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La storia segreta del proprietario di OnlyFans. Che è diventato miliardario

Questo articolo di Thomas Brewster e David Dawkins è apparso su Forbes.com

Il giro d’affari di OnlyFans, il sito di contenuti per adulti e pornografici, è esploso durante la pandemia. Il principale azionista della società è diventato miliardario. E sono nate nuove preoccupazioni legate al suo passato.

Nell’ottobre 2018 Leonid Radvinsky, oggi 39enne, barone del porno online residente in Florida, acquistò il 75% circa di una società in crescita, ma sconosciuta ai più, chiamata Onlyfans. All’epoca OnlyFans, che ha sede a Londra, era un sito di video e un social network ancora in fase embrionale, che permetteva ai professionisti dell’intrattenimento per adulti di guadagnare soldi senza lasciare le comodità della loro casa. I “creatori di contenuti” – perlopiù pornostar – aprono un account tramite la piattaforma e chiedono agli spettatori (che l’azienda chiama “fan”) di pagare un abbonamento tra i 4,99 e i 49,99 dollari al mese. I performer tengono per sé l’80% di quel denaro.

Durante la pandemia, tutte le produzioni cinematografiche – per adulti e non – sono state sospese e milioni di persone sole si sono trovate bloccate in casa. Gli affari di OnlyFans, così, sono esplosi. Nel periodo di 12 mesi che si è concluso nel novembre 2020, la società ha registrato entrate per 400 milioni di dollari, con una crescita del 540% rispetto all’anno precedente. L’80% è arrivato dagli utenti americani. Il numero di creatori di contenuti è quasi quintuplicato ed è arrivato a 1,6 milioni. Tra questi anche star mainstream, come Cardi B, Dj Khaled, Fat Joe e Rebecca Minkoff. Il numero totale di fan paganti è salito fino a 82 milioni, con un incremento del 500%. I profitti prima delle tasse sono aumentati da 6,6 a 60 milioni di dollari. Forbes calcola che la quota di Radvinsky in Fenix International – la parent company di OnlyFans – lo abbia reso un nuovo miliardario: è stimata in circa 1,8 miliardi di dollari.

Al di là di questi strabilianti dati finanziari, pubblicati nel Regno Unito, non si sa molto su Radvinsky, che non ha risposto a ripetute richieste di commento. Anche un portavoce di OnlyFans ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

Quello che si sa è che OnlyFans è stato fondato nel 2016 da un imprenditore britannico di nome Timothy Stokely, ora 37enne, assieme al padre, Guy Stokely (un banchiere in pensione) e al fratello Thomas. Alcuni documenti depositati nel Regno Unito indicano in Radvinsky e Guy Stokely i soli dirigenti della compagnia. Timothy, Thomas e Guy Stokely hanno tutti rifiutato di rilasciare dichiarazioni per questo articolo.

Le poche altre cose note sul conto di Radvinsky non sono lusinghiere. Circa 20 anni fa, prima che la pornografia online diventasse disponibile gratis su larga scala, il neo-miliardario gestiva un piccolo impero di siti che promettevano l’accesso – con password “illegali” e “hackerate” – a siti porno. Tra questi, anche alcuni che, secondo quanto pubblicizzato, comprendevano contenuti con minorenni. Alla fine degli anni ’90 portali del genere, che linkavano ad altri siti, erano comuni e venivano utilizzati per promuovere non solo il porno, ma anche le scommesse online e altre attività da mercato grigio.

Radvinsky, però, era particolarmente aggressivo. Tramite l’esame dell’archivio di siti web di Wayback Machine, Forbes ha scoperto 11 siti del genere, tutti creati tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 da Radvinsky e da Cybertania, la sua società con sede a Glenview, Illinois. Tra questi c’era Password Universe, che, nel 2000, pubblicò un link che indirizzava gli utenti verso un portale che affermava di offrire ai pedofili oltre 10mila “password illegali per contenuti con pre-adolescenti”. Nel 1999, un sito chiamato Working Passes aveva un link per “l’hardcore più hot con minorenni”, comprendente contenuti con 16enni. Sempre nel 2000 un altro sito, Ultra Passwords, prometteva un link con “le migliori password illegali per contenuti con adolescenti” e “il sito di zoofilia più caldo del web”. L’età minima per poter recitare in un porno, negli Stati Uniti, è di 18 anni. La zoofilia è illegale nella maggior parte degli stati americani (The Wayback Machine ha rimosso i vecchi siti di Radvinsky dai suoi archivi dopo avere parlato con Forbes).

