Space economy, le aziende si preparano alla rivoluzione dei big data e dei servizi innovativi

Share

Lo Spazio oggi è uno dei motori più potenti di sviluppo, soprattutto in ambito economico. I protagonisti nel prossimo futuro saranno il remote sensing, i droni, i satelliti, l’integrazione dei domini, le app e i servizi derivati dallo Spazio: un continuum con la Terra, basato sui Big Data generati. “Si parla di numeri a 11 zeri”, ha sottolineato Marco Addino, Managing Director, Aerospace & Defense Lead ICEG di Accenture, nel corso del webinar “Earth Through Different Eyes”, organizzato da Forbes Italia e da Accenture Italia. “Un aspetto fondamentale dell’economia spaziale – ha proseguito Addino – avrà a che fare prima con la capacità della catena di gestione di questo immenso valore di essere frastagliata, eterogenea, diversificata nell’offerta delle skill industry specific. I dati saranno sempre più centrali, insieme alla capacità di acquisire informazioni, velocemente e al giusto costo, processate da data scientist in grado di interpretarle e valorizzarle al meglio per essere applicate a livello industriale. Operare in ottica ecosistemica sarà dunque fondamentale per la promessa di continuità che questa rivoluzione richiede. Accenture si pone lungo l’intera catena del valore, favorendo la collaborazione e supportando i clienti operando da collettore di esperienze e competenze combinate con un DNA tecnologico e la conoscenza delle diverse lingue di Industry”.

Emilio Cozzi, Head of Space Economy di Forbes Italia e Cosmo ha spiegato che quello dello Spazio è “un settore economico la cui crescita sarà tra le più alte nei prossimi anni. Oggi – ha spiegato Cozzi – muove tra i 350 e i 380 miliardi di dollari ed entro il 2040 potrà superare i mille miliardi. Qualche analista dice addirittura 2.700 miliardi”. In questo contesto gli attori saranno essenzialmente quattro: “le realtà che creano l’hardware, i lanciatori e gli operatori dei lanciatori, i clienti e i player tecnologici, gli ‘hyperscaler’”, ha aggiunto Addino.

Lo Spazio oggi non è più solo “frontiera tecnologica”, ma ormai è indissolubilmente “legato alla richiesta di mercato” ha ricordato Massimo Comparini, AD di Thales Alenia Space Italia.  “Nei prossimi anni avremo il dispiegamento di una quantità di nuove infrastrutture in crescita esponenziale legate ai dati spaziali. Questi sono fondamentali per estrarre informazioni su ciò che accade sul Pianeta, al fine di intercettare le evoluzioni globali, quelle su scala più locale e a livello di singola infrastruttura che agisce sul territorio. Si sta aprendo un mondo dove lo sviluppo di algoritmi avanzati e dell’intelligenza artificiale ci aiuta anche a cambiare il modo di costruire i nostri assetti spaziali, con sempre maggiore configurabilità e intelligenza”.

Telespazio sta lavorando su questo concetto con la controllata e-GEOS. Marco Brancati, Chief Technical and Innovation Officer del gruppo, ha ricordato che lo Spazio “è sempre più orientato verso tecnologie che lo avvicinano alla vita quotidiana dei cittadini. Non è più autoreferenziale”. Tanto che nel Piano Nazionale di Resilienza e Recupero (PNRR) è esplicitato il suo ruolo come abilitatore economico. In questo processo un ruolo centrale è giocato dalla digitalizzazione, di cui “il mondo della geo-informazione è quello più influenzato – ha sottolineato Brancati – Tutto alimenta questa massa di dati che processiamo in modo sempre più smart, sviluppando piattaforme dedicate a temi specifici”.

