La variante Omicron spaventa il Governo. Spunta l’idea del super green pass anche al lavoro

Photo by Stefano Guidi/Getty Images
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Il Governo, sulla scia dei nuovi dati, pianifica di alzare gli argini contro l’avanzata del Covid-19. Di fronte all’aumento del numero di contagi e al diffondersi della variante Omicron, l’Esecutivo sta infatti valutando ulteriori misure per contrastare il virus.

Allo studio come prima ipotesi ci sarebbe l’estensione del super green pass (rilasciato a vaccinati o guariti) in tutti i luoghi di lavoro e la proroga dello stato di emergenza. La seconda possibilità vede invece il Governo concentrato nel limitare la diffusione della variante Omnicron.

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Le regioni si tingono di giallo

D’altronde l’aumento dei contagi e dei ricoveri di terapia intensiva si stanno traducendo concretamente in un “cambio di colore” di alcune Regioni che stanno diventando gialle.

Friuli Venezia Giulia e Alto Adige hanno già sperimentato il cambio di zona mentre oggi toccherà alla Calabria, salvo sorprese, a essere classificata nella fascia delle prime restrizioni – obbligo di mascherina all’aperto e riduzione delle capienze di cinema, teatri e stadi – dal monitoraggio settimanale a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La stessa via potrebbe anche essere seguita dal Trentino, che ha il tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva al 17%, sopra la prima soglia di guardia del 10%. Se i dati dell’Iss dovessero scavallare anche di un solo decimale quella riga di demarcazione, Trento si ritroverebbe in giallo già lunedì. Mentre gli esperti in Italia, così come in Europa, sono convinti che la nuova variante Omicron sia destinata a dilagare a breve, diventando prevalente entro Natale e facendo impennare i contagi (in che misura anche ricoveri e morti ancora non si sa), basta la vecchia Delta a metterci in allarme. Vicinissime alla fascia gialla sono intanto anche la Liguria, che con il 13% è già oltre il limite fissato per le terapie intensive ed è al 14% negli altri reparti, mentre la Lombardia è appena un punto percentuale sotto le soglie, rispettivamente con il 9% e 14%.

In vista la proroga dello stato di emergenza

La seconda pista alla quale sta lavorando l’esecutivo – come accennato – riguarda invece il contrasto alla diffusione della variante Omicron. Sempre più diffusa in Europa, Italia compresa, infatti tale variante potrebbe rendere necessaria la proroga dello stato di emergenza. La scadenza dello stato di emergenza è al momento fissata al 31 dicembre, ma l’ipotesi più probabile è che si arrivi a una proroga fino a marzo o aprile in modo da mantenere tutti gli strumenti di intervento contro l’epidemia, a partire dalla struttura commissariale. La decisione verrà presa la prossima settimana.

“La pandemia purtroppo non è un brutto ricordo, è ancora tra noi. Ed è quindi importante che il Paese e soprattutto le Regioni possano avere a disposizione gli strumenti necessari per contrastare in modo efficace il virus, e per continuare a correre sulle vaccinazioni”, ha affermato Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, interpellato. “La struttura del generale Figliuolo, ad esempio, è una ricchezza che va assolutamente preservata. Per questo ritengo possa essere utile, in questa particolare fase, prorogare ancora per qualche mese lo stato di emergenza”.

La Lombardia per ora è al sicuro

Per il momento è al sicuro la Lombardia. La Regione ha già annunciato che, in base ai dati disponibili ieri, la regione dovrebbe restare nella zona bianca. “L’indice Rt ospedaliero continua a scendere e passa da 1,19 dei sette giorni precedenti a 1,03”, ha dichiarato il presidente della Regione Attilio Fontana. Le terapie intensive lombarde presentano un tasso di occupazione dell’8%, i reparti ordinari, invece, del 12%.

Intanto nella giornata di ieri, l’Italia ha raggiunto “le 100 milioni di dosi” di vaccino contro il Covid-19 somministrate e “l’88 per cento di persone vaccinabili con la prima dose”, come ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo lungo intervento all’Assemblea generale Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa).

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