Non ci sono prove, però, che i siti di Radvinsky rimandassero davvero a pedopornografia o zoofilia. I siti, invece, sembrano essere serviti a Radvinsky per guadagnare, chiedendo soldi ai suoi partner (veri siti porno) per ogni clic. Forbes non è autorizzato ad accedere a questi contenuti. Ha chiesto allora alla Internet Watch Foundation (Iwf), un gruppo specializzato nella rimozione di contenuti simili dalla rete, di controllare le pagine archiviate contenenti link che pubblicizzavano porno con minorenni. Secondo l’Iwf, nessuna rimandava a materiale illegale.

I collegamenti, invece, portavano verso siti simili che offrivano ulteriori link a password gratuite per materiale porno o altri contenuti per adulti. Nel 2002, un anno prima che Radvinsky si laureasse alla Northwestern University, dove ha studiato economia, la sua società, Cybertania, fece causa a Verisign, un’azienda che si occupa di registri per i nomi dei domini e di dorsale di rete. Cybertania accusava Verisign di avere trasferito uno dei suoi siti a qualcun altro. Nella causa, l’azienda di Radvinsky affermò di collaborare con quegli stessi siti per i quali diceva di avere “hackerato” le credenziali. “Cybertania guadagnava una somma di denaro per ogni link e password”, scrisse il legale di Cybertania. In un’altra causa contro Radvinsky, il querelante affermava che Ultra Passwords “presentava un quadro falso: quello di fornire password ‘hackerate’ (cioè rubate) per ottenere servizi gratuiti da altri siti pornografici, che erano in realtà partner d’affari”.

Era un affare schifoso, ma redditizio. Nella causa di Cybertania contro Verisign, la società di Radvinsky dichiarò che il sito Ultra Passwords, nel 2002, stava generando entrate per 5mila dollari al giorno, pari a 1,8 milioni all’anno.

Radvinsky è stato inafferrabile durante i quasi 20 anni trascorsi tra l’inizio dei suoi affari con i link del sesso e il suo acquisto del 75% di OnlyFans. All’inizio degli anni 2000, creò una manciata di siti con link a filmini pornografici delle celebrità e a MyFreeCams, un portale che si proclama il servizio numero uno al mondo di porno via webcam. Il suo nome è anche apparso, talvolta, in cause legali. Nel 2003 e nel 2004 Amazon e Microsoft fecero causa a Radvinsky in una corte distrettuale di Seattle per presunte campagne di spam che utilizzavano il nome di Amazon e il tool per e-mail di Microsoft per offrire “denaro gratuito dal governo”, oppure link a siti per adulti. Radvinsky negò tutte le accuse. La questione fu risolta in via stragiudiziale nel 2005. A Radvinsky e alle sue aziende fu proibito di utilizzare il nome di Amazon nello spam o di usare tutti i tool per e-mail di Microsoft. Nel 2005 Cybertania è stata citata in giudizio da una modella, Sheila Lussier, per avere utilizzato la sua immagine (con i vestiti addosso) su uno dei suoi siti porno. La società ha negato l’accusa. Lussier dice di avere raggiunto un accordo economico per una cifra che non ha rivelato.

Anche OnlyFans ha avuto i suoi problemi per la questione dei performer minorenni. Poiché il sito non verifica in modo indipendente l’età di chi appare nei contenuti, è piuttosto facile mentire. Alla fine di maggio, un’inchiesta della Bbc ha rivelato che una 14enne era stata in grado di creare un account su OnlyFans come performer utilizzando il passaporto della nonna. Un alto ufficiale di polizia disse alla Bbc che OnlyFans “non fa abbastanza per mettere in atto misure che impediscano ai minori di cogliere l’opportunità di guadagnare soldi e che prevengano anche lo sfruttamento minorile”. In risposta, OnlyFans ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato di utilizzare “tecnologie all’avanguardia” e “monitoraggio tramite addetti” per cercare di evitare che i minori di 18 anni condividano contenuti sulla piattaforma. La società ha detto di prendere la questione “molto seriamente”.

Signy Arnason, associate executive director del Canadian Center for Child Protection, dice che il suo gruppo riceve spesso segnalazioni secondo cui alcune modelle di OnlyFans potrebbero essere minorenni. Arnason descrive gli sforzi di OnlyFans per proteggere i performer sotto i 18 anni come “minimi”. OnlyFans ha “la responsabilità morale ed etica di fare meglio su questo fronte”, aggiunge.

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