Le informazioni, peraltro, passano anche per altri tipi di sensori come i droni, il cui business in ambito commerciale sta crescendo a una velocità elevatissima. “Si parla di un “50% a livello annuo e il comparto raggiungerà 100 miliardi di euro di fatturato a livello mondiale nel 2030 su settori molto variegati – ha sottolineato Laurent Sissmann, Senior Vice President Unmanned Systems di Leonardo -. Il loro valore, però, oggi non è più solo nella macchina o nella piattaforma, ma nella loro capacità di acquisire dati e di trasformarli in un’informazione utile per abilitare i processi decisionali, produttivi o manutentivi”. Il gruppo sta, infatti, operando su questa direttrice per sviluppare una gamma di servizi innovativi per le aziende, con l’obiettivo di migliorare e velocizzare i processi partendo dai droni. Esistono comunque altri ambiti in cui apparecchi unmanned possono fare la differenza: è il caso delle aree disagiate o dove non esistono infrastrutture terrestri che garantiscono le telecomunicazioni. Per ovviare a questo problema, ha ricordato Sissmann, “abbiamo investito in una startup chiamata Skydweller, che sta sviluppando un drone a impulsi solari. Sono macchine flessibili, economiche, in grado di avere virtualmente un’autonomia infinita e di caricare payload importanti. Hanno capacità di osservazione e di telecomunicazione. Si chiamano pseudo-satelliti e potrebbero essere impiegati a migliaia, migliorando nettamente la qualità della vita a livello globale a un costo nettamente contenuto”.

Le informazioni fornite dai satelliti, invece, diventano sempre più preziose per le realtà energetiche. Claudio Farina, Executive Vice President Digital Transformation & Technology di Snam, ha spiegato che la sua azienda, grazie “all’abbassamento delle barriere d’ingresso con micro-nano satelliti e lanci da vettori riusabili”, sta lavorando con partner aerospaziali su tre impieghi specifici: “l’analisi delle deformazioni lente della crosta terrestre, lo studio delle interferenze di terzi sugli asset di Snam e le indagini su possibili leak detection di gas sulle infrastrutture in superficie”. A seconda dei vari usi servono varie frequenze di passaggio e risoluzioni diverse da parte dei satelliti. Però, “in uno o due anni da oggi ritengo si arriverà già a un’equazione di equilibrio tra frequenze di passaggio, risoluzioni e costi per un operatore industriale come noi – ha proseguito Farina – paragonabile alle altre tecnologie con cui finora erano risolte queste problematiche”. Allo stesso tempo è fondamentale “accoppiare e integrare queste tecnologie con l’intelligenza artificiale per processare e industrializzare l’utilizzo dei dati che provengono da satelliti e droni”.

Non mancano i benefici dei Big Data nemmeno per le realtà economiche, finora più “lontane” rispetto all’ambito dello Spazio. David Cis, Chief Operating Officer di Generali Italia, ha illustrato a riguardo che i dati e la digitalizzazione sono diventati protagonisti nel modello operativo della Compagnia. “Ci hanno consentito di introdurre servizi molto innovativi, come le informazioni che ci permettono di liquidare le polizze parametriche prima che il cliente se ne accorga”. Sono state introdotte nuove capabilities, che hanno migliorato gli standard di qualità. “Il 30% dei progetti più rilevanti sono gestiti in ‘agile’ e i tempi di risposta si sono ridotti quasi il 70%”, ha citato come esempio, ricordando che è stata remotizzata più del 95% della forza lavoro e in alcuni ambiti la maggior parte delle polizze viene emessa in formato in digitale.

Roberto Fedeli, Chief Technology & Innovation Officer di Silk-Faw, invece, ha illustrato i vantaggi che hanno apportato al settore automotive e in particolare a quello più innovativo. “La Space economy ci permetterà di migliorare su quattro concetti fondamentali – ha precisato -: la sicurezza attiva, il divertimento di guida, vetture elettriche e quindi la sostenibilità e la fruibilità”. La Space Economy farà fare a tutti un ulteriore step sulla sicurezza attiva, facendo sì che grazie ai sensori di bordo e i sistemi di controllo che dialogano tra loro potranno ridursi i rischi di incidenti. Inoltre, grazie alle informazioni ricevute dallo Spazio, ci sarà un risparmio energetico. Infine, i dati satellitari permetteranno alle vetture di diventare assistite, lasciando però al driver il divertimento di guidarle.

Di fatto, quindi, oggi guardare la Terra con occhi diversi è davvero vantaggioso e domani lo sarà ancora di più.

L’evento sarà nuovamente visibile, giovedì 29 Luglio alle ore 20.05, sul canale 511 di Sky e 61 di TivuSat.

Rivivilo subito sul web per approfondirne i motivi!