Regista da Oscar, attivista per gli oceani: James Cameron racconta a Forbes il suo nuovo documentario sulle balene su Disney+

(Photo by Tommaso Boddi/Getty Images for AMC)
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“Non ti avvicini di soppiatto a un cetaceo. Sa che ci sei ancora prima che tu scenda dalla barca, grazie alla sua eco-localizzazione, ai suoi sensi acustici. Non solo: i cetacei – o almeno alcuni di loro – possono vedere all’interno del tuo corpo. L’orca, per esempio, non è solo un superpredatore all’apice della piramide alimentare dell’oceano: è anche all’apice della piramide dei pensatori. Ha un cervello molto più grande del nostro. I cetacei sono animali molto intelligenti. Per questo sono davvero interessanti da osservare”. A parlare è James Cameron, regista premio Oscar per Titanic ed esploratore (è explorer at large di National Geographic). Al recente Sxsw di Austin, in Texas, che si è svolto quest’anno in formato digitale, Cameron ha presentato, assieme al fotografo Brian Skerry, la serie documentario Secrets of the Whales. Narrato dall’attrice Sigourney Weaver, che ha collaborato con Cameron in Aliens – Scontro finale e Avatar, verrà presentato su Disney+ il 22 aprile 2021, in occasione dell’Earth Day.

“Abbiamo filmato per tre anni in ventiquattro differenti località nel mondo, per studiare la vita e la cultura incredibile di balene di tutti i generi, narvali, megattere, beluga, capodogli e orche”, racconta Cameron, che è accreditato come produttore esecutivo. Se l’umanità sta affrontando la pandemia da Covid-19, questi cetacei affrontano da anni i problemi dell’inquinamento e del riscaldamento climatico, che mettono a rischio la loro sopravvivenza. “Sono molto preoccupato per tutte le creature oceaniche colpite dall’attività umana, dai rifiuti scaricati nei mari e dall’inquinamento acustico”, spiega Cameron. “Il rischio è che questi animali vengano avvelenati e assordati da noi, che i loro comportamenti, le loro strategie di alimentazione, le loro abitudini di accoppiamento e riproduttive, vengano smantellate da tutto questo rumore, dai sonar militari, dalla plastica e da altri materiali inquinanti. Queste creature meravigliose continueranno a diminuire, a meno di prendere presto seri provvedimenti”.

James Cameron è da sempre convinto della profonda connessione tra business e rispetto per la natura, tanto da riuscire a farne un’arma vincente anche al cinema, oltre che nel settore della mobilità. Ispirati da Avatar, e assieme allo stesso team del film e a Cameron, i designer, ingegneri, scienziati e ricercatori di Mercedes-Benz hanno inventato la “vettura concettuale”, futurista e totalmente sostenibile. Mercedes-Benz Vision Avtr (Advanced vehicle transformation) è un connubio tra uomo, macchina e natura, per un perfetto equilibrio sostenibile.

Cameron è vegano da anni e promuove questo tipo di alimentazione come una delle soluzioni alla crisi ambientale. “Se solo non mangiassimo carne e latticini”, afferma, “potremmo ridurre la nostra impronta agricola a circa un decimo di quella che è adesso. Usiamo costantemente gli oceani come discariche o servizi igienici, anche per il nostro deflusso agricolo, che ha creato oltre 400 zone morte. Questo può interrompere l’intera catena alimentare nell’oceano”. Per perseguire l’obiettivo un’agricoltura sostenibile, nel 2014 James ha acquistato la cantina e i vigneti Beaufort Vineyard & Estate Winery a Courtenay, nella provincia canadese della British Columbia. Nel 2019, con il collega neozelandese Peter Jackson, regista della trilogia del Signore degli Anelli, ha annunciato una collaborazione per realizzare prodotti vegan, che prevede saranno il cibo più richiesto e sostenibile nei prossimi 20-30 anni. Nel 2012 aveva acquistato terreni nel South Wairarapa, in Nuova Zelanda, dove cresce frutta e verdura organici, che vende poi nel suo caffè e negozio Forest Food Organics, vicino a Greytown.

