La Apple Car potrebbe montare batterie Panasonic

Apple Car
(Shutterstock)
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Si torna a parlare dell’Apple Car e del Project Titan, che rischia di diventare un tormentone ancor prima che l’auto targata Cupertino accenda i suoi motori elettrici. L’ultimo aggiornamento sulla macchina della Mela arriva dal sito Digitimes Asia ed è stato ripreso dalle agenzie occidentali. Gli uomini di Tim Cook stanno incontrando gli ingegneri di Panasonic, azienda che vanta una lunghissima tradizione sul tema batterie. 

Batterie dal 1923

Già nel 1923 Konosuke Matsushita, un inventore giapponese, brevettò una lampadina alimentata a batteria da montare sulle biciclette. Da quel giorno Panasonic (parte di Matsushita Electric Industrial) ha investito continuamente in ricerca e sviluppo per arrivare a prodotti dalle massime performance, attenti all’ambiente e che non vadano a fuoco nei momenti di stress.

Tesla ha molto apprezzato la collaborazione con il gruppo giapponese. Elon Musk, dopo i ricchi accordi di fornitura di Model 3 alla Hertz, per accelerare la produzione ha appena ordinato a Catl un imponente numero di batterie lfp (litio, ferro, fosfato) di grande potenza. 

Il progetto della Apple Car

Tim Cook conduce da anni una severa valutazione dei fornitori e Apple sta dialogando con due aziende cinesi per dare vita al suo Project Titan. La prima è la stessa Catl, la seconda è Byd, che produce auto elettriche nel distretto di Shenzhen. Ma il protezionismo americano e la messa al bando dei fornitori cinesi avrebbero complicato il percorso, mettendo in stand by le trattative. Per questo Apple ha allargato la cerchia dei possibili fornitori anche a Panasonic. Né Panasonic né Apple hanno commentato la notizia.

Il Project Titan si è arricchito di vari elementi nel corso degli ultimi anni. La mossa più appariscente è stato l’ingaggio di Anton Uselmann, ingegnere di design del prodotto arrivato dal gruppo Mercedes. L’ingaggio di una figura come Uselmann potrebbe aiutare a chiarire anche il mistero più importante intorno al Project Titan: non si tratta – come qualcuno ha ipotizzato – di creare una piattaforma di guida autonoma targata Apple, da vendere ad altre aziende, ma di una vera auto.