La nuova era degli artisti digitali: Christie’s debutta nel mercato della crypto art

DotPigeon – Frame di Envy
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DotPigeon – Frame di Envy

Il mercato dell’arte da qualche mese ha un nuovo termine nel proprio vocabolario: Nft, acronimo di Not Fungible Token. Tecnicamente gli Nft sono una serie di informazioni digitali custodite all’interno di una blockchain che conferiscono al possessore un diritto di proprietà certo – e quindi certificabile – di un bene digitale. L’Nft può essere quindi considerato quale una sorta di carta di identità digitale di un’opera creativa, o di un qualunque collectible, che prima di essere immessa sul mercato viene tokenizzata, ovvero la generazione di un token che viene collegato all’oggetto digital in questione tramite uno smart contract, rendendo così possibile la certificazione della sua autenticità.

La digital art ha una lunga storia come espressione artistica, ma fino all’introduzione degli Nft e, quindi, della tecnologia blockchain, era impossibile assegnare un valore a questo tipologia di opere d’arte data la loro facilità di duplicazione. Proprio questo aspetto ha tenuto, almeno fino a qualche mese fa, lontani i tradizionali collezionisti di arte e la crypto art era considerata soltanto come qualcosa per esperti di tecnologia o per gli amanti dei bitcoin. Adesso la musica pare decisamente cambiata poiché con gli Nft al momento in cui la creazione digitale viene acquisita l’acquirente riceve il file con l’opera che incorpora un insieme di informazioni tra cui l’ora della creazione, le dimensioni, la tiratura e il track record di eventuali vendite, comprensive di prezzo e dei possessori precedenti. 
I dettagli che caratterizzano ciascuna opera, rendendola unica, restano così permanentemente “attaccati” all’opera d’arte stessa, fornendo una durevole garanzia di valore. Questo meccanismo mostra in modo chiaro i concetti chiave su cui la crypto art si fonda: la scarsità e l’autenticità.

Lo sviluppo tecnologico in atto ha così inaugurato una nuova era per gli artisti digitali e vede salire agli onori delle cronache internazionali artisti e creativi, spesso sconosciuti fuori dalla propria nicchia, che in poco tempo hanno raggiunto quotazioni da capogiro al pari dei grandi nomi dell’arte contemporanea. Qualche giorno fa ha fatto clamore Pet Supply, artista che ha messo in vendita – raccogliendo 447 ETH che corrispondono a circa novecento mila dollari, opere digitali che assomigliano ai lavori di Banksy. In rete si è subito aperto un dibattito per capire se Pet Supply sia proprio lo street artist più famoso al mondo. A questo interrogativo non esiste ancora la risposta definitiva, tuttavia, alcuni particolari suggeriscono che potrebbero essere un imitatore considerando anche che il vero Banksy ha sempre tuonato contro i profitti del mercato dell’arte. Segno evidente del cambiamento in atto è l’ingresso negli Nft della nota casa d’aste Christie’s, che, dal 25 febbraio all’11 marzo, metterà all’asta Everydays -The First 5000 Days, opera realizzata da Beeple, all’anagrafe Mike Winkelmann, già recordman dell’arte crypto. Si tratta della prima vendita all’incanto di un Not Fungible Token realizzata da una grande casa d’aste, un avvenimento di portata storica che inciderà sicuramente sullo sviluppo del mercato dell’arte digitale.

Noah Davis, specialist, post-war and contemporary art di Christie’s – ha di recente dichiarato il suo entusiasmo per l’opportunità di lavorare con Beeple, pioniere tra gli artisti digitali: “Vediamo questo momento come cruciale per il futuro dei new media e anche per il collezionismo stesso. Everydays – The First 5000 Days è un’opera monumentale composta da cinquemila immagini individuali create nel corso di altrettanti giorni. La capacità di rappresentare 13 anni di carriera di un artista in un’unica opera illustra perfettamente la natura di questo mezzo. Non diversamente dall’avvento della street art come categoria di collezionismo blue chip, l’arte basata su Nft è sulla soglia di diventare la prossima forza dirompente nel mercato dell’arte. Christie’s è orgogliosa di essere all’avanguardia di questo esaltante movimento”.

    The Seer di Ry David Bradley - Credit SuperRare
    Beeple - Everydays - The First 5000 Days - Credit Christie's Images LTD 2021
    DotPigeon - Frame di Envy - Credit dello stesso autore
    CBHOYO - I Actually Paid for This - Credit dello stesso autore

Beeple, che ha un track record di successo nel mondo creativo e che collabora con noti brand tra cui Apple, Space X, Nike e Samsung, commenta cosi: “Non vedo l’ora di vedere la prima opera d’arte digitale al 100% messa all’asta da Christie”. Penso che questo sia un momento davvero storico non solo per l’arte digitale, ma per l’intero mondo dell’arte. La tecnologia è ora in grado di dimostrare la proprietà e avere una vera scarsità di opere d’arte digitale, quindi penso che assisteremo a un’esplosione, non solo di nuove opere d’arte, ma anche di nuovi collezionisti e sono molto onorato di essere una parte di questo movimento”. Il 1° maggio 2007 Beeple ha deciso di creare e pubblicare una nuova opera d’arte ogni giorno e non si è mai fermato per 13 anni. Queste opere, conosciute come Everydays, formano uno degli insiemi più celebrati nella storia dell’arte digitale. 
L’opera all’asta – Everydays – The First 5000 Days, il cui token è stato creato da MakersPlace, fonde in un’unica composizione ogni singola immagine individuale creata nei primi 5000 giorni e fornisce, quindi, un’ampia panoramica del viaggio artistico di Beeple. L’artista è uno degli artisti digitali più ricercati in questo mercato, avendo recentemente venduto all’asta – su una piattaforma basata su blockchain – una collezione di venti opere per un totale di 3.5 milioni di dollari.

