Come risolvere il problema del cambiamento climatico? Bill Gates spiega a Forbes i suoi piani

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(foto Mike Cohen/Getty Images per il New York Times)
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Bill Gates
(foto Mike Cohen/Getty Images per il New York Times)

Articolo di Kerry A. Dolan apparso su Forbes.com

Bill Gates vuole mettervi al corrente di due numeri: 51 miliardi e zero. Il primo è il numero di tonnellate di gas serra aggiunte ogni anno all’atmosfera a causa delle attività umane. Il secondo è il numero di tonnellate a cui dobbiamo arrivare entro il 2050 per scongiurare una crisi climatica.

Gates ha un piano per passare da 51 miliardi a zero ed è felice di annunciare che non ha un prezzo di qualche trilione di dollari. Come ci si potrebbe aspettare da uno che ha fatto la sua fortuna con la tecnologia, la soluzione suggerita dal miliardario è legata in gran parte all’innovazione.

Spiega il suo piano in un nuovo libro, Come evitare un disastro climatico: le soluzioni che abbiamo e le scoperte di cui abbiamo bisogno, in uscita il 16 febbraio. Prima del lancio del libro, Gates ha parlato con Forbes del motivo per cui lo ha scritto. Ha anche condiviso i dettagli di cui non tratta nel libro, incluso quanto ha investito in società a zero emissioni di carbonio, quelle di cui è più entusiasta, un nuovo tipo di centrali nucleari e gli investimenti probabili che farà in futuro.

L’obiettivo numero uno del libro, dice Gates, è definire chiaramente quali settori dell’economia stanno producendo i 51 miliardi di tonnellate di gas serra che ogni anno il mondo normalmente aggiunge all’atmosfera. “L’attuale quadro numerico, che è la cosa più basilare per qualsiasi problema tu voglia affrontare, in realtà è assente”, dice Gates in una video intervista in collegamento da una sala conferenze nei suoi uffici di Seattle. L’obiettivo a cui dobbiamo mirare come pianeta: zero emissioni entro il 2050. Gates è ottimista sul fatto che, per quanto possa sembrare difficile, possiamo arrivarci.

Gates ammette, sia nel suo libro che quando ha parlato a Forbes, di essere un messaggero imperfetto sul cambiamento climatico. “L’idea stessa che una persona stia dicendo di sapere cosa dovremmo fare, va incontro a qualche obiezione”, dice. Nel suo libro scrive: “Il mondo non è affatto privo di uomini ricchi con grandi idee su ciò che gli altri dovrebbero fare, oppure che pensano che la tecnologia possa risolvere qualsiasi problema”. Ammette di possedere grandi case e di volare su jet privati, sebbene dice di comprare crediti di carbonio a 400 dollari per tonnellata per i voli su jet privati che prende. “Non posso negare di essere un uomo ricco con un’opinione. Tuttavia, credo che sia un’opinione informata e cerco sempre di saperne di più”.

Gates, già nel 2015, in un discorso sui pericoli di una pandemia globale e su cosa avremmo dovuto fare per prepararci, aveva lanciato il suo avvertimento. Inoltre questa non è la sua prima “ricetta” pubblica sul cambiamento climatico. Nel 2010 aveva tenuto un discorso al Ted Talks, parlando della necessità di eliminare le emissioni di carbonio entro il 2050. Ha continuato a consultare esperti nel campo e ad approfondire le ultime novità in materia di scienza e politica del clima. Nel 2015 è stato coinvolto nel vertice di Parigi sul clima, chiamando l’allora presidente della Francia, Francois Hollande, e incoraggiandolo a convincere i paesi ad accettare di aumentare i loro budget di ricerca e sviluppo per l’innovazione tecnologica pulita. Venti paesi hanno aderito. Dice Gates: “Sebbene non abbiamo visto tutti quei paesi raddoppiare i loro budget di ricerca e sviluppo, abbiamo notato comunque un certo aumento. È stato il momento in cui il settore ha iniziato a concentrarsi su come possiamo ottenere questa innovazione”.

