Sono italiani gli inventori di Cryppo, la serie di Nft che ha raccolto 300mila dollari in pochi giorni

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Il giornale online a tema blockchain The Cryptonomist, in collaborazione con la società italiana ArtRights, ha lanciato la serie di Nft dedicata alla propria mascotte Cryppo. E in pochi giorni ha raccolto oltre 80 Ethereum, che al valore di mercato di oggi vuol dire oltre 300mila dollari. La serie Cryppo è composta da 3.777 esemplari tutti diversi fra loro, quindi non fungibili, da qui l’utilizzo della tecnologia Nft, sigla che appunto significa non fungible token. Appoggiandosi sulla tecnologia blockchain, adesso i singoli esemplari potranno essere collezionati, scambiati o rivenduti. 

La serie più famosa di asset digitali di questo tipo è quella dei Crypto Punk, a cui appartiene il record di rivalutazione con una vendita da mezzo miliardo di dollari per un Nft speciale della serie.

Non una serie come le altre

Proprio per differenziarsi da altri fenomeni, il team di Cryppo non ha fatto solo una serie di figurine 3d collezionabili, ma ha ideato un progetto a lungo termine associato a questi particolari Nft. 

“Più andiamo avanti nel tempo, più il mercato e i collezionisti di non fungible token diventano selettivi, per questo motivo abbiamo deciso di non mettere in vendita una semplice figurina ma dare loro utilità e far si che chi le detiene possa avere benefici futuri in termini di token”, spiega Amelia Tomasicchio, tra i creatori del progetto e under 30 di Forbes Italia 2021. In futuro, chi ha Cryppo nel proprio portafoglio virtuale avrà la possibilità di essere ricompensato con dei token che daranno potere di voto e aumenteranno nel tempo grazie al completamento di diverse azioni nel netaverso The Nemesis, con cui The Cryptonomist ha una partnership da circa un anno. Infatti con Cryppo si potrà anche incontrarsi, parlare, giocare e partecipare a eventi esclusivi nel Metaverso.

Tra i vantaggi di detenere Cryppo nel proprio wallet c’è anche il fatto che più avanti si potrà ricevere tutta la famiglia Cryppo e quindi altri Nft”, spiega Andrea Concas di ArtRights, l’altra azienda coinvolta nella creazione del progetto.

Il potere dei metaversi

Dopo che Facebook ha annunciato il proprio Meta, e quindi la possibilità di incontrarsi in un mondo virtuale, si sta sempre più sentendo parlare di metaversi. In realtà ne esistono decine già da anni, come ad esempio Habbo, Second Life o lo stesso Fortnite. Anche nel mondo crypto esistono diversi tipi di metaversi come il suddetto The Nemesis, ma anche Decentraland, Sandbox o Terra Virtua che segnano nuovi record di valore sia per i loro token che per i prezzi dei loro lotti di terreni virtuali. Associare quindi gli Nft ai metaversi è una pratica molto interessante e innovativa. Sicuramente in futuro vedremo sempre più applicazioni in questo settore, non solo relative al gaming.

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