Un Recovery fund della moda? L’appello del made in Italy al governo Draghi

Carlo Capasa
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Un patto tra la Camera Nazionale della Moda Italiana e il nuovo Governo presieduto da Mario Draghi. L’annuncio poche ore fa da parte del presidente di Cnmi Carlo Capasa ospite dell’imprenditore re del cashmere Brunello Cucinelli nel borgo medievale dove da sempre ha sede l’azienda umbra che è da domani in calendario per la Milano Fashion Week. “Al termine della fashion week”, ha detto Capasa, “presenteremo al Governo un piano in quattro punti che traghetti il settore nel prossimo semestre, dopo i disastri della pandemia”. La moda ha bisogno di misure specifiche, è un’industria strategica per troppo tempo trascurata dalla politica. Negli ultimi anni il ministero per lo Sviluppo economico e l’Agenzia Ice hanno stanziato molti fondi per fiere del fashion e settimane delle sfilate ma ora, secondo il presidente Capasa, si deve marciare spediti e tutti insieme.

“Faccio un appello perché l’Italia è il Paese della moda ma viene davvero considerata come la seconda voce della nostra bilancia dei pagamenti, come essenza di qualità del nostro manifatturiero”, continua Capasa, che domani inaugura una fashion week tutta virtuale con 124 appuntamenti di cui 61 sfilate a porte chiuse e senza pubblico, tutte digitali e rappresentate per la maggior parte da brevi filmati.

“Siamo i primi produttori di moda di qualità al mondo, gli artigiani lavorano gomito a gomito coi grandi brand. Ora servono misure ad hoc. Di qui il mio appello, perché il 90% della moda dei piccoli e dei grandi produttori non ha misure di ristoro, serve un piano verticale da parte dell’esecutivo”. Insomma adesso è scoccata l’ora di un recovery fund della moda che investa in questi quattro punti: sostenibilità, digitalizzazione, formazione, internazionalizzazione.

Anche Brunello Cucinelli interviene nel dibattito sulla nuova proposta di Carlo Capasa aggiungendo: “Sono molto positivo per il futuro dell’Italia, il discorso al Senato del Presidente Mario Draghi è stato quello di una grande statista. Dobbiamo ripartire adesso con coraggio e serietà”.