Per contribuire a creare una struttura intorno al progresso e al costo delle nuove innovazioni senza emissioni di carbonio, Gates e il suo team hanno escogitato il cosiddetto “Green Premium” e lo hanno introdotto nel suo blog, il Gates Notes, nel settembre dello scorso anno. Green Premium spiega la differenza di costo tra un prodotto o un processo che non emette carbonio e uno che lo produce. I Green Premium sono diminuiti nel settore delle autovetture dal momento che più persone acquistano auto elettrice (anche se Gates sottolinea che soltanto il 2% delle vendite globali di auto sono veicoli elettrici). Nel settore industriale, invece, i Green Premium sono molto più alti. Gates afferma: “I problemi più difficili da risolvere sono in settori come l’acciaio, il cemento e persino nel settore dei trasporti, come ad esempio per quanto riguarda il carburante usato dagli aerei”. I problemi a cui si riferisce: ideare processi per realizzare prodotti che non emettano gas serra. La ricerca è nelle sue fasi iniziali ed è qui che la R&S del governo può svolgere un ruolo basilare, suggerisce Gates.

Qual è il costo di tutto ciò?

A dicembre, Gates aveva suggerito nel suo blog che gli Stati Uniti creassero un National Instiutes of Energy Innovation per aiutare il paese a prendere l’iniziativa sui temi dell’innovazione e del cambiamento climatico. L’idea è di modellarlo sul National Institutes of Health, la spina dorsale della ricerca medica statunitense, che ha un budget annuale di circa 37 miliardi di dollari. Gates afferma che l’attuale spesa del governo degli Stati Uniti in ricerca e sviluppo per l’innovazione energetica è di circa 7 miliardi di dollari all’anno: cifra che dovrebbe essere quintuplicata per raggiungere la spesa del governo per il National Institutes of Health.

Un altro suggerimento di Gates: implementare i crediti d’imposta ora disponibili per il solare e per l’eolico in aree nascenti come l’eolico offshore, lo stoccaggio di energia e nuovi tipi di acciaio. “Se lo fai raddoppi o triplichi l’importo che spendi per quei benefici fiscali. Penso che possa essere un contributo monumentale dell’amministrazione Biden” spiega.

Qualunque innovazione tecnologica provenga dagli Stati Uniti o altrove, deve essere abbastanza abbordabile da consentire a paesi come l’India di adottarla, sottolinea Gates. In questo momento, gli Stati Uniti rappresentano il 14% delle emissioni mondiali. Se solo gli Stati Uniti arrivassero a zero emissioni di carbonio, non risolveremo il problema a livello globale.

Dove sta investendo Gates?

Gates, la cui fortuna di 124 miliardi di dollari deriva da una quota stimata dell’1% in Microsoft e da una serie di altri investimenti, dice nel libro di aver investito “più di un miliardo di dollari” in aziende che lavorano per le emissioni zero. In totale dice a Forbes che si tratta di circa 2 miliardi di dollari. Si descrive come forse il più grande finanziatore di tecnologie di cattura diretta dell’aria, metodi per catturare il carbonio. Due delle aziende più note in cui ha investito stanno producendo carni vegetali: Impossible Foods e Beyond Meat. Alcuni dei suoi investimenti li classifica come filantropici, come ad esempio i soldi che ha investito per un modello climatico open source che mira a mostrare come la generazione di elettricità funzionerà anche in lunghi periodi di tempo in cui l’eolico e il solare non sarebbero usufruibili.

La sua scommessa più grande è stata TerraPower, una società di energia nucleare con un reattore che utilizza l’uranio impoverito come combustibile. Gates ha fondato l’azienda con poche altre persone più i dieci anni fa. Nel 2017, TerraPower ha costituito una joint venture con un’azienda cinese e aveva in programma di produrre il suo primo reattore in Cina. Quell’accordo è stato annullato dal governo degli Stati Uniti, che alla fine del 2019 ha bloccato la cooperazione con la Cina sull’energia nucleare. Ora il piano è costruire un impianto dimostrativo da qualche parte negli Stati Uniti. A ottobre il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha assegnato 80 milioni di dollari a TerraPower per la costruzione dell’impianto. L’accordo è che metà dei finanziamenti provengano dal settore privato. Gates dice: “Questi vengono in gran parte da me”.