Aliens
Il poster di Aliens – Scontro finale di James Cameron. La protagonista del film, Sigourney Weaver, narrerà Secrets of the Whales (foto imdb.com)

Del resto, Cameron è un visionario che crede anche nella tecnologia come arma vincente per il futuro. Racconta di avere trascorso quasi vent’anni a costruire telecamere avanzate per le ambientazioni oceaniche, ha contribuito a creare il sistema digitale 3D Fusion Camera System e ha collaborato con la Nasa per realizzare telecamere per il Curiosity Rover spedito su Marte. Si dice anche molto interessato al movimento di umani che vogliono vivere su quel pianeta, al punto da essere membro della Mars Society. E si è perfino immerso negli abissi oceanici, battendo un record: assieme a un gruppo di scienziati della Nasa ha esplorato una catena montuosa sottomarina, la Dorsale Medio-Atlantica, dove vivono alcune delle specie più rare del pianeta. Sta anche lavorando su strumenti 3-D, fotocamere più silenziose e meno intrusive, progetti che includono l’intelligenza artificiale e “materiali piccoli, silenziosi e robotici”, studiando e facendo ricerca per realizzare una rete di satelliti meteorologici per monitorare gli oceani.

Cameron, nato in Canada, si trasferì negli Stati Uniti nel 1971. Oggi vive tra la California e la Nuova Zelanda, paese di cui si è innamorato mentre vi girava Avatar. Ha studiato fisica, anche se non ha conseguito la laurea, perché già attivo professionalmente. Oltre che regista, è produttore, sceneggiatore e montatore. È sempre attivo nell’ideazione e nella realizzazione di nuove tecnologie cinematografiche, oltre ad avere contribuito allo sviluppo della computer grafica e del cinema tridimensionale. È il fondatore di Lightstorm Entertainment, Digital Domain e Earthship Productions, società di produzione cinematografiche indipendenti, con cui ha sviluppato diversi progetti che gli stanno a cuore. Le sue pellicole più famose – Avatar e Titanic – sono il primo e il terzo film di maggiore incasso della storia del cinema. Gli incassi dei suoi film da regista ammontano a oltre 5,2 miliardi di dollari. Adesso è impegnato nei quattro sequel di Avatar, girati tra Manhattan Beach, vicino a Los Angeles, e la Nuova Zelanda. Salvo altri slittamenti, Avatar 2 dovrebbe uscire al cinema a dicembre 2021. I capitoli successivi sono previsti per il 2023, il 2026 e il 2027.

Come ha deciso di realizzare Secrets of the Whales?

È il tipo di argomento impegnativo e scoraggiante che mi attira. È qualcosa che mi è successo per gran parte della mia lunga carriera. Per me è sempre molto importante che le persone capiscano bene l’argomento. Con questo progetto tenevo a illustrare come pensano queste creature, quali sono le loro emozioni, com’è la loro società e se ci sono similitudini con la nostra, perché la gente non protegge ciò che non ama. È qualcosa che ho appreso fin dal principio, quando cominciai a fare questo lavoro. Ogni volta che siamo riusciti a ottenere una ripresa bellissima, ero consapevole che ogni scatto fosse un dono dell’oceano e che tutti gli elementi si fossero allineati. 

Lei è sempre stato un attivista ambientale, indirizzando tutta la sua produzione cinematografica in questa direzione. Oltre a grandi blockbuster come Terminator, Titanic, Aliens e Avatar, si è dedicato a molti documentari naturalistici, come Aliens of the Deep e Ghosts of the Abyss, entrambi girati sotto la superficie dell’oceano. 

Tutta la mia esistenza è, da sempre, improntata alla sostenibilità. E sono convinto che il futuro sia lì. A questo punto, ci dobbiamo chiedere quale domani vogliamo: intendiamo continuare a prendere e sfruttare, o puntiamo o essere custodi della natura? Per me tutta l’industria manifatturiera dovrebbe prendere la direzione giusta e divenire, al più presto, sostenibile. 

Al Ces di Las Vegas del 2020 ha presentato anche la “vettura concettuale” Mercedes-Benz Vision Avtr. Lei ha un grande interesse al rapporto tra le macchine e l’umanità, fin dai tempi di Terminator.

