Dalla fabbrica di tappeti alla classifica dei miliardari: la storia di Wei Jianjun, il re cinese dei suv

Wei Jianjun Great Wall Motor
Wei Jianjun (foto Great Wall Motor)
Share

Un modo per provare a restituire con immediatezza l’enormità della Grande Muraglia cinese potrebbe essere provare a calcolare quanti veicoli e pickup sarebbero necessari coprirne l’intera lunghezza. E se mai qualcuno volesse mettere in pratica l’esperimento, la “materia prima” gli verrebbe fornita, con ogni probabilità, dal più grande produttore cinese di suv. Non è un caso che l’azienda in questione si chiami proprio Great Wall Motor e che alla sua guida ci sia l’uomo che l’ha salvata dal fallimento quando aveva appena 26 anni. Un uomo di nome Wei Jianjun, che, secondo le stime di Forbes, ha un patrimonio di oltre 29 miliardi di dollari. Secondo l’ultima classifica di Forbes, Wei è l’ottavo miliardario più ricco della Cina.

Paragonare un tentativo imprenditoriale a un viaggio non è molto fantasioso. Nel caso di Wei e di Great Wall Motor, però, il riferimento è calzante. È infatti merito di un viaggio se gli affari di quello che oggi è un gigante dell’economia cinese hanno sterzato con prepotenza a metà degli anni ’90.

Il sito specializzato e riferimento per il settore delle auto Car news China ha ricostruito infatti come sia stata un’osservazione diretta della situazione del traffico in Thailandia a far capire a Jianjun che il tipo di veicolo che avrebbe potuto cambiare le sorti della sua azienda era il pickup. L’imprenditore sceglie di ispirarsi a un modello prodotto dalla Toyota e nel 1996 arriva sul mercato Great Wall Deer: ottima qualità e prezzo decisamente concorrenziale. Non mancano però le tappe intermedie per arrivare a questo momento, che segna un prima e un dopo, sia per Great Wall Motor, sia per Wei Jianjun.

La storia di Wei Jianjun

Nel ‘prima’, per esempio, ci sono i lavori che Wei svolge, dopo le scuole superiori, nella fabbrica Tongxian Mini Motor a Pechino e, successivamente, in un’azienda di tappeti, quando la sua famiglia torna a Baoding, circa 140 chilometri a sud della capitale. Il padre, Deyi, lascia la carriera nell’esercito e avvia un’impresa che produce parti per tubature dell’acqua e impianti di riscaldamento. Un’azienda famigliare a cui si unisce anche Wei a partire dalla metà degli anni ’80, con la prospettiva di una carriera manageriale. Nel tempo libero il ragazzo si dedica alla sua passione per le automobili e non nasconde ambizioni da pilota di rally professionista. Nel 1990, però, si presenta un’occasione che lo convince a lasciar perdere ogni altro progetto.

Piccolo passo indietro: nel 1976 lo zio di Wei avvia un’azienda cooperativa di nome Great Wall Repair Factory, che ripara mezzi agricoli ed esegue modifiche su altri tipi di veicoli, arrivando poi a costruire i propri veicoli commerciali. Nel 1989, però, durante un viaggio di lavoro, lo zio perde il controllo della sua auto, si schianta e, qualche giorno dopo, muore. Serve qualcuno che porti avanti l’azienda, che, non facendo parte dell’eredità, non va direttamente alla famiglia, ma ritorna nelle mani dell’amministrazione locale del sobborgo di Baoding.

La cooperativa non se la passa bene, tra debiti e una mano d’opera scarsa e poco qualificata. Wei Jianjun decide che è il momento di rischiare in prima persona e si propone come nuovo gestore dell’azienda. L’amministrazione locale dà il via libera e Wei assume l’incarico, con un’iniziale durata di cinque anni, dimettendosi dal ruolo nell’azienda del padre.

La rivoluzione del pickup

Sotto la sua direzione la cooperativa passa alla produzione di autovetture a partire dal 1993, con veicoli che traggono profonda ispirazione dai modelli in circolazione di Toyota e Nissan. Poco dopo, però, il governo centrale di Pechino istituisce un processo di registrazione e approvazione per la produzione di autovetture. Per Great Wall arriva il semaforo rosso e il conseguente stop alla produzione, che riprende solo grazie all’intuizione per i pickup.

Come ricorda Forbes, oggi Wei Jianjun è alla guida del più grande produttore cinese di suv, entità industriale che, come comunicato all’inizio di novembre 2021, ha toccato quota 14 miliardi di dollari di fatturato nei primi 9 mesi dell’anno, in crescita di oltre il 46% su base annua. Un’espansione su cui si punta anche per le vendite. Come ha riportato la Reuters nel giugno 2021, infatti, Wei che ha dichiarato che Great Wall Motor punta a vendere 4 milioni di veicoli entro il 2025, con un obiettivo intermedio di 2,8 milioni per il 2023. Nella vita di Wei c’è già stato tanto prima. La sensazione è che anche il dopo possa essere altrettanto ricco e vario.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it Iscriviti