Le opere dell’artista Beeple affrontano temi come l’ossessione e la paura della società per la tecnologia; il desiderio e il risentimento verso la ricchezza e, naturalmente, le turbolenze politiche degli ultimi anni. Il fermento generato attorno a questo nuovo modo di collezionare è davvero impressionante e i marketplace dedicati si stanno sviluppando velocemente e stanno letteralmente vedendo i propri volumi di vendita esplodere. Negli ultimi 30 giorni sono state vendute globalmente opere Nft per un valore di oltre 100 milioni di dollari. Tra le principali piattaforme ricordiamo OpenSea, che dagli inizi di febbraio ha visto incrementare il volume delle vendite del 400% passate da 8 a 32 milioni di dollari; Nifty Gateway, SuperRare e Rarible. 
In estrema sintesi le piattaforme dedicate a questa arte si dividono in due macro categorie: open e curated. Nelle prime chiunque può caricare un proprio lavoro, mentre nelle seconde le opere, prima di finire sul mercato, vengono selezionate da una curatela. Accanto all’arte, sulle varie piattaforme, trovano posto anche Nft per oggetti digitali collezionabili di ogni tipo, come ad esempio un grande filone è quello legato al basket NBA o ai Pokémon.

Tra gli italiani attivi nel mondo dei Not Fungible Token c’è l’italiano DotPigeon, artista già presente in importante collezioni e con all’attivo mostre, in questo caso di opere fisiche, in gallerie italiane e internazionali tra cui Plan X Art Gallery e la Muciaccia Gallery di New York che commenta cosi: “La crypto art è la rivoluzione che la digital art aspettava e covava da diverso tempo. Finalmente non è più necessario usare un pennello o saper scolpire il marmo per essere considerati artisti. Viene quindi riconosciuto il valore della creatività a prescindere dal mezzo utilizzato per esprimerla”. DotPigeon sta lavorando in questi giorni al lancio di una nuova creazione NFT che avverrà il 6 marzo su Nifty. Altro artista “tradizionale” che ha avviato la produzione di opere d’arte basate su Nft è CBHoyo, indicato già qualche anno fa da Artnet tra i 10 più importanti artisti internazionali emergenti e oggi anche lui ospitato in importanti collezioni private di tutto il mondo: “Come con tutto il resto della vita, dobbiamo adattarci al cambiamento e all’innovazione, altrimenti si diventa obsoleti. In questo caso e momento, il cambiamento è rappresentato dalle crypto, che piaccia o no sono state create per restare, quindi tanto vale abbracciarle e fare qualcosa con loro”. “Trattando ogni giorno tematiche legate all’arte e innovazione, non posso che rimanere affascinato per come la crypto art sia diventata una concreta e fluida realtà nell’ambito del collezionismo – spiega Andrea Concas, collezionista ed art entrepreneur, fondatore e ceo di Art Rights. Un mondo praticamente inesplorato e con dinamiche proprie, fuori dal canonico mercato e dallo stesso sistema dell’arte che, tuttavia, si sta imponendo a suon di concrete vendite, affermandosi su nuovi e vecchi artisti fisici, come il caso d’eccellenza del duo italiano Hackatao”.

Ry David Bradley, artista nativo digitale che ha esposto in gallerie e musei di tutto il mondo e che vanta opere ospitate nella collezione permanente della National Gallery of Victoria, all’Herning Museum of Contemporary Art e in numerose altri istituzioni internazionali commenta così il fenomeno: “Il livello di entusiasmo e supporto in atto sugli NFT unito al periodo anomalo e di isolamento che stiamo attraversando differenzia questo fenomeno da cose viste in precedenza. Oggi il mondo della creatività appare più condiviso e meno isolato e sta passando il concetto che i creativi vanno pagati per ciò che fanno sul digitale. Gli utenti supportano altri utenti. In poche parole sta accendendo ciò a cui molti produttori nativi digitali hanno lavorato e sognato per anni”. Ry David Bradley ha da poco venduto una sua opera Nft a oltre 15mila dollari, prezzo superiore rispetto alla stessa identica opera fisica: “È stata una attestazione che sentivo che il collezionista voleva fare. E forse ora, dopo venti anni di pirateria digitale, stiamo arrivando a capire cosa potrebbe essere la scarsità digitale, la blockchain diventa l’arbitro della paternità e della gestione dei diritti. I due diversi collezionisti, che interpretano ognuno a proprio modo il collezionare arte, hanno adorato entrambi la situazione creata. Ancora non so veramente quale sia l’originale, quale sia la più durevole nel tempo, quale sia la più bella, quale sia può essere apprezzata da più persone, ma tutto ciò è qualcosa da capire mentre andiamo avanti”.