L’idea di Terminator mi nacque in una notte di incubi e malessere. Adoro le macchine. In particolare, la Mercedes-Benz Vision Avtr è la manifestazione fisica di una filosofia o di un’idea spirituale. È capace di ispirarmi. Per me una collaborazione non è mai ovvia o scontata, mi deve convincere lo scopo. Quella macchina ha un sistema in grado di riconoscere addirittura il battito cardiaco e il respiro, come l’energia che vibra tra gli alberi o nell’aria, è stata disegnata e creata in armonia con le forze naturali. È veramente come un organismo vivente e l’uomo diventa tutt’uno con quella macchina. Sono stato affascinato dall’idea visionaria e dal principio di sostenibilità che la caratterizzavano. Sono da sempre stato ammaliato dal rapporto che si poteva creare tra natura e tecnologia. Sono convinto che anche l’industria del lusso, per continuare a essere vincente, debba essere il più possibile sostenibile. Questa è la direzione per sviluppare una buona tecnologia, che migliori il pianeta.

Quali sono state le sue regole per avere successo a livello professionale?

Sono guidato dalla passione di raccontare storie, che, in fondo, fin dai tempi degli antichi greci ha sempre ispirato l’umanità. Applico questo principio in tutti i settori in cui opero. Ho sempre amato anche le immagini ed è per questo che ho scelto di diventare regista, specialmente dopo che vidi Guerre Stellari al cinema. Mi sono sempre dedicato, però, anche alla sostenibilità, all’alimentazione, all’impatto sull’agricoltura, all’energia alternativa. Sono tutti settori su cui mi sento di investire. Amo con la stessa passione l’innovazione tecnica: mi piace creare nuova tecnologia, portare sullo schermo cose che nessuno ha mai realizzato prima, o di cui addirittura non si capisce il funzionamento.

Cosa ci si deve aspettare dai sequel di Avatar?

James Cameron Avatar
James Cameron, il produttore Jon Landau e gli attori Sam Worthington, Zoe Saldana e Sigourney Weaver festeggiano dopo la vittoria di Avatar ai Golden Globe 2010 (foto Kevin Winter/Getty Images)

Celebreranno la natura e la connessione con essa in modo ancora più profondo e originale. Susciteranno meraviglia, curiosità e una gioia di essere in mezzo alla natura che vi riporterà alle emozioni dell’infanzia. Sono cresciuto in un ambiente rurale in Canada e mi sono reso conto di come, vivendo in città, la gente tenda a urbanizzarsi. Ritornare alla natura stimola la creatività e aiuta a essere più produttivi. Negli Avatar abbiamo lavorato a creare un mondo immaginario e tecnologico, ispirato a quello vero, che fa venire voglia di esserne parte. Aiuta a ricordare quanto sia prezioso il pianeta Terra e quanto sia importante continuare a investire in esso. Per la sua sopravvivenza, ma anche per la nostra, servendoci della buona tecnologia.

Cosa auspica per il futuro progresso tecnologico? Lei ha addirittura atteso anni per avere la tecnologia giusta per realizzare un film (Avatar ha introdotto nel mondo del cinema nuove tecnologie visive, con innovativi effetti speciali della società neozelandese Weta Digital, nota per la trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, che è anche uno dei co-fondatori, ndr).

Credo nel bisogno dell’innovazione. Nel mondo del cinema, per esempio, uno dei segreti per attirare l’audience è essere capaci di farla sognare a occhi aperti. La cosa peggiore per un artista è di divenire irrilevante. Per restare rilevanti – e questo vale in ogni settore – è importante cambiare e sapersi adattare. La maggior parte di quello che ho imparato agli inizi non esiste quasi più. Quello che resta determinante è sapere investire sulle emozioni umane e su personaggi forti. Il digitale ha assunto un ruolo importante: bisogna essere informati e cavalcare l’onda giusta, se si vuole sopravvivere. La tecnologia ci sta cambiando e la dobbiamo inserire nelle nostre vite. Grazie a essa, sono possibili molte più cose rispetto al passato. E bisogna sempre ricordare che, in ogni caso, tutto comincia da un’idea.