La medical company che sta contribuendo alla lotta al Covid con i suoi dispositivi per la somministrazione del vaccino

Daniela Delledonne
Share

Articolo tratto dal numero di marzo 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Dalla prima fabbrica negli Stati Uniti per la produzione di aghi e siringhe, alle più moderne soluzioni diagnostiche di tipo immunologico e infettivologico ci sono oltre 120 anni di storia. Becton Dickinson, medical company statunitense fondata nel 1897, in tutto questo tempo ha continuato a innovarsi attraverso i progressi della ricerca scientifica. Quest’anno compie 50 anni di presenza in Italia, un Paese dove dà un contributo concreto al Sistema sanitario nazionale con i suoi test e dispositivi specifici per la diluizione e somministrazione dei vaccini. Forbes Italia ha ripercorso la storia di questa azienda del settore healthcare insieme a Daniela Delledonne, a partire dal 2014 country general manager di BD Italy & Greece. Una carica che ha lasciato dal primo marzo 2021 per assumerne una ancora più prestigiosa, quella di vicepresidente e general manager BD Biosciences Emea (Europe, Middle East and Africa). 

BD festeggia i suoi 50 anni in Italia. Com’è cambiata l’azienda in tutto questo tempo e come la descriverebbe oggi?

Quando BD è stata fondata alla fine del 19° secolo, si trattava di una startup che aveva introdotto alcuni degli elementi fondamentali della medicina moderna, come aghi e siringhe per la somministrazione di farmaci e vaccini, dispositivi per la raccolta dei campioni ematici per migliorare l’accuratezza delle diagnosi, e molte altre tecnologie a supporto dell’assistenza sanitaria. In tutto questo tempo l’azienda ha continuato a innovarsi. Quest’anno celebriamo il 50esimo anno di presenza in Italia, una realtà ormai consolidata grazie alla dedizione e al contributo professionale e umano dei propri dipendenti. Per questo motivo BD si impegna concretamente a far crescere i talenti, a sviluppare programmi di life work balance e ad offrire a tutti – uomini e donne – le stesse possibilità di concorrere per le posizioni manageriali più alte.

Potrebbe descrivere il gruppo nelle sue varie business unit?

Becton Dickinson è una medical company fondata nel 1897 e con sede a Franklin Lakes, New Jersey, negli Usa. A livello globale conta circa 65mila collaboratori, con un fatturato nell’ordine dei 16 miliardi di dollari. BD opera attraverso tre grandi segmenti: BD Medical, con dispositivi medici, sistemi di iniezione e di infusione del farmaco e Sistemi Error-Free per la gestione di processi critici; BD Life Sciences, con strumentazione e reagenti all’avanguardia per la medicina di laboratorio e la diagnostica avanzata, fino alla grande automazione dei laboratori di microbiologia e ai sistemi automatizzati di logistica del farmaco; BD Interventional, con soluzioni avanzate per la sala operatoria, i reparti di terapia intensiva e l’urologia.

In Italia è in corso una campagna vaccinale di massa senza precedenti. C’è qualche prodotto di BD che potrebbe agevolarla? 

Becton Dickinson costruì negli Stati Uniti la prima fabbrica per la produzione di aghi e siringhe nel 1897. Oggi la nostra azienda continua a essere uno dei maggiori player nella produzione e commercializzazione di questi dispositivi. Anche nella contingente emergenza sanitaria, BD ha fornito e continua a fornire dispositivi specifici per la diluizione e somministrazione dei vaccini, ottimizzando le condizioni di utilizzo per garantire l’immunizzazione della maggior parte di individui eleggibili, in una situazione contingentata. 

BD è tra i leader nel settore delle tecnologie medicali. Potrebbe descrivere i vostri prodotti che ritiene più innovativi e quali migliorie apportano agli ospedali?

Solo per farle qualche esempio, BD propone soluzioni diagnostiche di tipo immunologico e infettivologico in continua evoluzione, grande automazione per la logistica del farmaco e dei medical device nonché per i laboratori microbiologici, unitamente a tecnologie interventistiche che possono migliorare la vita del paziente e il lavoro degli operatori sanitari anche risultando compatibili con la sostenibilità di sistema.

Come realtà del mondo healthcare, che cosa avete pensato per aiutare il sistema sanitario e gli operatori durante l’emergenza?

BD si è da subito impegnata nella ricerca e commercializzazione di prodotti che potessero supportare i sistemi sanitari, gli operatori e i pazienti durante le ondate pandemiche. Esempi specifici sono lo sviluppo di test molecolari per la ricerca del Covid, di test antigenici Point of Care, di test immunologici con valore predittivo sull’aggravarsi dell’infezione da Sars Cov 2 e sulla probabilità di intubazione del paziente o di ricovero in terapia Intensiva.

Pensa che il suo settore uscirà rafforzato da questa pandemia?

Il settore medicale, così come molti altri comparti industriali, ha sofferto della discontinuità generatasi nelle normali attività produttive a causa della pandemia. La chiusura di molti ospedali e il posticipo delle normali attività diagnostiche e ambulatoriali hanno avuto e avranno un impatto sul comparto. In positivo, la difficoltà attraversata dal sistema sanitario durante la pandemia ha rinforzato la consapevolezza del ruolo determinante svolto dall’industria medicale e del contributo decisivo in termini di ricerca, innovazione ed evoluzione tecnologica che possiamo mettere a disposizione.

Quali insegnamenti ha tratto da questo periodo?

Il momento che stiamo affrontando a livello globale e le limitazioni imposte dalle normative hanno obbligato un po’ tutti a una riflessione sull’importanza della socialità e della reciproca solidarietà. La pandemia ha imposto alla nostra azienda, come alle altre, un ripensamento nell’organizzazione delle attività lavorative ma, nonostante le difficoltà, ho toccato con mano come l’impegno e la dedizione delle singole persone non siano mai venuti meno. Ci siamo sentiti coinvolti nel supportare il nostro Paese e con grande senso di responsabilità abbiamo lavorato a fianco di istituzioni, medici e infermieri per far fronte alla pandemia.