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L’azienda che ottimizza le prestazioni dei siti web e genera vantaggio competitivo per le imprese

Milliseconds make millions. È il titolo di uno studio dello scorso anno, condotto congiuntamente da Google e Deloitte, che in una frase a effetto riassume il mondo del business di oggi, dominato in ogni sua fase dalle piattaforme digitali e dalla velocità, a partire dalla ricerca delle informazioni e dalla formazione della decisione di acquisto. E la velocità che conta è soprattutto quella dei siti web aziendali: un ritardo nel caricamento di una pagina di appena un decimo di secondo, il tempo di leggere la parola “tempo”, significa perdere o guadagnare clienti, fidelizzare o allontanare, convertire o restare con i magazzini pieni. Una legge ferrea che vale in ogni momento del celebre funnel di vendita, soprattutto in quello del pagamento: la lentezza del sito in quella fase manda all’aria ogni sforzo precedente e qualunque campagna marketing, a dispetto della qualità dei contenuti e dei prodotti offerti. Un destino che riguarda non solo gli e-commerce (e già potrebbe bastare, dato che gli store online valgono tra il 10 e il 30% delle vendite mondiali), ma i brand di qualunque settore.

Che il mondo sia destinato ad andare sempre più in questa direzione e che l’alternativa sia anticiparne l’evoluzione o restare indietro, lo aveva capito già da tempo un gruppo di professionisti di lungo corso del marketing e dell’informatica. I quali, in una delle tante serate di goliardia d’altri tempi e riflessioni sui problemi delle aziende, si posero una domanda semplice e cruciale: come si può aiutare le aziende a fare business con una soluzione che vada al cuore della sfida digitale? Accompagnata da un’intuizione: che le aziende davvero innovative, oggi, sono quelle che aiutano le altre a innovarsi.

Da quella domanda, dall’incontro di quelle competenze e soprattutto dalla consapevolezza che il digitale non è null’altro che una nuova arena dell’eterna sfida del mercato e della concorrenza, sono nate due anni fa un’azienda e delle soluzioni. L’azienda è Aritmetika Limited, che già dal nome va al sodo, evocando algoritmi di intelligenza artificiale e il suo radicamento a Londra, la città che, secondo l’Innovation Cities Index, è la più hi-tech al mondo. Le soluzioni sono dei tool plug and play, che hanno già tolto le castagne dal fuoco contemporaneamente a marketing, sales manager e responsabili dei dipartimenti IT in decine di e-commerce e siti corporate in giro per l’Europa. 

Come? Ottimizzando, senza interventi invasivi nei codici, tutte le prestazioni essenziali dei siti web, quali velocità, reattività e stabilità, e aiutando così a migliorare sia la user experience che la seo. Il che significa aumentare le conversioni di diversi punti percentuali, abbassare il bounce rate e migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Da quella sera di domande, Aritmetika – che startup non è mai stata, dimostrando che si può da subito ragionare da azienda matura – si è arricchita di nuove competenze con investitori-manager esperti di processi industriali e si è andata strutturando come una realtà globale. In meno di due anni, l’azienda si è dotata di un network diffuso in tutti i principali hub globali e di nuove sedi a Parigi, Milano e Pisa. E ha da poco inaugurato una centrale operativa con server proprietari e una sala di controllo – affidati a una decina di tecnici e ingegneri – con lo scopo di assicurare velocità ai siti dei propri clienti e un monitoraggio costante delle loro prestazioni. Millisecondo per millisecondo. Che è il tempo che ci vuole per aver successo o fare fiasco nel XXI secolo. 

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