Come vincere la povertà? Fame, discriminazione e inclusività sono i temi della seconda puntata di Fabrica Floridi

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Vincere le povertà: nell’economico, nel sociale, nel culturale. È questo il tema della seconda puntata del web show Fabrica Floridi, condotto dal filosofo Luciano Floridi da Oxford e scritto da Enzo Argante, che ha visto protagonista don Gino Rigoldi, icona dell’impegno sociale giovanile con la sua Fondazione e con Comunità Nuova.

La puntata è disponibile dal 17 maggio alle 18 su De Aretè, piattaforma della comunicazione responsabile di Nuvolaverde realizzata con il corso di laurea magistrale in giornalismo,  il master in comunicazione digitale dell’Università Parma e con studenti e laureati delle redazioni tematiche in dieci città del magazine tv&web Siamo Jedi, edito con BFC Forbes e Il Sole 24 Ore. Le lezioni e gli interventi del grande filosofo, anche attraverso la fanpage su Facebook, esplorano il cambiamento disegnato dal digitale per la sostenibilità.

Luciano Floridi pone sul tavolo il tema delle povertà: “Che vanno ben oltre la mancanza di guadagno e di risorse per assicurarsi da vivere in maniera sostenibile. Tra le sue manifestazioni c’è la fame e la malnutrizione, l’accesso limitato all’istruzione e agli altri servizi di base, la discriminazione e l’esclusione sociale, così come la mancanza di partecipazione nei processi decisionali. La crescita economica deve essere inclusiva, allo scopo di creare posti di lavoro sostenibili e di promuovere l’uguaglianza”.

Anche Don Gino Rigoldi ha sottolineato tra l’altro “incongruenze e disattenzioni della famiglia, della pubblica amministrazione, delle istituzioni, della stessa Chiesa e la necessità di una presenza sul territorio e con azioni concrete per preparare il futuro di questi ragazzi”.

Emozionando con il racconto duro delle difficoltà dei giovani ‘abbandonati senza guida’ anche al digitale e in balia della jungla delle periferie delle grandi città come Milano.

Introdotti dagli auguri in musica di Jovanotti per gli 80 anni di don Gino e dalle domande delle varie redazioni, il programma propone anche il loro contributo di idee e visioni di: Chiara Burberi, fondatrice Redooc (piattaforma didattica innovativa dedicata alle scuole medie e superiori) sulla necessità che le strutture formative si aprano all’orientamento sui grandi temi, per esempio sostenibilità e transizione finanziaria in testa; Simona Maggini, Country Manager WPP Italia, la più grande agenzia di comunicazione del mondo, che invita alla determinazione e alle scelte anche ‘più scomode’ per abilitare azioni meno standard; Rossella Miccio, presidente di Emergency che, in collegamento da Entebbe in Uganda, dove ha inaugurato un nuovo ospedale, si augura una società più giusta e più equa.

Fuori campo, a scandire tempi e modi della narrazione, il direttore di De Aretè e presidente di Nuvolaverde, Enzo Argante. In redazione, gli studenti del corso di laurea magistrale in giornalismo e del master in comunicazione digitale dell’università di Parma (Lisa Bencivenga, Roberta Corso, Laura Lipari, Simona Losito, Micol Maccario, Stefano Dondi, Stefano Martini, Ludovica Sarais, Lisa Fanti, Flavia Cellerino, Federica Morichetti, Edoardo Gregori, Alice De Luca, Nico Rodriguez, Arianna Lardiello, Chiara Verra, Gloria Roselli) e gli Jedi di Nuvolaverde.

La regia è di Giuseppe Scutellà (Teatro PuntozeroBeccaria) produzione di Lisa Mazoni con  i ragazzi dell’area penale interna ed esterna IPM e USSM Cesare Beccaria di Milano: Elisa Colaiacovo, Mattia Gallistru, Loredana Jovanovic, Buba Mass, Lisa Mazoni, Natanaele Pogliaghi,  Sara Ruggiero, Alex Simbana, Sarah Sogaro, Geson Udorovic, Enea Pablo Zen Scutellà.

La puntata è disponibile in rete a dal 17 maggio sul sito De Aretè.