Milioni di americani non vogliono più lavorare. Ed è (anche) per via di Reddit

(Photo by Mario Tama/Getty Images)
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Se negli Stati Uniti tante persone non intendono tornare a lavorare, parte della colpa è anche di Reddit, social network già al centro del forte rialzo delle azioni di società come GameStop lo scorso gennaio, nel periodo dei cosiddetti meme stock. Allora un nutrito gruppo di investitori privati, riuniti sotto la bandiera del canale WallStreetBets, era riuscito a sfidare – e a battere – gli hedge fund che puntavano sul ribasso delle azioni.

Al posto di WallStreetBets oggi c’è AntiWork: conta 1,3 milioni di iscritti e, secondo un rapporto di Goldman Sachs intitolato Perché la partecipazione alla forza lavoro non sta recuperando?, è proprio lì che tantissime persone, animate da una coscienza consolidata durante la pandemia, si confrontano e si aiutano a vicenda per non lavorare, oppure commentano situazioni aziendali che le hanno portate allo sfinimento e quindi a lasciare il proprio posto.

L’obiettivo di AntiWork è infatti quello di spingere le persone a ottenere “il meglio da una vita senza lavoro”. La sua popolarità è cresciuta molto da settembre in poi e ora, fa notare Goldman Sachs, “è anche più popolare di WallStreetBets”. Per numero di commenti al giorno, AntiWork ha infatti superato WallStreetBets dallo scorso ottobre. “Il rischio”, si legge nel rapporto, “è che alcuni lavoratori sceglieranno di restare fuori dal mercato del lavoro per più tempo, ammesso che se lo possano permettere”. 

Un movimento nato dalla disparità

Reddit è quindi al centro di un movimento che si sta opponendo al lavoro per come si è sviluppato per anni: gli stipendi dei ceo delle aziende sono sempre più alti, mentre la retribuzione mensile dei dipendenti rimane la stessa. 

Le differenze più grandi, secondo l’elaborazione di Business.org, si trovano presso Nike, Amazon e Walmart, dove gli ad guadagnano, rispettivamente, 54 milioni, 35,8 milioni e 22 milioni di dollari. Mediamente un impiegato di queste aziende ha uno stipendio di 30.877, 28.875 e 24.960 dollari. Un dipendente della Nike impiega 29,4 ore di lavoro per guadagnare quanto il ceo prende in un minuto. È questo tipo di disparità che sta spingendo il movimento dell’antilavoro verso l’aggregazione su Reddit.

Non solo Reddit: la paura del Covid resta rilevante

Naturalmente, non è solo Reddit la causa dello scarso recupero della partecipazione alla forza lavoro negli Stati Uniti. Secondo Goldman Sachs, dall’inizio della pandemia negli Stati Uniti sono uscite dal mercato del lavoro cinque milioni di persone, soprattutto over 55 (3,4 milioni). Molte sono andate in prepensionamento o in pensione, e quindi non torneranno a lavorare. La partecipazione al mercato del lavoro è ferma da agosto 2020. 

Per Goldman Sachs, fra le cause ci sono anche i sussidi fiscali introdotti durante l’emergenza. Le misure hanno aiutato tante famiglie, soprattutto a basso e bassissimo reddito, a sostenersi e persino a risparmiare qualcosa. Ma l’effetto è ormai finito e i risparmi permetteranno di posticipare il ritorno al lavoro “solo di alcuni mesi”. 

Inoltre, restano le preoccupazioni legate alla pandemia: a molte persone “servirà del tempo prima che riprendano a sentirsi a loro agio tornando a lavorare”. La paura del Covid è stata segnalata come principale ragione per l’attesa nel ritorno al lavoro da 1,6 milioni di persone tra i 25 e 50 anni, dopo un calo in primavera con la graduale diffusione dei vaccini. Secondo lo studio, tale fattore continuerà a impattare sulla forza lavoro in questa fascia d’età nel medio termine.

Anche Goldman Sachs deve però ammettere che al centro di questo movimento antilavoro c’è una nuova idea di bilanciamento fra vita privata e lavoro: “Il cambiamento dello stile di lavoro e delle preferenze sul lavoro potrebbero spingere alcuni lavoratori a rimanere volontariamente fuori dalla forza lavoro per più tempo”.

Goldman Sachs ritiene che la partecipazione alla forza lavoro negli Stati Uniti migliorerà nel breve periodo, ma ha comunque abbassato le previsioni per la fine del 2021 (al 61,9%) e per la fine del 2022 (al 62,1%)

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