Chi è “Lady Barrier” che con la sua Vita International ha sviluppato il guardrail intelligente

Irina Mella Burlacu, ceo di Vita International
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Irina Mella Burlacu, ceo di Vita International

Articolo tratto dal numero di gennaio 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Ha il gusto dei prodotti made in Italy ed è l’opera di un’artigianalità da antico mestiere, eppure è al passo dei più moderni standard tecnologici e di sicurezza sulle strade. Si chiama Guardled l’originale rivestimento in poliuretano che, confezionato in moduli adattabili a ogni barriera stradale, integra strisce di luce led, trasformando il più classico dei guardrail in un gradevole elemento di arredo urbano, con funzioni come l’illuminazione dal basso e la segnaletica luminosa intelligente.

A progettare Guardled è Roadlink, azienda bresciana di Travagliato, parte del gruppo specializzato in barriere autostradali ecosostenibili Vita International, guidata dal ceo Irina Mella Burlacu, che la testata LeStrade – da oltre 120 anni fonte di informazione tecnica sulle infrastutture di trasporto – ha ritratto definendola ‘Lady Barrier’, una “specialista della sicurezza stradale”. Un progetto di cui Burlacu è anima e che è nato dall’idea di Riccardo Reggiani, oggi responsabile ricerca e sviluppo di Guardled, in sinergia con un’azienda del territorio specializzata in poliuretano. E che ha già dato vita anche a una declinazione per ciclovie con la linea di prodotti denominata Ledvia, di cui abbiamo già scritto su Bike a gennaio.

Guardled invece è un nuovo modo di illuminare le corsie di strade e autostrade, nonché la risposta tecnica di Roadlink al problema dell’inquinamento luminoso. Un’emergenza che preoccupa non soltanto gli astronomi, ma interessa le sorti del Pianeta tutto e dei suoi abitanti. L’eccesso di luce artificiale notturna, infatti, spezza i cicli naturali e perturba la migrazione dei volatili, la vegetazione e la riproduzione degli insetti, come le api che impollinano un terzo del cibo che mangiamo. Senza dimenticare i disturbi del sonno, il rischio desincronizzazione e l’obesità, tra i cui fattori autorevoli studi menzionano proprio il mancato riposo.

“Le mie competenze tecniche e linguistiche mi hanno permesso di entrare in profondità in settori che mi hanno subito interessato e affascinato”, ha detto Burlacu, ricordando come tutto è iniziato. “Mi ha aiutato molto la mia voglia di imparare e di non lasciare che passasse un giorno senza acquisire nuove conoscenze”. Pilastro della soluzione che insieme al team di ingegneri ha individuato è l’illuminazione bianca a led grazie a strisce collocate, dopo un attento studio, all’altezza, ritenuta ottimale, di 40 centimentri da terra.

“L’illuminazione dal basso, unitamente alla scelta dei led, garantisce una maggiore gradevolezza alla vista, con il risultato che la fonte luminosa disturba di meno, non solo l’ambiente, ma l’occhio del guidatore, rendendo più nitida la percezione degli oggetti. Contribuisce così alla sicurezza stradale, che è la nostra primaria mission”, spiega il ceo di Roadlink.

Guardled è altamente performante in condizioni di pioggia e nebbia, contribuendo a evitare sgradevoli e potenzialmente pericolosi riflessi. Altro fronte su cui l’azienda promette di portare un vantaggio competitivo è il risparmio energetico che, secondo i dati a disposizione di Roadlink, va dal 50 all’80%. Risparmio cui andrebbe a sommarsi quello generato da una manutenzione che dovrebbe essere meno dispendiosa se paragonata alla tradizionale illuminazione a lampione. Peraltro a sua volta più rischiosa per la sicurezza dei manutentori.

Guardled è anche un dispositivo intelligente che offre molteplici modalità di utilizzo. Al fianco dell’illuminazione bianca, per esempio, c’è l’opzione luce lampeggiante arancione fissa, ideale per segnalare situazioni di pericolo o tratte di strade pericolose; la gestione da remoto consente inoltre di monitorare e modificare a distanza l’illuminazione; mentre la gestione con i sensori schiude la possibilità di una regolazione autonoma che, se adeguatamente programmata, consente di adattarsi a particolari situazioni di traffico, alla presenza di incidenti e persino rilevando eventuali contromano.

Finora testata con successo all’uscita del casello autostradale di Spinea, in direzione Venezia, e sulla rotatoria di San Martino Buon Albergo, appena lasciata l’A4, uscita Verona Est, Guardled è in procinto di fare il suo debutto anche allo svincolo di Reggiolo-Rolo (Reggio Emilia) e all’entrata del casello di Casalecchio di Reno (Bologna).

“Questa tecnologia consente di illuminare ottimamente le corsie consentendoci di non dover ricorrere ai pali”, ha osservato Sabato Fusco, direttore tecnico di Concessioni Autostradali Venete, che ha in gestione la tratta dove Guardled ha fatto il suo debutto. A far ben sperare Roadlink per l’avvenire è anche la svolta impressa alla legislazione dai decreti emanati dal ministero dell’Ambiente, che aggiornano i criteri minimi ambientali, i cosiddetti Cam, chiedendo alle stazioni appaltanti l’introduzione di parametri di sostenibilità nonché di valorizzare soluzioni a basso impatto. 

“Abbiamo ideato e realizzato una soluzione semplice, ecologica, affidabile e moderna, proprio come l’ideale di sicurezza stradale che auspichiamo per il terzo millennio”, conclude Burlacu. “La naturale evoluzione del progetto Guardled, ci porterà nel 2021 allo sviluppo di ulteriori funzionalità, rendendo il guardrail stesso un elemento in grado di comunicare con i veicoli, nel sempre più attuale contesto delle smart road”.