Smart working o ufficio? 30 aziende italiane provano una terza via

smart alliance, progetto
da sinistra a destra: Walter Ruffinoni, ceo di NTT DATA Emea e Italia; Marco Alverà, ceo di Snam; Marco Sesana, country manager Italy & global business lines di Generali e ceo di Generali Italia
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A un anno dallo scoppio della pandemia, le grandi aziende italiane tirano le prime somme e tra lo smart working e il pendolarismo quotidiano casa-ufficio, sono ora decise a sperimentare una terza via. E così è nato Smart Alliance, un progetto che unisce le aziende del Consorzio ELIS intorno all’obiettivo di condividere spazi di lavoro diffusi, dotati di tecnologie e prenotabili con app. Per individuare con un click quello più vicino e più adatto all’attività in agenda.
Presentata ufficialmente martedì 13 aprile a Roma, la sperimentazione di questo nuovo progetto coinvolgerà cinque città in tutta Italia: Milano, Roma, Napoli, Trapani, Catania e 30 aziende dei settori telecomunicazioni, energia, trasporti, finanza e alimentazione. Dallo scoppio della pandemia da Covid-19 stiamo assistendo a una vera e propria trasformazione del mondo del lavoro”, spiega Walter Ruffinoni, amministratore delegato di NTT DATA Emea e Italia, che presiede il nuovo progetto di Semestre del Consorzio ELIS da cui parte l’iniziativa. “Da parte di imprese e lavoratori è aumentata la consapevolezza di trovare nuove modalità di lavoro e nuove forme di utilizzo degli spazi. Oltre ad un buon equilibrio tra vita privata e professionale, è necessario considerare gli uffici come luoghi di relazione in cui favorire lo scambio creativo alla base di qualsiasi innovazione”.
Il compito di analizzare l’evoluzione della sperimentazione e raccogliere dati utili a valutare l’efficacia di un nuovo modo di concepire la disponibilità di spazi lavorativi, è stata affidata al gruppo di ricercatori coordinato dal prof. Luca Solari, ordinario di Organizzazione aziendale presso l’Università degli Studi di Milano: “Avevamo considerato il rapporto di lavoro determinato dalla quantità di tempo, ed aveva senso in una logica in cui il tempo aveva una connotazione lineare con quello che era il prodotto. Ora però la relazione è profondamente diversa, le persone esprimono esigenze in una differente configurazione di questo tempo, sia spazialmente che in termini di quantità. Siamo in prossimità di una nuova rivoluzione socio-tecnica che riguarda comunità, aree geografiche e distribuzione dell’organizzazione. È necessario progettare luoghi di lavoro che mettano insieme le esigenze della variabile umana e del processo tecnico”.

Il Progetto di Semestre Smart Alliance riceve il testimone dal Semestre precedente Mindset Revolution, che sotto la presidenza di Generali Italia ha visto le aziende del Consorzio ELIS confrontarsi sulle sfide del cambiamento a cui sono chiamate. “Con il programma ‘Mindset Revolution’ abbiamo voluto potenziare una nuova cultura digitale, inclusiva, che abbia al centro la “persona”, rilanciando una partnership forte fra scuola, università, comunità e aziende, commenta Marco Sesana, country manager & ceo Generali Italia e global business lines. “Il nuovo programma ‘Smart Alliance’ coglie un punto centrale anche per Generali che è quello di trasformare il luogo di lavoro in un luogo di relazione e benessere in cui, attraverso contaminazione, co-creazione e apprendimento, si contribuisca a creare valore per le persone”.

La sperimentazione partirà a breve con la scelta dei pionieri incaricati (300 in totale) di coordinare le attività delle sedi. Il prossimo 13 ottobre 2021 le sperimentazioni del Consorzio proseguiranno quindi con il successivo Progetto di Semestre guidato dall’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, che sarà dedicato ai temi della formazione e del rapporto scuola-lavoro, con particolare attenzione a promuovere la partecipazione di giovani ragazze ai percorsi scolastici e universitari dei settori tecnico-scientifici che rappresenteranno in futuro una quota sempre più importante delle opportunità di lavoro.