il nostro progetto e contribuire a far crescere il progetto a beneficio di tutti”.

Le aziende che hanno contribuito finora sono oltre 40: Ananas Anam, Antilotex, Archè, Candiani, Carvico, Cocccon Crafts & Loom Pvt. Ltd., Colorifix, Cuir Marin de France, Desserto, Gruppo Colle, Filati Bemiva, Frumat, Giolica, Gradozero Espace., Igea, Industria Italiana Filati, Jersey Lomellina, Lamintess, Lanificio Becagli, Lanificio Bigagli, Lanificio Bisentino, Lanificio dell’Olivo, Lanificio Paultex, Lineaesse Tessuti, Lineapiù Italia, Lyria, Main Street, Manifattura Forasassi, Manteco, Marini Industrie, Marshbird, Millefili, Paoletti Tessuti, Pecci Filati, Pinori Filati, Pontetorto, Qwstion, Rifò, Rifinizione Vignali, Sedacor, Seven Stamperia, Studioestile Tuscany, Tessilfibre,Texmoda Tessuti. Un ringraziamento particolare anche al Centro Campionari per la collaborazione nel progetto. Il progetto Textile Library è stato reso possibile grazie al contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei finanziamenti concessi dalla Legge 113/1991 come modificata dalla legge n. 6/2000.