Facebook pubblica gli studi sull’impatto di Instagram sui giovani. I risultati sono ancora peggiori del previsto

Mark Zuckerberg Facebook
(foto Getty)
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Questo articolo di Abram Brown è apparso su Forbes.com

Facebook ha pubblicato due controversi studi interni su Instagram e il suo impatto sulla salute mentale degli adolescenti. La decisione è arrivata poche ore prima di un’udienza in cui una dirigente della società dovrà rispondere alle domande del Congresso statunitense sull’argomento.

I due rapporti comprendono un totale di quasi 100 diapositive. Sono stati commissionati nel 2019 e avevano l’obiettivo di comprendere come gli utenti interagiscono con l’app e i suoi effetti su problemi come l’ansia, la percezione del proprio corpo e il confronto con altre persone. La ricerca è stata svelata la scorsa settimana da un’inchiesta del Wall Street Journal e ha innescato nuove critiche sul modo in cui Facebook tratta i suoi utenti. L’articolo ha messo Facebook sulla difensiva e la società, con una mossa aggressiva, ha scelto l’inusuale soluzione di pubblicare numerose lunghe repliche. L’azienda non ha fatto sforzi per mostrarsi desiderosa di ascoltare le critiche. Si è limitata infatti a rimandare il piano per sviluppare una versione per bambini di Instagram.

Facebook ha accompagnato entrambi i rapporti con molte annotazioni, cercando al contempo di chiarire i dati e di smorzarli. La società ha sottolineato in vari modi la dimensione limitata del campione e il fatto che l’analisi era per uso interno, dove dirigenti esperti avrebbero potuto darle il giusto peso e combinarla con altri fattori per prendere decisioni. In vari punti, le annotazioni criticano il linguaggio scelto per lo studio originale, in un tentativo non molto sottile di sedare la rabbia generata dalle conclusioni del rapporto. Su una diapositiva, per esempio, l’annotazione concludeva che la metodologia utilizzata non era “adeguata a fornire stime statistiche”.

Tuttavia, la ricerca non fa altro che allargare il quadro offerto dal Journal. L’articolo si basava in gran parte su un risultato clamoroso: quasi un terzo delle adolescenti dichiarano che Instagram peggiora i problemi legati alla percezione del proprio corpo. Ma c’è molto più di quella cifra. La ricerca chiarisce che Instagram aggrava i problemi delle ragazzine in difficoltà e il 20% delle adolescenti dice che la piattaforma peggiora la loro opinione di se stesse. E nemmeno i loro coetanei maschi sono immuni: quasi il 15% degli adolescenti dice che Instagram ha aumentato il suo livello di ansia e circa il 14% dichiara che ha provocato disturbi del sonno.

Facebook ha condiviso la ricerca anche con il Congresso e di certo lo studio sarà un punto importante dell’udienza al Senato. La società ha inviato al Campidoglio Antigone Davis, global head of safety, per affrontare le crescenti richieste di maggiori regolazioni su Facebook arrivate dal Congresso.