La sua speranza è che l’impianto dimostrativo venga costruito entro cinque o sette anni. “Se le cose vanno bene, significa che forse in dieci anni i costruttori di impianti commerciali prenderanno quel progetto e ne costruiranno idealmente a centinaia, che è ciò di cui si ha bisogno per avere un impatto sul cambiamento climatico”.

Gates ha anche investito in società a zero emissioni di carbonio attraverso Breakthrough Energy Ventures, un gruppo che ha assemblato e lanciato nel dicembre 2016. “È stato molto più facile raccogliere fondi di quanto mi aspettassi”, afferma. “Ho fatto circa 22 chiamate e ho ottenuto circa 20 sì per il primo miliardo”. Gli investitori includono miliardari come Jeff Bezos, Vinod Khosla, John Arnold e John Doerr. Gates dice di essere il più impegnato tra questi. Finora Breakthrough Energy Ventures ha investito in 40 società: una di queste, QuantumScape, che sta sviluppando batterie al litio per veicoli elettrici e non ha ancora entrate, si è quotata attraverso una Spac lo scorso novembre. Sebbene molte aziende siano ancora in una fase iniziale, Gates ne descrive alcune come “veramente pazzesche”, inclusa QuidNet, che sta per immagazzinare elettricità pompando acqua in pozzi sotterranei sotto pressione: quando l’energia è abbastanza, l’acqua viene rilasciata e passa attraverso una turbina, creando elettricità.

Breakthrough Energy Ventures ha raccolto un altro fondo da 1 miliardo di dollari a gennaio, con la maggior parte degli stessi investitori iniziali. (Gates non ha rivelato i nomi). Dice di essere anche il più grande investitore in un altro fondo, che cercherà di investire in più processi industriali come cemento a basso tenore di carbonio e produzione di acciaio, nonché tecnologie per catturare carbonio dall’aria, afferma Gates.

Nei prossimi cinque anni, Gates afferma: “Investirò almeno 2 miliardi di dollari” per le tecnologie a zero emissioni di carbonio. Ma mentre un totale di 4 miliardi di dollari potrebbe sembrare un bel gruzzolo, per qualcuno con un patrimonio di più di 120 miliardi di dollari è semplicemente una piccola parte dei suoi investimenti complessivi.

All’inizio di febbraio, il ramo di investimento di Gates Cascade ha collaborato con Blackstone Group e con la società di private equity Global Infrastructure Partners in un accordo da 4,7 miliardi di dollari per acquistare Signature Aviation, il più grande operatore mondiale di basi di jet privati. I viaggi su jet privati hanno registrato un boom durante la pandemia, ma tali trasporti emettono un sacco di gas serra. Come risolvere il problema? Un portavoce di Gates non ha risposto alla domanda.

Il libro di Gates influenzerà i responsabili politici e convoglierà l’attenzione verso l’innovazione nelle tecnologie a zero emissioni di carbonio? Aiuta il fatto che la lotta al cambiamento climatico sia già una delle quattro priorità principali dell’amministrazione Biden. Nonostante il libro tratti materiale pesante, è relativamente facile da leggere, cosparso di osservazioni personali di Gates e persino di una foto di lui con suo figlio Rory durante una visita a una centrale geotermica in Islanda. (Gates dice che a lui e a Rory piaceva visitare le centrali elettriche, li divertiva). Dice che guida un’auto elettrica – la Porsche Taycan Turbo, che descrive a Forbes come “incredibilmente bella e incredibilmente costosa” – in vendita per 150 mila dollari o poco più. (È una sorta di fan che ha ottenuto uno dei primi modelli di prova, ha aggiunto).

Se non altro, Gates vuole far parlare la gente. “La mia speranza è che si possa cambiare la nostra opinione condividendo i fatti con le persone: i nostri familiari, amici e dirigenti. E non sono solo i fatti a dirci perché dobbiamo agire, ma anche coloro che ci mostrano le azioni che miglioreranno il futuro” scrive.

Il suo successo otterrà una misura ancor più grande se l’amministrazione Biden adotterà una delle sue proposte politiche. Dice Gates: “Penso che con questi aumenti della spesa faremo esattamente quello che dobbiamo fare, non solo per noi, ma per il mondo intero”.