La Sec sospende le approvazioni di nuove Ipo cinesi dopo il crollo di DiDi Global

(Foto di Chip Somodevilla/Getty Images)
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Articolo apparso su Forbes.com a firma di Jonathan Ponciano

La Securities and Exchange Commission (Sec) non accetterà più registrazioni per l’emissione di titoli da parte di società con sede in Cina fino a quando non avrà delineato i rischi posti da tali investimenti, ha riferito Reuters venerdì. Si tratta della prima serie di iniziative dell’agenzia in seguito alla crescente interferenza del governo di Pechino, che questo mese ha cancellato miliardi di dollari in valore di mercato da DiDi Global e da altre società con sede in Cina che si sono quotate recentemente.

Fatti chiave

  • La SEC ha affermato che non accetterà nuove registrazioni fino a quando non avrà rilasciato una guida specifica su come le aziende dovrebbero rivelare i rischi posti dagli investimenti effettuati in Cina, hanno riferito a Reuters fonti anonime vicine ai fatti.
  • Secondo quanto riferito, non ci sono Ipo di questo genere in fase di realizzazione. Tuttavia non è nemmeno chiaro quanto tempo possa richiedere la guida per svilupparsi.
  • La decisione riportata arriva dopo che il commissario della Sec Allison Lee martedì ha affermato che le società cinesi quotate negli Stati Uniti dovrebbero rivelare i rischi di interferenza del governo cinese agli investitori come parte delle informative obbligatorie.
  • Allo stesso modo, mercoledì un gruppo di cinque senatori del Gop ha esortato il presidente della Sec Gary Gensler a “chiedere un’azione immediata e robusta”, affrontando una recente repressione da parte dei funzionari di Pechino nei confronti di società cinesi quotate nelle borse statunitensi.
  • La Sec non ha risposto immediatamente alla richiesta di un commento avanzata da Forbes.

Nel giro di pochi giorni, la Cina ha introdotto azioni regolamentari rivolte sia all’app DiDi che ad altre aziende nazionali: misure dure che mostrano agli investitori quanto può essere rischioso investire nel mercato, ha scritto in una nota Tom Essaye, autore del Sevens Report. Qualche giorno dopo la massiccia Ipo negli Stati Uniti di DiDi, la Cyberspace Administration of China ha ordinato agli app store di rimuovere il ride-hailer dalle loro piattaforme, sostenendo che “viola gravemente le norme sulla raccolta dei dati personali”. Le azioni DiDi sono crollate di quasi il 50%, spazzando via quasi 50 miliardi di dollari di valore di mercato in meno di un mese. Quindi, in un ordine del fine settimana all’inizio di questo mese, il ministero dell’istruzione cinese ha vietato “operazioni capitalizzate” tra “istituzioni di formazione online”, affermando che tali società non possono più realizzare profitti o raccogliere fondi nei mercati pubblici.

Citazione cruciale

“Sì, c’è un mercato enorme e un grande potenziale di crescita, ma ovviamente ci sono rischi normativi che sembrano crescere ogni mese che passa”, osserva Essaye.

Fatto sorprendente

L’indice Nasdaq Golden Dragon China, che replica le società cinesi che commerciano negli Stati Uniti, è sceso del 12% questa settimana e di quasi il 34% negli ultimi sei mesi.

Grandi numeri

12,8 miliardi di dollari. Questo è quanto le quotazioni cinesi negli Stati Uniti hanno raccolto finora in quest’anno, secondo i dati Refinitiv citati da Reuters.