Il riconoscimento facciale è nell’aria: i droni di una startup israeliana sono pronti

Droni riconoscimento facciale
(Shutterstock)
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Droni riconoscimento facciale
(Shutterstock)

Questo articolo di Thomas Brewster è apparso su Forbes.com.

Le aziende di sorveglianza israeliane stanno sviluppando alcuni dei primi droni con capacità avanzata di riconoscimento facciale. E intanto la polizia americana valuta se aggiungere presto questa controversa tecnologia ai suoi dispositivi volanti senza pilota.

A riprova dell’imminente arrivo dell’identificazione biometrica aerea, una startup israeliana, in passato finanziata da Microsoft, ha brevettato tecnologie per il riconoscimento facciale tramite droni. Un’altra richiesta di brevetto, resa pubblica in questo mese, è stata presentata negli Stati Uniti da AnyVision, società con sede a Tel Aviv, nell’agosto 2019. Il documento descrive in dettaglio la tecnologia necessaria ad aiutare un drone a trovare l’angolazione migliore per acquisire immagini per il riconoscimento facciale, per poi cercare un riscontro tra il bersaglio e i volti immagazzinati in un database. La richiesta era intitolata “Posizionamento adattivo dei droni per un riconoscimento facciale potenziato” ed è stata presentata da dipendenti ed ex dipendenti di AnyVision, tra cui tre persone di Belfast, nel Regno Unito.

Il brevetto mira ad appianare alcune delle complessità dell’identificazione facciale con un dispositivo volante. Si pongono infatti vari e ovvi problemi quando si cerca di riconoscere qualcuno con un drone: acquisire un’immagine con un’angolazione dalla quale sia possibile vedere distintamente il viso e riuscire a ottenere immagini di buona qualità mentre la macchina si muove o si libra. Entrambe le cose sono molto più facili da fare quando si devono cercare riscontri con filmati statici.

Le agenzie militari statunitensi stanno cercando di trovare soluzioni. Tra quelle proposte ci sono il progetto Advanced tactical facial recognition at a distance technology dello United States special operations command (Socom) e la Biometric recognition and identification at altitude and range iniziative dell’Intelligence advanced research projects activity (Iarpa).

L’industria privata, però, potrebbe giungere per prima alla meta. A dicembre è stato rivelato che i dirigenti di AnyVision avevano stretto un accordo con Rafael, fornitore della Difesa israeliana, per una nuova joint venture chiamata SightX. In alcuni demo forniti ai media israeliani alla fine del 2020, i piccoli droni di SightX non avevano alcuna capacità di riconoscimento facciale, nonostante i dirigenti affermassero che la funzione sarebbe arrivata presto. Non è chiaro se la tecnologia sia solo a uso militare o se verrà venduta anche ad agenzie di polizia. Né SightX né Rafael hanno risposto alla richiesta di una dichiarazione.

Ciò che è chiaro è che la tecnologia è pronta per il lancio. L’amministratore delegato di AnyVision, Avi Golan, ha dichiarato a Forbes che i droni dotati di riconoscimento facciale, sebbene non ancora in fase di produzione, diventeranno presto una realtà. “In effetti sono molto felice di avere un brevetto per questa tecnologia”, ha dichiarato. E ha suggerito anche che i dispositivi potrebbero funzionare bene nelle smart city, dove potrebbero svolgere funzioni anche al di là della sorveglianza. Ha citato l’esempio di droni per le consegne, che potrebbero richiedere il riconoscimento facciale per assicurarsi di avere raggiunto il giusto acquirente. Amazon ha già brevettato una tecnologia simile, segno di potenziali piani per allestire una flotta sperimentale di droni per le consegne.

Tuttavia, ha aggiunto Golan, se è vero che la tecnologia esiste, AnyVision è in attesa di una più ampia accettazione dei droni e del riconoscimento facciale prima di lanciare qualsiasi prodotto: “Penso che sia una tecnologia più per il futuro che per il presente, ma voglio averla in tasca in vista del momento in cui sarà più accettata dalle persone”. Golan ha osservato che l’azienda non lavora, al momento, con le forze dell’ordine statunitensi, ma sceglie invece di cooperare con società private, come casinò e rivenditori al dettaglio.

AnyVision è già stata costretta a schivare alcune domande sull’uso della sua tecnologia. Microsoft aveva acquistato una quota della startup in un round di finanziamento da 74 milioni di dollari nel 2019. Lo scorso anno, però, si è tirata fuori dopo che si è parlato di come lo strumento fosse stato utilizzato ai valichi della barriera di separazione israeliana. Golan ha dichiarato che la principale ragione dell’uscita di Microsoft è stata la sua incapacità di esercitare un controllo su AnyVision. Microsoft ha detto più o meno la stessa cosa dopo che un’ispezione condotta dall’ex procuratore generale degli Stati Uniti Eric Holder aveva rilevato che la tecnologia era stata usata al confine. Ha tuttavia respinto le affermazioni secondo le quali il software di AnyVision sarebbe stato utilizzato per sorvegliare i palestinesi in Cisgiordania.

Per quanto riguarda il nodo di quando gli americani devono aspettarsi che la polizia si doti di droni per il riconoscimento facciale, ci si attende che quel momento arriverà in un modo o nell’altro, anche se le agenzie non hanno in programma di farli volare subito. “Penso che in futuro arriverà il momento in cui li vedremo”, ha affermato Mike Hutchins, tenente e supervisore dei droni del dipartimento di polizia di Sacramento. “Stiamo cercando di bilanciare l’utilizzo della tecnologia e il diritto della gente alla privacy. Ovviamente, se entri in un negozio di alimentari o di altro tipo, o in una banca, catturano l’immagine della tua faccia appena entri. Un po’ dappertutto, nei luoghi pubblici, il tuo volto viene ripreso da telecamere che sono chiaramente capaci di supportare un software di riconoscimento facciale. Ma non abbiamo affatto in programma di fondere le due funzioni nel futuro prossimo. Con questo non voglio dire che non possa accadere, prima o poi”.