I Cda delle Pmi ai raggi X: ci sono più donne, ma latitano i giovani. “Si rischia la carenza d’innovazione”

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Sono frequentati da persone esperte, poco meno della metà comprende almeno un membro della famiglia proprietaria e accolgono un numero di donne sempre maggiore. Si tratta dei consigli d’amministrazione di 120 piccole e medie imprese italiane quotate che compongono il segmento Ftse Italia Small Cap, un indice della Borsa di Milano. A rilevarlo è stata Page Executive, brand di PageGroup che si occupa di head-hunting di profili a livello di direzione funzionale, ruoli apicali e membri di consigli di amministrazione, che ha condotto un’indagine volta a fornire una panoramica di come sono composti oggi i Cda in Italia. 

Un’età media di 56 anni

Tra i dati principali, lo studio prende in analisi la fascia d’età: i membri dei consigli di amministrazione hanno un’età media di 56 anni (53 le donne e 58 gli uomini); il componente più giovane ha meno di 40 anni, mentre quello più maturo si aggira sui 67. Gli attuali membri sotto i 45 anni costituiscono l’11% del totale, quelli che ne hanno meno di 35, invece, compongono solo il 3% dell’insieme. In particolare, i settori in cui l’età media è più avanzata sono il settore chimico e i produttori di beni durevoli, mentre nelle società di servizi la fascia d’età diminuisce.  Più grande è il board, più cresce anche il numero dei più giovani che ne fanno parte. 

Lo studio manifesta che la metà del gruppo dei più giovani (il 3%) è caratterizzata da un membro della famiglia proprietaria. Infatti, dai dati emerge che 50 consigli di amministrazione su 120 (ossia il 42%) includono almeno un membro della famiglia proprietaria e nel 34% dei casi questa persona ne è il presidente, mentre nel 20% ricopre il ruolo di Amministratore Delegato. 

In crescita il numero delle donne: ora sono il 38% dei componenti

Per quanto concerne il genere dei componenti, l’indagine rileva una percentuale del 38% di donne su un numero totale di 947 componenti dei vari consigli. Nello specifico, nel 93% dei casi osservati ne è presente almeno una e nel 10% il numero di donne nel consiglio è superiore o uguale a quello degli uomini. 

Tra i board analizzati, 14 donne ricoprono la posizione di presidente – in due casi sono allo stesso tempo ceo dell’azienda. Più bassa, invece, la concentrazione di donne soprattutto nell’Ict, real estate e costruzioni.

“Emerge un quadro più rassicurante rispetto al passato di come queste aziende a piccola e media capitalizzazione stiano affrontando i loro percorsi strategici di internazionalizzazione e di crescita, ma sicuramente con qualche area di attenzione che andrà rafforzata negli anni a venire” commenta Maximilian Redolfi, senior partner di Page Executive. “Il numero di donne nei cda è in crescita e, anche se siamo ancora lontani dalla parità del 50%, emerge un quadro più equilibrato rispetto al passato. Vediamo board maturi, soprattutto in alcuni settori, in termini di età e anni di esperienza, che rappresentano senza dubbio un lato di forza in termini di maturità dei consiglieri e solidità delle loro esperienze, ma che può portare ad una carenza di innovazione, spinta prevalentemente dai giovani che sono più vicini ai progressi tecnologici. In alcuni settori l’età media si abbassa, ma in quelli più tradizionali rimane elevata”, conclude.

Un quarto dei membri ha studiato all’estero

Lo studio mostra infine che il 26% dei membri del consiglio di amministrazione ha studiato all’estero e il 39% ha fatto esperienze fuori dall’Italia, in molti casi, per periodi brevi di 1 o 2 anni. Su questi dati, vi è una diversa distribuzione tra uomini e donne: rispetto al 26% di coloro che hanno studiato all’estero, il 10% è composto da donne e il 16% da uomini. Mentre sul 39% di chi ha fatto esperienze oltre il confine italiano, il 13% è rappresentato dalle donne e il 26% dagli uomini. 

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