A2A entra nel fondo Eureka! e continua il suo impegno in innovazione e transizione sostenibile

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Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A
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Individuare tecnologie e business model innovativi che possano rafforzare il proprio core business, supportarne l’evoluzione e generare valore per l’azienda e per i territori in cui opera, contribuendo alla crescita sostenibile del Paese. Sono tanti i motivi per i quali oggi, investire in innovazione e promuoverla, si rivela un aspetto fondamentale. A2A, life company italiana attiva nell’ambiente e nell’energia, ha accettato questa sfida nel 2019, quando ha avviato il suo programma di Corporate Venture Capital con la partecipazione di 360 Capital, fondo di venture capital. L’obiettivo era quello di promuovere l’innovazione tramite investimenti in realtà operanti in business strategici come l’economia circolare, la transizione energetica, la mobilità e le nuove tecnologie, in linea con il Piano Industriale del Gruppo. E lo è tutt’ora: l’accordo siglato con Eureka! Venture SGR per l’ingresso nel fondo di Technology Transfer Eureka! Fund I ne è una prova concreta.

Con questa operazione A2A compie un ulteriore passo avanti nel suo programma di Corporate Venture Capital, nonché all’interno della strategia di Open Innovation, un modello sinergico di scouting di startup e pmi, progetti di sperimentazione, challenge e attività di corporate entrepreneurship (uno dei modelli di innovazione più diffusi, basato sul presupposto che i dipendenti siano un asset chiave per accelerare questo processo). “Grazie a questa collaborazione A2A potrà ampliare il proprio programma di Corporate Venture Capital, sostenere la nascita di startup legate al mondo della ricerca e dei poli di trasferimento tecnologico, rafforzando ulteriormente gli investimenti in nuove soluzioni che possano contribuire alla realizzazione di infrastrutture strategiche per il Paese e alla sua transizione ecologica” ha dichiarato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. “L’innovazione è un aspetto determinante per il successo del nostro Gruppo”.

Il Gruppo ed Eureka! insieme per investire in innovazione

Ed Eureka! sembra il partner più adatto per proseguire questo percorso. Affermato operatore indipendente in Italia, è specializzato in investimenti deeptech. Ovvero in startup, spin off e pmi provenienti da Centri di Ricerca e Università – il Fondo ha siglato partnership con 31 di queste strutture in Italia – che hanno l’obiettivo di valorizzare sul mercato i risultati delle loro attività di ricerca scientifica, promuovendo tecnologie innovative e spesso di frontiera, che possono avere un impatto profondo nella vita delle persone, nell’ambiente e nella società in generale. Eureka! Fund I – Technology Transfer nello specifico è focalizzato su investimenti nei cosiddetti advanced materials: materiali con nuove funzionalità e caratteristiche sempre più performanti che vengono utilizzati in applicazioni ad alta tecnologia.

Tre nuove startup per il programma di Corporate Venture Capital

Rientrano tra le iniziative dedicate al Corporate Venture Capital anche gli investimenti, da parte di A2A, in tre nuove startup. Sette in totale, dopo Greyparrot, Hades, Circular Materials e Siteflow, selezionate nel 2020. Le “new entry”, nello specifico, propongono soluzioni dedicate allo storage, alla transizione energetica e alle energie rinnovabili.

La prima è Energy Dome, un’azienda italiana con la quale A2A ha siglato un Memorandum of Understanding per l’implementazione iniziale di batterie a CO2 per 100 MWh in Italia. Questa startup ha brevettato una nuova batteria basata sul ciclo termodinamico e sull’utilizzo dell’anidride carbonica, ad elevata efficienza e durata, che ottimizza lo stoccaggio e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Questa tecnologia consente di accumulare, quando la generazione lo consente, centinaia di MWh di energia e di rilasciarla quando si verifica un picco di richiesta. Vengono utilizzati impianti in grado di comprimere la CO2 fino a 65 atmosfere, trasformarla in stato liquido al fine di conservare l’energia; la CO2 viene poi rigassificata, ri-espansa in una turbina per restituire l’energia e reimmessa in un serbatoio, il “dome”. Grazie a questo sistema è possibile gestire l’erogazione dell’energia in qualsiasi momento e far fronte alla temporanea indisponibilità di una fonte rinnovabile (come sole o vento). Una soluzione di storage ideale da affiancare a impianti eolici, fotovoltaici o sistemi per la produzione di idrogeno verde.

Poi c’è Enspired, una startup austriaca che ha sviluppato una piattaforma digitale di “energy trading as a service” (Taas). Dotata di avanzati algoritmi di intelligenza artificiale, ha come obiettivo quello di promuovere la transizione energetica e rendere più flessibili le reti elettriche. La società opera sul mercato dello short term energy trading e aiuta a bilanciare la domanda e l’offerta di energia sulla rete, ottimizzando la gestione degli impianti di produzione e accumulo.

E infine, sempre in tema energia, Beem Energy. L’azienda francese punta ad incentivare l’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e contribuire alla decarbonizzazione offrendo un kit di pannelli fotovoltaici plug&play per l’autoproduzione di energia elettrica in ambito residenziale. I pannelli sono installabili rapidamente ed in maniera semplice direttamente dal cliente, senza la necessità dell’intervento di tecnici specializzati.

Un progetto concreto, dunque, quello del Corporate Venture Capital di A2A, attraverso il quale la life company italiana continua il dialogo con il mondo delle startup. Un’iniziativa che prevede l’investimento di risorse ingenti nei prossimi anni e che punta allo sviluppo dell’economia circolare, della transizione energetica, della mobilità e di tutte quelle nuove tecnologie necessarie per realizzare le città del futuro.

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